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Reggio: presentato il progetto di ricerca “The Third Island”

24 Giugno 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Reggio: presentato il progetto di ricerca “The Third Island”

E’ stato presentato questa mattina presso la sala “Levato” di Palazzo Campanella, il progetto di ricerca “The Third Island Ag ‘64 ‘94 ‘14”. Il progetto (esposto all’interno della sezione Monditalia, Mostra Internazionale di Architettura di Venezia), prevede la realizzazione di un ciclo annuale di attività ed eventi a Reggio Calabria, con “l’obiettivo di promuovere una riflessione storica ampia e interdisciplinare in materia di grandi opere in Italia”. Ci tiene a sottolinearlo il professore Ottavio Amaro che si sofferma “alla luce di importanti anniversari (1964, 1994, 2014) come la Calabria diventi il movente e il campione emblematico per un’analisi dello stato contemporaneo del paesaggio inteso non solo in senso fisico ma antropologico del termine”.
Si tratta quindi di un progetto curato nei mini dettagli, prodotto in collaborazione con Contship Italia SpA e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e che vanta la presenza del noto fotografo Antonio Ottomanelli. Si parte dal 1964 anno in cui il governo italiano decise di finanziare la costruzione di un’autostrada, la A3, per unire il resto dell’Italia con la Calabria, una regione fino a quel momento considerata “l’isola nella penisola” o “terza isola” perchè la conformazione dell’altopiano non permetteva di raggiungerla con facilità. L’autostrada è parte della strada europea E-45 che unisce Karesuvanto in Finlandia a Gela in Italia. Nel 1970, il governo italiano, presieduto da Emilio Colombo, riversa in Calabria duemila miliardi di lire per la realizzazione di un imponente sistema di insediamenti industriali e il rifinanziamento delle infrastrutture viabilistiche A3 (“Pacchetto Colombo”). I finanziamenti finirono nella costruzione di decine di capannoni mai utilizzati. L’area portuale di Gioia Tauro, prevista a servizio degli impianti industriali fu ridestinata a porto commerciale inattivo fino al 1994. In quest’anno, la Contship, di Angelo Ravano, converte il porto nel più vasto polo transhipment del Mediterraneo. La prima nave attracca il 15 settembre 1995.
“Arriviamo al 2014 e l’indagine di fotografia documentaria, a partire dal Porto di Gioia Tauro, ritrae un sistema territoriale complesso. Esplora le relazioni tra la presenza tecnologica, infrastrutturale e la condizione del paesaggio odierno, inteso soprattutto come struttura antropologica e culturale.
Interroga storicamente sul concetto di globalizzazione e di grandi opere in Italia, cercandone traccia nella terza isola – conclude il professore Amaro – Il progetto di ricerca prosegue nel territorio da noi indagato sviluppandone gli aspetti partecipativi e allargando le reti di collaborazione”.
Ma c’è ancora molto da fare per il porto di Gioia Tauro secondo l’ingegnere Daniele Testi, direttore marketing e comunicazione Gruppo Contship Italia e ricorda che il percorso di ricerca sarà raccolto in un volume ad uscita programmata nel Settembre 2015, in occasione dei 20 anni di attività della Medcenter Container Terminal (Gruppo Contship Italia) a Gioia Tauro. In conclusione è il presidente di Confindustria Calabria Andrea Cuzzocrea a “bacchettare” quelle “istituzioni disattente che non hanno investito su una grande risorsa, il porto di Gioia Tauro che sarebbe potuto diventare il punto d’attrazione della Regione”.
All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria saranno mostrati materiali di archivio e ricerche pregresse sul tema e il risultato delle eventuali attività promosse da ogni singola sezione.

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