La vicenda dei lavoratori del Comune simboleggia il malgoverno dell’a.c.
Le politiche in tema di personale,precariato e stabilizzazioni,relazioni sindacali e rispetto dei diritti, evidenziano il carattere matrigno di un Sindaco attento agli slogan ed al marketing ed indifferente ai bisogni concreti .
Lo stato di agitazione proclamato da Uil e Cgil e la conseguente rottura delle relazioni in tema di concertazione,squarcia il velo di ipocrisia che in questi anni ha regnato sulle questioni del personale,ma da solo non basta:
occorre che le sigle sindacali in ritardo si decidano finalmente a tutelare i diritti dei propri iscritti e che le forze politiche ed i consiglieri comunali dispieghino un’azione di lotta,di denuncia e di proposta capaci di garantire ai lavoratori il dovuto.
La liquidazione delle spettanze relative al 2007-2008 deve avvenire nell’immediatezza,la crisi di liquidità,ormai cronica,non serve a giustificare la mancata erogazione delle somme che spettano ai lavoratori,vittime di una gestione dissennata del Bilancio comunale.
La mancata stipula del contratto 2009,avvenuta alla Provincia,la dice lunga sulla realtà che il nostro Comune vive.
In questo senso,sostegno va dato ai 50 lavoratori illegittimamente colpiti da trasferimenti a carattere punitivo,nell’ambito di una “finta rotazione” utile a dare in pasto all’opinione pubblica i presunti responsabili del marciume che regnerebbe presso alcuni settori:fumo negli occhi allo scopo di coprire responsabilità vere e distogliere l’attenzione dei cittadini rispetto a processi che riguardano l’a.c.
In ogni caso è gravissimo non aver rispettato la sentenza che dispone l’annullamento degli ordini di servizio ed il conseguente ritorno dei dipendenti alle proprie postazioni,con l’espediente di una concertazione lampo,ridicola ed imbarazzante, anche per quelle sigle sindacali che hanno prestato il fianco ad operazioni miopi e vergognose:le professionalità,in una moderna politica delle risorse umane ,non vanno parcheggiate ed umiliate,ma valorizzate, nell’esclusivo interesse dei cittadini e della qualità del servizio erogato.
La mancata stabilizzazione dei 116 LSU è ormai uno scandalo,il tratto distintivo di un’amministrazione che non ha mai voluto collocare a tempo indeterminato i precari,sciupando colpevolmente tutte le occasioni date dai vari bandi regionali e preferendo utilizzare le Società Miste per alimentare il bacino della clientela.
L’esempio della Provincia che ha dato certezze e futuro ai propri precari segna in maniera indubbia una profonda distinzione fra due modi di amministrare,quello di chi lavora,magari a luci spente,ma concretamente nell’interesse della soddisfazione di bisogni veri e quello di chi spende e spande,attento a politiche di marketing utili alla costruzione di carriere politiche ed interessi di pochi.
Le politiche del personale dell’a.c. Scopelliti sono dunque un fallimento,il risultato di una gestione clientelare e miope,un mix incredibile di favoritismi e violazione sistematica di leggi,regolamenti e diritti:su questo si deve misurare la capacità di chi ha a cuore le sorti del Comune e vuole costruire una città ed un’amministrazione diverse.
E’ una sfida che come democratici dobbiamo fare nostra,costruendo un fronte largo ed unito.
Sebi Romeo
Consigliere comunale del PD




