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Armi chimiche, Commissione Esteri: ”Sarà operazione trasparente”

2 Luglio 2014
in CALABRIA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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armi chimiche

di Stefano Perri – ”Sarà un’operazione trasparente, le autorità americane hanno assicurato massima disponibilità e ci hanno dato la possibilità di verificare tutto ciò che avverrà a bordo della Cape Ray”. A poche ore dall’arrivo in porto del cargo danese Ark Futura, quello che porta a bordo con sé le 570 tonnellate di sostanze chimiche provenienti dalla Syria, arrivano finalmente le prime notizie ufficiali sulla reale portata dell’operazione.

A fornire i dettagli del sopralluogo avvenuto stamane sulla Cape Ray è la delegazione congiunta delle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, guidata dal Vice Presidente Massimo Artini.

”Abbiamo avuto piena disponibilità dall’ambasciata americana – ha spiegato Artini durante la conferenza stampa convocata al termine dell’incontro con il comitato per la sicurezza istituito presso la Prefettura di Reggio Calabria – abbiamo avuto la possibilità di entrare direttamente nel ponte interno della nave e abbiamo constatato la struttura dell’impianto. Non ci aspettavamo questa totale apertura. E invece le nostre curiosità sono state totalmente soddisfatte”.

Secondo quanto raccontato dai parlamentari tutte le sezioni all’interno delle quali si avvierà il processo di idrolisi sono ”completamente pressurizzate”. Una caratteristica che dovrebbe rendere il processo stagno e scevro da qualsiasi rischio. L’operazione di idrolisi avverrà ”quasi certamente” nel braccio di mare inizialmente indicato, nel triangolo racchiuso tra le coste siciliane, quelle maltesi e quelle greche. L’intero processo di idrolisi avverrà sulla nave Cape Ray e dovrebbe durare tra i 30 e i 90 giorni, secondo le condizioni del mare. La nave sarà circondata nel raggio di 100 miglia da un cordone internazionale di vedette, tra le quali probabilmente anche uno dei pattugliatori italiani.

Nonostante sia la prima volta che un’operazione del genere viene svolta in mare, ”il personale che gestirà le operazioni – hanno assicurato i parlamentari – proviene da una lunghissima esperienza professionale nel settore. Si è scelto il Mediterraneo – ha spiegato il Vice Presidente della Commissione Artini – perché assicura una migliore condizione meteorologica in questo periodo. Gestire un’operazione del genere in pieno oceano sarebbe stato certamente più complicato”.

Le 570 tonnellate di liquido (50 di Iprite e 520 di precursori del Sarin) entreranno nel macchinario, completamente meccanico, che avvierà il processo, e poi uscirà, in un volume quintuplicato dalla parte opposta come materiale di scarto, liquido anche questo, che verrà immesso direttamente in dei container che saranno successivamente smaltiti negli impianti di Inghilterra, Germania e Danimarca.

I parlamentari tentano di rassicurare dunque, rispetto ad un processo per il quale l’intera operazione ”risulta assolutamente sotto controllo”, tanto da spingere la deputata Rosanna Scopelliti a definirla ”non un problema per la Calabria, ma un’opportunità”.

L’operazione di trasbordo inizierà domattina intorno alle 7.30 e dovrebbe durare per circa 10 ore. Tutte le autorità stanno collaborando affinché si possa svolgere secondo il massimo standard di sicurezza. L’area attorno al punto del porto dove avverrà il trasbordo sarà interdetta nel raggio di un chilometro. Una serie di misure di sicurezza che dovrebbero dare una discreta certezza circa l’azzeramento dei rischi per la popolazione. Rassicurazioni arrivate forse un po’ in ritardo, considerando soprattutto la preoccupazione dei cittadini della piana di Gioia Tauro, in questi mesi quasi completamente all’oscuro sui rischi dell’operazione.

”Certamente poteva essere gestita meglio la comunicazione – ha commentato infine sul punto la deputata Rosanna Scopelliti – ma dobbiamo riconoscere che da quando abbiamo avanzato richiesta di maggiore chiarezza siamo stati subito accontentati. Il sopralluogo effettuato oggi ci tranquillizza”.

Tags: armi chimiche
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