di Domenico Grillone – “Quando penso alla città la immagino come un mosaico le cui tessere sembrano essere tutte impazzite. Compito della prossima amministrazione sarà quello di rimetterle a posto e puntare sulla normalità che deve essere uno stile e non un favore. Questa è la rivoluzione civile che vogliamo realizzare”. Si esprime così Mimmo Battaglia nel giorno della presentazione ufficiale della sua candidatura alle primarie del Pd per la carica di primo cittadino. La sede, come lui stesso sottolinea, non è casuale. Perché la Provincia rappresenta il luogo della sua prima esperienza politica ed amministrativa, dapprima nel 1990 e poi nel 2006 con l’amministrazione Morabito nel ruolo di capogruppo del Pd e poi come assessore alla Viabilità e Lavoro. “Le primarie? Un appuntamento affatto scontato. Ricorderete tutte che tre anni addietro non si svolsero. Si tratta di una sfida veramente forte, mettere insieme oggi il centrosinistra è già un grande risultato. Purtroppo in passato lo stesso è arrivato spaccato agli appuntamenti elettorali ed abbiamo pagato sulla nostra pelle rispetto ad un percorso importante che avevamo fatto”. Le prossime elezioni si svolgeranno dopo che il Comune ha pagato due anni di scioglimento per infiltrazione mafiosa. E per Battaglia si tratta “di una lezione che la classe politica dovrebbe cogliere come insegnamento, presentandosi con un identikit di legalità trasparenza e credibilità. Oppure tutto questo non sarà servito a nulla”. Adesso è importante per il candidato a sindaco alle primarie il dialogo delle forze politiche con la triade commissariale. “Dobbiamo fare in modo di essere coinvolti perché deve essere approvato il bilancio del Comune che peserà poi a novembre su chi andrà a governare”. Anche la formazione della squadra sarà molto importante per Battaglia perché “un uomo solo al comando non basta, serve che le migliori energie della città capiscano l’importanza della scommessa, cioè lasciare un futuro migliore ai nostri figli”. Uno dei suoi primi impegni, in caso di elezione, sarà quello di creare condizioni migliori di vivibilità. “E’ il motivo essenziale per poi presentarci con credibilità ed affidabilità al governo nazionale. Su di noi non pioverà mai la manna dal cielo. La Calabria e Reggio sono viste a Roma quasi come un problema”. Grandi elogi per il premier Renzi il quale, per Battaglia, capisce bene l’importanza delle autonomie locali perché in passato ha rivestito la carica di sindaco e presidente della Provincia e che già conosce la realtà reggina. “Occorre far capire che è possibile formare qui una classe dirigente affidabile e credibile. Dobbiamo mettere in sintonia politica la nostra città e la Calabria con il governo nazionale”. Ma Mimmo Battaglia non dimentica la sfida di Reggio città metropolitana. “Serve una contaminazione positiva tra Comune e Provincia per sviluppare insieme sinergie. Ed i vari sindaci del comprensorio dovranno sentirsi considerati, rivedersi tutti insieme nell’identikit del sindaco della città metropolitana. Lo sforzo, quindi, è abbracciare un’idea che rappresenta l’ultima scommessa di rilancio della città. Se noi sapremo proporre una squadra che parta dalla voglia di fare e soprattutto che abbia come denominatore comune l’amore verso la città, allora io credo che saremo in condizione di prendere al volo l’ultimo autobus che passa”. Lo slogan è “Reggio riparte da Reggio”. Perché per Battaglia non esistono altre ricette. “Deve essere assoluta l’esigenza di diventare protagonisti del nostro divenire. Occorre rimboccarsi le maniche per realizzare quella rivoluzione civile che vogliamo portare avanti. Comune e Provincia non possono essere sole. Devono però rappresentare un punto di credibilità. Se sarà così la gente troverà il giusto clima. Reggio ha bisogno di riconciliarsi con se stessa, di trovare una identità, ha bisogno di credere. Quello che c’è, quello che abbiamo, è frutto di quello che c’è stato. Non è nostro ed è il patrimonio del futuro, del domani”. Dalle occasioni di rilancio svanite, “com’è possibile che a distanza di 25 anni non ci sia una opera del decreto Reggio compiuta?”, alla questione delle tante deficienze dell’area integrata dello Stretto, “siamo rimasti a 40 anni indietro rispetto ai collegamenti, è un assurdo per due città naturalmente attratte tra di loro che le corse degli aliscafi si fermano alle otto di sera”. “E’ la città, quindi, che deve scendere in campo – aggiunge Battaglia – non accanto a me ma a se stessa, io posso metterci la faccia”. L’importante per l’esponente del Pd è che deve passare l’idea che la città ha tante risorse positive. “Ci sono 250 milioni di opere pubbliche ferme, che devono ripartire perché rappresentano occasioni di lavoro per la città. Occorre intercettare il sistema del turismo e la Gallico – Gambarie appaltata recentemente dalla Provincia rappresenta un’occasione di rilancio per valorizzare il sistema collinare della città. Insomma, ci rendiamo conto che esistono occasioni di rilancio e di ricaduta economica, e quindi occupazionale, enorme. Ma tutto si deve svolgere accanto alle altre istituzioni cittadine per una positiva contaminazione”. Infine, sulle imminenti primarie, Battaglia le considera come un’occasione per far prevalere la buona politica. “Sono convinto che il prossimo sindaco passerà molto tempo in trincea e taglierà pochi nastri ma l’augurio è che quelle ore siano sfruttate per consentire occasioni di rilancio. E’ questa la sfida di domani, assieme ai tanti giovani professionisti che rappresentano il futuro della città”.





