di Pasquale De Marte – “Torniamo a parlare dopo tanto silenzio. Sono stati quaranta giorni duri e difficili, ma oggi vi rendo partecipi dell’iscrizione della Reggina Calcio al prossimo campionato”.
Lillo Foti, dopo un lungo silenzio, torna a parlare e lo fa nel momento in cui la società amaranto esce dal tunnel e può tornare a pensare ad un futuro prettamente calcistico.
“Questa realtà – prosegue il patron amaranto – non è un qualcosa di effimero, non è un giocattolo. E’ un’azienda patrimonio della città. Devo dire grazie a chi ha lavorato ogni giorno in questa situazione difficile. E alla mia famiglia che mi ha spinto a dare il massimo per uscire da questa situazione. La Lega di B e altra gente, in silenzio, mi hanno supportato con i fatti ed in silenzio. La prosecuzione dell’esistenza di questo marchio è il risultato del contributo di tutte queste persone. Abbiamo preso degli schiaffi in faccia nelle ultime settimane, ma nessuna ha mollato. Siamo andati in difficoltà solo perché le banche, di fronte a dati e crediti certi certi, si sono appigliati a delle postille inspiegabili. Le banche locali, invece, in altre realtà hanno salvato Brescia e Varese, qui non abbiamo realtà simili. Oggi addirittura abbiamo un saldo attivo di un milione e novecentomila euro. Di fronte ai quattordici punti del girone d’andata nello scorso campionato, di cui mi assumo ogni responsabilità, abbiamo centellinato ogni euro. Negli ultimi ventotto anni siamo l’unica squadra del Sud a non essere mai fallita. Aver ottenuto la fideiussione è stata una vittoria della nostra credibilità che ho voluto condividere con tutti coloro che lavorano al S.Agata, non un mio merito”.
Il futuro fa meno paura e Foti indica la strada: “Vogliamo restituire la squadra alla città, che deve tornare a sentirla propria. Sarà un anno duro. Ci accostiamo alla prossima stagione con grande entusiasmo, vorremmo che il sorriso che accompagna internamente questa realtà possa essere condiviso anche all’esterno”.
La voglia di Lillo Foti è tangibile. La si percepisce con la forza con cui si scaglia contro le critiche più feroci che sono piovute addosso alla società.
“Non abbiamo mai fatto aria fritta” tuona il proprietario del club di Via delle Industrie.
Servirà una squadra che, al di là della cifra tecnica, dovrà esprimere valori che difficilmente si trovano oggi nel calcio. “Gli ultimi mondiali mi hanno confermato che, soprattutto nei paesi più evoluti, c’è una crisi generazionale. Non ci servono uomini che pensano solo a loro stessi o la cui unica preoccupazione è fare chiacchiere. Noi abbiamo bisogno di questo, della gente e del pubblico. Il calcio senza tifosi non ha senso di esistere. Voglio dare la Reggina ai reggini veri, questa squadra è l’ultimo baluardo di Reggio nel 2014”.
“La rescissione dei tanti contratti – incalza Foti – non è un stata una svendita del patrimonio tecnico. Liberarsi dei pagamenti di calciatori, lasciati liberi di trovare sistemazione, è stato un incasso per noi”.
E poi arriva il momento delle novità più corpose sul piano societarie: “Sto pensando ad un contributo di azionariato popolare e a un allargamento del Cda. Cercheremo persone che vogliono aiutarci con i fatti”.
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