Di seguito la riflessione pubblicata su Facebook da Manuela Iatì –
Don Antonio Scordo, nominato Parroco del Duomo di Gioia Tauro, condannato nel 2012 ad un anno di reclusione per la terribile storia di Anna Maria Scarfò.
Leggo titoli di giornali locali, cartacei e web, che riferiscono della nomina di Don Antonio Scordo a nuovo parroco del Duomo di Gioia Tauro.
Leggo gli articoli in cui il parroco viene intervistato e si parla della solenne concelebrazione del Vescovo Milito in occasione del suo insediamento.
Ebbene, da nessuna parte leggo che Don Antonio Scordo, proprio lui, è il prete che, quando era parroco a San Martino di Taurianova qualche anno fa, allontanò e invitò Anna Maria Scarfò, allora ragazzina di 13 anni, a tacere sulle cose terribili che le stavano succedendo, a non dire a nessuno di quelle violenze sessuali a cui un branco di bestie (alla fine 12 persone) la stava sottoponendo. Minimizzò e la invitó a fare altrettanto e solo grazie al coraggio infinito di quella ragazzina oggi divenuta donna finì anni dopo sotto processo a Palmi. Dove rese falsa testimonianza, negando di aver saputo cosa la piccola Anna Maria stesse vivendo e, assieme a una suora, fu condannato, nel 2012, a UN ANNO DI RECLUSIONE con pena sospesa in primo grado.
Il processo non si è ancora concluso e, certamente, non lo possiamo considerare colpevole fino al terzo grado. Ma ciò non toglie che, da donna – e anche da giornalista – sono profondamente indignata, anzi FURIOSA, per questa nomina e per il SILENZIO che regna attorno alla vicenda!
Mi dispiace dover sottolineare che in questo caso i miei colleghi hanno fatto un pessimo lavoro: per ignoranza (in senso letterale, di non conoscenza del caso)? Per paura? Per omertà?? Non lo so. So solo che la collettività ha il diritto di sapere chi sia Don Scordo. So solo che, lontano dalla sua terra natale, costretta a vivere sotto protezione, c’è una ragazzina ormai donna che, DA SOLA, ha portato avanti la sua battaglia e io non riesco a non pensare a come possa sentirsi ora, a quanto possa star male di fronte alla notizia che il prete che allora non la aiutò e che, per il Tribunale di primo grado, successivamente mentì, viene premiato, nel silenzio appunto, anziché allontanato in attesa di giudizio! No, non posso proprio non pensare a lei..
Cose come questa mi fanno quasi vergognare della mia Chiesa, nella quale credo profondamente come comunità creata da Cristo, ma che resta pur sempre fatta da uomini, a volte miseri. E mi fanno temere che per la mia terra non ci sia davvero molta speranza…





