di Stefano Perri – Proseguono incessanti gli incontri tra le rappresentanze sindacali e i vertici aziendali Atam. Si avvicina sempre più la scadenza decisiva dell’11 giugno, giorno in cui si terrà l’udienza definitiva al tribunale fallimentare che deciderà sul futuro dell’Azienda. Per quella data il Comune di Reggio, titolare dell’azienda, dovrà aver predisposto un piano di rientro credibile, capace di convincere i giudici circa le possibilità di ripresa aziendale sul comparto trasporti cittadino.
CORSA CONTRO IL TEMPO – Si tenta in ogni caso di accelerare il più possibile per non arrivare nuovamente impreparati all’udienza di fallimento ed evitare le scene di panico vissute pochi giorni fa quando, a poche ore dalla precedente udienza sul fallimento dell’azienda, ancora a tarda notte si trattava a Palazzo San Giorgio tentando di strappare un impegno concreto ai Commissari sul futuro dell’Atam.
Entro la prossima settimana i sindacati e i tecnici dell’Azienda dovrebbero tornare a vedersi con i Commissari per dare il via libera al piano definitivo. Prima di allora sarà si terrà probabilmente l’ennesima assemblea dei lavoratori durante la quale saranno resi pubblici i tagli necessari al risanamento.
In più occasioni i Sindacati si sono dichiarati disponibili ad accettare una rivisitazione dell’organico aziendale pur di risanare il bilancio e consentire la sopravvivenza dell’Atam.
IL PIANO DI RISANAMENTO – Il tentativo comunque è quello di ridurre la forza lavoro in modo da abbassare la voce di spesa per il personale. Il piano fino ad oggi predisposto, sottoscritto congiuntamente dall’Azienda e dai Sindacati, prevede il pensionamento di complessive 19 unità lavorative: a 6 di queste era stata concessa una proroga per il mantenimento in servizio, 3 hanno raggiunto l’età pensionabile e 6 hanno i requisiti per la pensione di invalidità.
A queste si aggiungerebbe il pensionamento di altre 14 unità lavorative che matureranno il diritto tra il 2015 e il 2016, il ricorso immediato agli ammortizzatori sociali per altri 30 lavoratori, l’applicazione del 75% del Testo Unico degli accordi integrativi aziendali, la verifica dei requisiti di mantenimento degli assegni ad personam riconosciuti, internalizzazione del servizio di pulizia e la possibilità di recedere dal contratto di servizio del trasporto scolastico ”ove si verificasse un’incidenza negativa sul bilancio aziendale”.
Complessivamente il piano produrrebbe un risparmio di 1.160.000 euro per il 2014 più 1.990.000 euro annui per il 2015 e il 2016. Un passo in avanti sostanziale verso il risanamento dell’azienda al quale però dovranno fare seguito altri due elementi fondamentali. Da una parte la ricapitalizzazione dell’azienda da parte del Comune, ipotesi alla quale i Commissari si sono informalmente dichiarati disponibili, che però potrebbe non bastare in sé per ripianare completamente il debito. Si profila all’orizzonte l’intervento di un altro Ente, ad esempio la Provincia che per bocca del Presidente Raffa ha manifestato nei giorni scorsi la volontà di schierarsi a difesa dell’Atam, o infine l’ipotesi di aprire l’azienda alle sottoscrizioni dei singoli cittadini.





