di Grazia Candido – Promuovere un’idea di città metropolitana multicentrica dal governo liberale e riformista moderato. Da qui parte il Movimento Civico Società aperta, nato dalla convergenza di alcuni circoli del Nuovo Centro Destra, e presentato questa mattina presso la sede sita nella Galleria Caminiti dal coordinatore Vincenzo Vitale, dal Presidente Nico D’Ascola e dal segretario Dina Porpiglia che rimarca le due caratteristiche del neo movimento: “civico e politico”. A spiegare gli obiettivi e le finalità dell’organo politico che raggruppa professionisti e figure di spicco della città, è proprio il dottore Vitale che “scomodando” Karl Popper si sofferma sulla “libertà individuale e delle autonomie municipali ipotizzando un sistema di Governance metropolitana che possa essere adatta al territorio provinciale e comunale reggino poco coerente e debolmente infrastrutturato”.
Da qui quindi, un “nuovo approccio di fare politica a Reggio Calabria del Movimento che nasce all’interno del centro destra dal coordinamento di 5 circoli e che vede – ci tiene a sottolinearlo il coordinatore Vitale – figure preziose quali i dirigenti Salvatore Chiappalone, Giuseppe Ferreri, Daniela Ferrari e Antonio Vitale. Il Movimento Civico Società aperta è un movimento assolutamente libero e non si propone come mero coagulatore di interessi elettorali ma intende concretizzare un modo nuovo di fare politica che sia in grado di ricercare il maggiore interesse della collettività anche stabilendo sinergie su singoli punti programmatici con altri movimenti e associazioni”.
E le parole chiavi di questo Movimento saranno: laicità, liberalismo, riformismo, autonomia, pragmatismo, glocalismo e sincretismo “perché – spiega ancora Vitale – non si può costruire qualcosa di nuovo se non si ha la capacità di accogliere e assimilare le idee degli altri movimenti”.
“Abbiamo le ore contate – continua il senatore D’Ascola – e il senso di munirci di un’associazione con persone legate alla città è per consentire una partecipazione diretta dei cittadini alla res publica. C’è ed è molto forte il distacco tra la politica e la comunità e noi proveremo con questo Movimento a riallacciare quel legame storico, affettivo che, col tempo, qualcuno ha provato a far dimenticare screditando l’avversario politico. Il politico non deve essere più inteso come intermediario di favori – tuona il senatore – e tutte le persone che parteciperanno a questa nuova esperienza politica lo devono tenere ben a mente. Se così non fosse, è inutile che partecipino alla nostra società. Il movimento è una casa comune all’interno della quale si dovrà riscoprire il gusto dell’intelligenza ma anche, dovrà tirar fuori una classe dirigente preparata e che non abbia un assessore alla Cultura che non sappia nemmeno parlare l’italiano o che abbia la sola licenza media”.
Insomma, secondo il Nuovo centro destra da ora in poi “saranno i cittadini i veri proprietari della città” perché come sostiene D’Ascola “siamo ad un bivio dal quale dobbiamo uscire per forza se non vogliamo essere ancora una volta esclusi da certe dinamiche nazionali”.
E non poteva mancare un breve accenno sul debito pubblico italiano, sul turismo e sul Meridionalismo seguito da una “frecciata” del Senatore a chi “avrebbe dovuto spendere bene i soldi del Mezzogiorno. A quest’ora il Meridione, se solo avessero investito i fondi con cognizione di causa, sarebbe diventato la Svizzera d’Italia”.
“La società civile non si può più tirare indietro – conclude D’Ascola – Il cittadino deve vivere all’interno dei Palazzi istituzionali e poi è impensabile arrivare alla città metropolitana senza essere preparati. Partiamo dalla logica di una politica corretta che presenta ai cittadini progetti, idee concrete e non illusioni che non servono davvero a nessuno”.





