di Angela Panzera – Crolla in appello il processo “Archi-Astrea” sulle infiltrazioni della cosca Tegano nella Multiservizi, la società mista del Comune di Reggio Calabria. I giudici di secondo grado infatti, hanno assolto Giuseppe Tegano (fratello del boss Giovanni Tegano) che in primo grado era stato condannato a 16 anni di reclusione. Assolti anche Francesco e Pietro Labate, ritenuti affiliati all’omonima cosca operante nel quartiere “Gebbione”, che in primo grado avevano rimediato 20 anni di reclusione ciascuno. Assolto anche Pasquale Utano, parente dei Tegano, che in primo grado era stato condannato a 10 anni di carcere. Per i quattro la Corte ha disposto l’immediata scarcerazione se non detenuti per altra causa. Per quanto riguarda la posizione di Giovanni Zumbo, la Corte d’Appello, Costabile presidente, ha stabilito la nullità della sentenza dichiarata nei confronti dell’ex commercialista in odor di ‘ndrangheta. Con riferimento alle intestazioni fittizie della “Comedil” e della “Sica”, per i giudici d’Appello il fatto è diverso da quello contestato dall’accusa e gli atti così vengono rimandati al pm. Per i giudici Zumbo andrebbe scarcerato, ma attualmente è detenuto per aver rimediato una dura condanna per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo “Piccolo Carro”. Sconti di pena invece per gli altri imputati. Giorgio Benestare passa da 20 anni a 6 anni e 8 mesi, Rosario Aricò, Emilio Firriolo e Alberto Rito passano da 10 anni a 6 anni e 8 mesi. Pino Rechichi viene condannato per altri residui reati, ma la sua condanna passa da 16 anni a 6 anni e 8 mesi. Secondo l’accusa, sostenuta in primo grado dal pm Giuseppe Lombardo e dal pg Ezio Arcadi in Appello, Pino Rechichi, direttore operativo di “Multiservizi” a partire dal 2008, sarebbe l’anello di congiunzione fra l’indagine “Archi”, che colpì la cosca Tegano, e l’indagine “Astrea”, in cui per gli inquirenti la stessa cosca Tegano, grazie all’aiuto di Zumbo, si sarebbe infiltrata nella società mista. Ed è proprio l’infiltrazione della cosca nella “Multiservizi” una delle cause che porterà al commissariamento del Comune di Reggio Calabria in seguito allo scioglimento per contiguità mafiosa.





