“Ho cercato di tenere in vita la fondazione anche oltre il possibile dando tempo alla politica di cercare le soluzioni”. Con queste parole Paolo Falzea, presidente della fondazione Campanella, commenta l’odierna manifestazione dei dipendenti del centro oncologico calabrese del quale si è preannunciata la chiusura, scesi in piazza per chiedere al dipartimento alla Sanintà e Salute della Regione Calabria chiarimenti sul proprio futuro. “Oggi, però – ha continuato Falzea -, non è più possibile aspettare. Nell’ultimo incontro con la presidente Antonella Stasi e il rettore Aldo Quattrone avevamo individuato come unica via di salvezza la transazione con la Regione che riconoscesse alla fondazione quei fondi utili alla sopravvivenza. La Stasi aveva rassicurato il rettore sul fatto che si sarebbe occupata lei delle coperture finanziarie, ma ad oggi non c’è alcun intento ufficiale al riguardo”. “Mi pare evidente – ha concluso il presidente – che il destino della fondazione sia segnato se non dalla liquidazione dalla richiesta di fallimento di uno dei creditori che hanno fatto molto affidamento sulle parole della presidente Stasi. Anche Farmindustria ci ha creduto rinviando le procedure fallimentari, ma oggi nulla si è concretizzato”.





