Riceviamo e pubblichiamo – Proposta dal gruppo Biblioteca è patrocinata dall’Amministrazione comunale con la collaborazione della parrocchia San Giacomo Apostolo di Bianchi è stata allestita e terminata nei giorni scorsi la mostra d’immaginette sacre dal titolo “Un cammino nel sacro”. Alla presentazione della mostra, unica nel suo genere che ha attratto e interessato il territorio del Savuto e del Reventino hanno partecipato Stefania Elia, assessore alla Cultura e Rosanna Filice consigliera; Rino Pascuzzo, Tonino Pullano e Pasquale Taverna collezionisti. Presenti inoltre i sacerdoti: Don Serafino Bianco di Bianchi, Don Bruno e Don Antonio di San Luca (Reggio Calabria) e un nutrito pubblico. La mostra d’immaginette sacre dal 600 al 900, circa mille cimeli suddivisi in ventiquattro teche e conservate gelosamente dai collezionisti sono state esposte al pubblico nella navata del Santissimo sacramento nella chiesa settecentesca. Un itinerario meraviglioso, straordinario per immergersi in una sfera e un collant artisitco-culturale raffigurante santini in xilografia colorati, intagliati, merlettati realizzati con l’uso di semplici forbicine e materiali diversi come seta, broccato, velluto, perline, fili d’oro e argento con immagini di Calvari, croci, santi, Madonne e Gesù bambino in fasce o vestito. Alla manifestazione di apertura dopo i saluti degli amministratori, entusiasti e certi della ricaduta culturale dell’evento, Rino Pascuzzo ha spiegato le motivazioni della scelta della tematica e tracciato in grosse linee gli aspetti religiosi, storici, culturali che trascendono da quelli amatoriali. “I santini -ha affermato Pascuzzo- sono un mezzo per comunicare con Dio e sono storia e collegamenti nel collettivo”. Stampe di valore immenso che rappresentano ed esprimo l’ingegno umano, segni sensibili e di bellezza che aprono profondi scenari nell’animo. “Un patrimonio da scoprire, conoscere e godere specie di questi tempi materialisti- ha esordito Tonino Pullano- Immagini sacre, ha proseguito il collezionista, che aiuta la preghiera e rafforzano la devozione popolare e il sentimento religioso, consideratati pietre miliari di un sentimento e identità comune”. Per Pullano, senza identità, senso di appartenenza e senza coscienza del passato e della tradizione non c’è futuro. Infine, con passione il collezionista ha tracciato la storia de santini, iniziata con l’arte di incidere sul legno per ottenere una matrice per la stampa su carta pergamenata o stoffa. Don Bruno, ha dato il suo contributo spiegando le motivazione e le tecniche di realizzazione dell’immagini sacre con i suoi colori e le sue espressioni che hanno catturato e incantato i visitatori.
Pasquale Taverna




