Riceviamo e pubblichiamo da Monica Falcomatà – Caro direttore ho sentito l’esigenza, dopo tanto tempo, di rompere il silenzio ed intervenire per manifestare, sia pure molto sommessamente un mio pensiero o meglio un mio auspicio, lo spunto mi è stato fornito dall’intervista rilasciata dal Presidente della Provincia Giuseppe Raffa alla sua testata, che anticipo, ho molto apprezzato nei contenuti e nei toni.
La sottoscritta, già consigliere comunale, sconfortata ed attonita, al momento dello scioglimento del consiglio cittadino, lo avevo ritenuto un atto ignobile dello Stato , frutto di una scelta scellerata ed ingiusta, che ha inferto una gravissima ferita ad un’intera ed inerme comunità, ancor più lo ritengo oggi.
Da quel giorno sono trascorsi quasi due anni e la sottoscritta, come tutti gli altri reggini, ha assistito nel frattempo , impotente, alla progressiva paralisi della città, alla negazione dei servizi minimi essenziali , alla pericolosa disgregazione del suo tessuto sociale , alle guerre fratricide , alle oltre modo eccessive, violente ed inaccettabili contrapposizioni partitiche , alle vergognose battaglie per la spartizione di posti e poltrone , allo scollamento totale dell’agire politico rispetto alle reali esigenze della popolazione , al timore dei cittadini per il futuro alla luce delle difficoltà e dei disagi del presente , alla crescente paura nei confronti di uno Stato e delle diverse Istituzioni che non sono riusciti a porsi come valido sostegno ai cittadini onesti e di buona volontà, ma spesso, come temibile controparte. Abbiamo tutti, subito l’imbarbarimento delle idee e la mancanza di progettualità mentre continua a divampare la disaffezione verso la politica e la non credibilità, a torto o a ragione dei suoi rappresentanti, tutti e nessuno escluso.
Nella situazione oggettivamente data, prescindendo dal fare perniciosa dietrologia, perché sicuramente non giova (e certamente, tra qualche tempo, qualcuno scriverà pagine veritiere sulla recente storia della nostra martoriata città), a mio modestissimo avviso, la proposta, di riunire e di ripartire da un confronto delle diverse forze politiche e sociali, appare non solo sensata e lungimirante, ma l’unica percorribile. La strada delineata rappresenta una realistica via di speranza per Reggio e merita proprio per questo un momento di approfondita riflessione e considerazione da parte dei più.
In questo tempo di follia collettiva, è, proprio, di buon senso che c’è assoluta necessità, cosi come c’è urgenza di ripristinare e difendere la democrazia e soprattutto di proporre un valido governo della nostra terra fatto da rappresentanti autorevoli e capaci , che non siano soltanto animati da spirito di conquista del potere o peggio ancora, da velleità personali ed autoreferenziali , ma abbiano, invece ,la consapevolezza e cognizione che occorrerà rimboccarsi le maniche e prestare un servizio a favore di una città degradata e della sua comunità dilaniata e depressa.
E’ vero occorre riscrivere le regole, il più possibile, condivise, ed è necessario, che le diverse parti sottoscrivano un “patto per la città”, con saggia disponibilità ed onestà intellettuale, punto di partenza imprescindibile per ricostruire le fondamenta di una civile convivenza e creare un clima che favorisca la rinascita di una vera dialettica politica, quella nobile e proficua, che, al di là della diversità di vedute, trova, nell’interesse comune, la sua sintesi.
Dialettica fondamentale ma degna di una città normale, senza mai dimenticare che siamo figli tutti, di questa terra, che amiamo, nella quale a diverso titolo operiamo e stiamo crescendo i nostri bambini.
E sebbene io sia consapevole di quanto poco conti il mio pensiero, auspico tuttavia, per il bene della nostra comunità che questo ragionamento sia compreso appieno ed il più largamente possibile, condiviso, il che non è affatto scontato o semplice, ricordo infatti, anche se si tratta di ipotesi e situazioni differenti, che allorquando era Sindaco Demetrio Arena, aveva tentato, sia pure invano, un esperimento rappresentato, dal tavolo tecnico, allargato e partecipato, per i servizi sociali.
E’ vero però che all’ epoca lo scontro politico aveva superato ogni limite ed quindi i tempi, per una tale presa di coscienza e conseguente assunzione di responsabilità, non si sono rivelati maturi.
Speriamo che lo siano adesso!
Avv. Monica Falcomatà, cittadina di Reggio Calabria già consigliere comunale






