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Catanzaro, inaugurata la nuova opera d’arte monumentale di Rosa Spina “Trame inquiete nello spazio”

12 Luglio 2014
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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In questi giorni, presso il Laboratorio d’arte dell’Associazione Karol Wojtyla di Catanzaro, a guida del direttore artistico Arcangelo Pugliese, alla presenza di un folto gruppo d’artisti provenienti da diverse regioni d’Italia tra cui: Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Mariella Costa, Nicola Guerino, Edoardo Jaccheo, Gianni Mastrantonio, Pippo Spina, Generoso Vella e Luigi Verrino, è stata inaugurata una nuova opera monumentale in ferro: “Trame inquiete nello spazio”. L’opera porta la firma della nota artista di origini siciliane Rosa Spina. L’istallazione si inserisce bene nel contesto di questo nuovo spazio d’arte nato all’interno della città di Catanzaro. Un laboratorio innovativo che per la qualità dei lavori e degli artisti che fino ad ora vi hanno aderito, lascia ben sperare verso nuovi successi espositivi.
Attraverso un’attenta lettura di “Trame inquiete nello spazio”, un impegnativo lavoro di notevole grandezza (2m x 3m), si può ben capire il notevole grado di maturità espressiva ed artistica raggiunto dell’autrice. I filamenti che ella ordisce sono sinonimo di legami, relazioni da stringere. Un invito ad aprirsi nei confronti di questa società sempre più sola ed auto celebrativa. Una realtà oramai multietnica e multiculturale. Tutto ciò nell’opera è ben rappresentato da una moltitudine di fili di ferro zincato che si intrecciano e che si aggrovigliano. Che si stagliano in giochi acrobatici e giocosi. L’opera è completata da due triangoli rosso vivo: uno in alto, l’altro in basso. E da un intenso sole giallo in alto sulla destra. Il tutto in un delicato equilibrio armonico di forme e di colori. Un’opera attraverso la quale l’autrice lascia trasparire una sua forte tensione verso il bello e la vita.
Da un piacevole colloqui avuto con l’artista, ella ci confida che la sua attività è iniziata intorno agli anni sessanta e che già da allora la sua è stata una ricerca artistica indirizzata verso l’utilizzo della fibra tessile come medium pittorico. Tra l’altro ci confida: “La forma espressiva che adotto per i miei lavori si chiama Fiber Art o in Italiano Arte della Fibra. Si tratta di una corrente creativa che si è sviluppata negli Stati Uniti e nel Nord Europa, dopo gli anni sessanta e che vede al suo interno gli artisti esprimersi attraverso la fibra, il filo o il tessuto. Mi è stato attribuito dalla critica il termine di pioniera in Italia proprio di questo nuovo genere artistico.
Col tempo ho maturato l’espressione pittorica più idonea a esprimere ciò che stavo elaborando dentro la mia indole artistica. E l’ho fatto vagando nel passato e nel presente, approdando ad una maturità creativa ricca di esperienze nutrite di mediterraneità. Ho ricollegato l’arte contemporanea a valori antichi, impregnati di tradizione. Il filo è il medium principale dei miei lavori. La tela diviene ‘telaio’, nel quale il tessuto della vita è avvolto dal tempo, senza il quale l’uomo perde il filo stesso dei sentimenti, dei sogni e delle speranze che collega tutti noi. 
Uno dei momenti fondamentali della mia storia artistica che mi ha influenzata, e permesso di evolvere la sintesi della mia ricerca, è stato l’incontro con il Maestro Mimmo Rotella negli anni settanta. Un incontro determinante che mi ha dato l’input a continuare. Questo assieme a quello avuto a Milano con il critico Pierry Restany.
Nelle mie creazioni convivono lo studio, le esperienze di molti anni della mia vita e la ricerca delle potenzialità espressive del medium tessile. Ricerca che mi ha portata ad indagare nella cultura Magna Grecia e ad approfondire le tecniche della tradizione serica calabrese. Il tutto rielaborato in un linguaggio contemporaneo nuovo, nutrito da antiche radici.
Con “Trame inquiete nello spazio”, attraverso l’utilizzo del filo di ferro e la lamiera colorata, mi sono espressa attraverso materiali nuovi che prima avevo poco utilizzato. Il risultato è stato sorprendente. Un buon incoraggiamento a continuare a collaborare con questo nuovo laboratorio artistico della Karol Wojtyla di Catanzaro che fino ad ora mi ha dato tanto sostegno e tanta fiducia, sia come donna impegnata nella diffusione dell’arte che come creativa.”

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