Sono tre i soggetti arrestati nell’ambito di tre diverse operazioni condotte dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Reggio Calabria, guidato dal Vice Questore aggiunto Giuseppe Giliberti. Gli arresti, tutti conseguenti ad accuse relative a reati di tipo predatorio, hanno coinvolto tre giovani, tutti cittadini reggini residenti nel quartiere di Arghillà.
In particolare si tratta di Vito Morelli, 28 enne, originario di Melito Porto Salvo, ritenuto responsabile del reato di furto di autovettura, che si è spontaneamente costituito presso la casa circondariale di Arghillà, Alessandro Bevilacqua, 27enne anche lui nato a Melito, responsabile di un furto di una borsa e di altri oggetti preziosi all’interno di un’auto in pieno centro a Reggio Calabria, e di Damiano Vincenzo Bevilacqua, 32 anni, ritenuto responsabile di un furto in appartamento commesso a Pellaro.
Nel primo caso l’ipotesi di reato è stata accertata anche grazie agli approfondimenti investigativi che hanno coinvolto gli specialisti del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, decisivi per accertare la presenza di un frammento di impronta appartenente alla mano destra di Morelli, poi costituitosi spontaneamente, rinvenuta lo scorso 28 ottobre sulla visiera di un casco da motociclista trovato all’interno di una autovettura rubata nel quartiere di Arghillà.
Il secondo caso si riferisce invece ad uno scippo in auto avvenuto lo scorso 19 aprile in pieno centro a Reggio Calabria. Una donna, vittima del furto della propria borsa mentre si trovava bordo della sua auto, si è immediatamente presentata all’Ufficio denunce della Questura reggina riconoscendo nelle foto segnaletiche mostrate dagli Agenti il volto del malvivente che, a seguito dell’attività investigativa immediatamente avviata, è stato poi riscontrato essere Alessandro Bevilacqua.
Stessa sorte anche per Vincenzo Damiano Bevilacqua, anche lui riconosciuto tramite le foto segnaletiche dalle sue vittime, due anziane donne, che avevano subito il furto nella propria abitazione nel quartiere di Pellaro.
Due casi nei quali dunque a risultare decisiva, per l’arresto dei due malviventi, è stata la pronta collaborazione dimostrata dalle vittime che si sono subito prodigate per il riconoscimento dei soggetti sulle foto segnaletiche in possesso dell’Ufficio Prevenzione della Questura. ”Un segnale importante – ha commentato il Vice Questore aggiunto Giuseppe Giliberti – che consente di operare con maggiore celerità e di intervenire nell’immediatezza sugli autori dei reati predatori. Da parte nostra riteniamo fondamentale la collaborazione da parte dei cittadini che, come in questi due ultimi casi, è risultata decisiva per l’avvio delle indagini e per la ricostruzione dei fatti delittuosi”.
(StePer)





