di Angela Panzera – Omicidio Belakhdar. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, Lucisano Presidente, ha assolto per non aver commesso il fatto Bruna Novella. La donna, difesa dall’avvocato Vincenzina Leone, era stata condannata a 20 anni di carcere dal gup reggino lo scorso anno. Momenti di tensione in aula al termine della lettura del dispositivo da parte della Corte. Pur essendo stata gestita come sempre in modo professionale dai Carabinieri predisposti per il servizio, la situazione è degenerata. “Avete firmato la condanna a morte di questa donna”: si è rivolta così alla Corte una delle figlie della vittima. Urla, calci e pugni contro le porte: non è mancato nessun gesto da parte dei parenti della Belakhdar. La Corte quindi ha sposato in pieno l’impostazione accusatoria; questa mattina infatti, il sostituto procuratore generale Danilo Riva aveva chiesto l’assoluzione per la Navella. Le parti civili, rappresentate dagli avvocati Pratticò, Malara, Nucera e Polimeni, si erano opposti a questa richiesta. L’omicidio di Nezha Belakhdar, la donna cinquantenne di origine marocchina, è stato perpetrato il 16 marzo dello scorso anno a Reggio Calabria, precisamente nei pressi del popoloso rione Marconi, al termine di una rissa. L’altro imputato, Attilio Oliva, che ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario, è stato condannato nei mesi scorsi dalla Corte d’Assise reggina alla pena di 22 anni e 6 mesi di carcere, più 500 euro di ammenda, in quanto ritenuto colpevole del reato di omicidio, rissa e detenzione d’arma. La Navella invece, sempre da questa Corte, era stata ritenuta colpevole del reato di rissa e per lei la condanna ammontava a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Se all’esito del giudizio di primo grado zia e nipote erano stati riconosciuti entrambi colpevoli del reato di omicidio, alla luce di questa sentenza d’Appello, le responsabilità sarebbero solo in capo all’Oliva. Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti la sera del 16 marzo scorso scoppiò una rissa nel rione Marconi. Il motivo: sono alcuni vecchi mobili abbandonati. Dopo l’ennesimo, furibondo scontro con la vicina, Bruna Navella e il nipote Attilio Oliva, secondo l’accusa, si sarebbero scagliati contro Nezha Belakhdar. Ma Attilio Oliva ha un coltello e nel giro di pochi attimi la cinquantenne di origine marocchina finirà a terra agonizzante. Il tutto avvenuto quando già a Rione Marconi era intervenuta una pattuglia dei Carabinieri, chiamati proprio per la rissa, e mentre i Vigili del Fuoco erano intenti a domare l’incendio di quei mobili. Oggi però la situazione è notevolmente cambiata. La Navella non avrebbe avuto ruolo del delitto, perpetrato quindi presumibilmente solo dall’Oliva.





