di Cristina Marra – Un catalogo di idee, così Francesca Filippi ama definire il suo “I love green – oltre 100 idee per una vacanza nel verde” (Mondadori,pp.215, euro 12,90) . Dopo diversi titoli sull’architettura internazionale tra Ottocento e Novecento, Filippi riversa la sua passione per i viaggi in questa particolare guida che suggerisce luoghi speciali per ogni stagione da visitare o esplorare per trascorrere una vacanza a contatto con la natura. L’autrice propone percorsi da compiere nell’arco di mezza giornata o di una settimana, a piedi, in bicicletta, in canoa o in groppa ad un asinello. Un libro dedicato ai viaggiatori per i quali “verde è sinonimo di natura, ma anche di quiete, di cibi genuini, di paesaggi da contemplare e di itinerari alternativi”. Dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, l’autrice consiglia “oasi di assoluto silenzio a portata di mano, molte mete raggiungibili anche in treno, luoghi in cui incontrare la storia e apprezzare il buon cibo, immergersi nella natura e approfondire le tradizioni locali”. La guida fornice anche informazioni e siti web utili. Non resta che preparare la valigia e portarsi dietro “I love green”.
Francesca quando hai deciso di scrivere I love green?
L’idea è maturata nel 2013 mentre lavoravo con due amiche a un progetto di valorizzazione e promozione del turismo green in Piemonte (Green Travel Experience, start up presso Treatabit, Politecnico di Torino). Credo però che in questa guida ci sia molto di me e della mia storia, più di quanto potessi immaginare quando ho iniziato a scrivere. Non parlo solo dei luoghi che ho scelto, ma anche di ciò ho tentato di condividere: l’idea del viaggio come esperienza sensoriale e della natura come “terapia”.
Storia, curiosità, letteratura. Tante le informazioni che fornisci sui luoghi da visitare. Prediligi uno di questi approfondimenti?
No. Ci sono paesaggi che hanno ispirato grandi canzoni, luoghi che sono stati ripetutamente scelti come ambientazioni di film, ma anche storie che spiegano perché un territorio è così come lo vediamo, e curiosità che rendono un angolo sperduto d’Italia un posto speciale. Conoscere permette di apprezzare e poi ogni volta ci si può far guidare nel viaggio da suggestioni diverse, e credo che questo sia parte del divertimento.
Molte località sono introdotte da una citazione letteraria. Secondo te quanto la letteratura può contribuire a far conoscere e amare un luogo?
Molto. La buona letteratura offre punti di vista inattesi, restituisce l’essenza o l’atmosfera di un luogo e soprattutto lo popola di storie. Può cambiare il modo di guardarsi intorno e regalarci quella sensazione di déja vu che ci coglie quando sovrapponiamo realtà e immaginazione, anche nei posti dove non siamo mai stati.
Viaggiare verde significa essere responsabili e rispettosi dell’ambiente?
Non sempre. Stare all’aria aperta e godere delle bellezze naturali non rende un viaggio responsabile o sostenibile. Non è tanto la meta quanto il modo in cui si viaggia, ed è questo che ho cercato di trasmettere nella mia guida. Viaggiare verde significa scegliere quando possibile mezzi di trasporto alternativi (dalle proprie gambe alla bicicletta), mangiare a km 0, selezionare strutture ricettive attente all’ambiente, rispettare il silenzio della natura e gli animali…Ma significa anche abituarsi alla lentezza, selezionare pochi luoghi (anziché una collezione numerosa di destinazioni “mordi e fuggi”) e viverne più intensamente l’esperienza.





