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Reggio, Martorano (Cidec) boccia la Commissione: ”Ripartire dalle piccole cose”

6 Giugno 2014
in CITTA, Notizie archivio, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Reggio, Martorano (Cidec)  boccia la Commissione: ”Ripartire dalle piccole cose”

‘’Non si può sempre subire’’. Giuseppe Martorano rompe il silenzio, dopo 19 mesi – quelli intercorsi dallo scioglimento del Comune di Reggio Calabria dove vestiva i panni di assessore nella Giunta Arena – perché quelle subite, a suo dire, sono ‘’tante ingiustizie’’ che non hanno ammesso alcuna replica. Chiaro che il riferimento, neanche velato, è alle cause che hanno decretato il commissariamento del Comune e alla ‘’famigerata’’ Relazione della Commissione d’accesso in cui è citato insieme al fratello Santo Alfonso, che gli ha procurato quale immediata conseguenza l’incandidabilità al pari degli altri amministratori citati in quell’atto.
‘’Oggi – dice – io sono incandidabile perché mio fratello ha partecipato, nel 2006, ad un conviviale per le nozze di argento dei genitori di un dipendente. Una cena in cui c’erano cinquecento persone’’. Per Martorano, insomma, un ‘’abbaglio colossale’’ a cui non sarebbe stato possibile mettere riparo nei due gradi di giudizio in cui, dice, ‘’avrei voluto difendermi dall’accusa di contiguità’’. L’ultimo tentativo, adesso, è nelle mani della Cassazione. ‘’Avrei voluto dire ai giudici che Giuseppe Martorano, eletto per la prima volta nel 2001, è stato rieletto nel 2007 e poi nel 2010 più o meno con lo stesso numero di preferenze. E sfido chiunque a trovare una intercettazione, un fatto particolare o un atto pubblico fatto da me per favorire qualcuno o qualcosa’’. Martorano è un fiume in piena. Non si sente e non si è mai sentito contiguo: ‘’Hanno solo trovato un termine per giustificare uno scioglimento che era stato già deciso in altre sedi – dice ricordando che nella relazione non sono allegati i testi delle audizioni fatte a suo tempo dalla Commissione -. La vera contigua – rilancia – è l’ex ministro Cancellieri che ha ottenuto benefici mettendosi a disposizione di quella borghesia che conta e che con i soldi può fare tutto’’.
Parole forti, quelle pronunciate con grande amarezza dall’ex assessore che sceglie questa occasione anche per dirne quattro alla politica, svelando il retroscena del mancato voto del dicembre del 2005 che sostanzialmente fece rimanere in sella l’allora sindaco Giuseppe Scopelliti: ‘’Si è detto tanto su quell’episodio. La stampa ne ha scritto per mesi, ma Martorano nel 2005 non votò contro Scopelliti non per salvarlo ma perché è stato onesto e leale nei confronti dei suoi elettori. L’Udeur all’epoca passò dal centrodestra al centrosinistra, e mi chiese di votare contro, ma io ritenni giusto mantenere fede al patto fatto con il mio elettorato’’. Ma non finisce qui. ‘’Scopelliti avrebbe potuto fare una bandiera della mia coerenza, ma decise di non farlo. Se la politica è ricatto – sottolinea – allora io non ci sto’’. Quest’ultima affermazione Martorano la lega strettamente a fatti che riguardano più da vicino il fratello Santo su cui si sarebbe abbattuta la ‘’vendetta’’ del centrosinistra per quel mancato voto a palazzo San Giorgio, prima alla Provincia in cui risultò primo dei non eletti nelle file dell’Udeur che su tre consiglieri eletti scelse di fare due assessori esterni e poi con il commissariamento da parte della giunta Loiero del Consorzio di Bonifica dove lo stesso era stato eletto presidente.
Infine, la difesa personale di Martorano si conclude con quello che lo stesso definisce un ‘’fatto strano’’: ‘’Il 17 dicembre 2013 uscì sulla stampa la notizia dell’incandidabilità degli amministratori citati nella relazione. In realtà la camera di consiglio si tenne due giorni dopo, il 19, e pubblicato solo il 23. Allora io mi domando se c’è stata la giusta serenità per arrivare alla sentenza di incandidabilità’’.

Il fallimento della Commissione e i progetti della Cidec
Giuseppe Martorano si è presentato in conferenza stampa nella duplice veste di ex amministratore e di attuale presidente regionale della Cidec (Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti) per denunciare il sostanziale fallimento della gestione commissariale della città: ‘’Nei 4 mesi rimanenti – dice – facciano quello che no hanno fatto nei precedenti 19’’. Intanto da un proiettore si susseguono immagini di degrado in svariati punti della città: dai bagni pubblici perennemente chiusi, alle aree archeologiche abbandonate, dal Castello a piazza De Nava, dal chiosco per le informazione turistiche chiuso ma con la luce accesa 24 ore su 24 all’abbandono del Parco della rotonda.
Ma il fallimento della Commissione straordinaria per Martorano sta anche per almeno altre due questioni, relative al gruppo dei volontari della Protezione civile e all’albo delle Associazioni, su cui a suo dire si sarebbe palesata l’ostilità del Palazzo in tutte le sue componenti.
Ma ripartire per Martorano, questa volta nei panni di presidente Cidec, si può. Insieme a lui il segretario generale Sergio Marino e il direttore Luana Surace hanno tracciato le linee guida per un ritorno alla normalità.
In particolare Marino, in tema di decoro urbano e sociale, con la stagione estiva alle porte, chiama in causa tutti, dai cittadini alla stampa. Nel denunciare l’abusivismo commerciale ‘’a cui nessuna forza dell’ordine riesce a mettere un freno’’, Marino contesta la scelta della Commissione di far eseguire importanti lavori di restauro e riqualificazione urbana proprio a ridosso dell’estate, procurando così disagi ai commercianti già stritolati dalla crisi. Per la Cidec però occorre ripartire dalle piccole cose, ‘’in primis dal recupero della cultura dell’ospitalità’’. Ed in questo senso, per Marino, associazionismo e volontariato possono giocare un ruolo fondamentale. Poi, la ripresa passa per il recupero delle zone a vocazione commerciale. Parte da qui la proposta della Cidec che avrebbe chiesto alla Commissione la gestione di Piazza Orange. ‘’Abbiamo proposto un calendario di manifestazioni che partendo con un benvenuto alla bella stagione nei giorni 21 e 22 giugno attraverso una manifestazione da tenersi sul Lungomare cittadino, prosegua tutta l’estate, nei week end, culminando in una notte bianca da far coincidere con le festività Mariane. Non abbiamo chiesto nulla al Comune dal punto di vista economico, ma solo la disponibilità dei luoghi’’.

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