di Grazia Candido – “Dire ve lo avevamo detto, sarebbe riduttivo, ma far capire ai cittadini che sono stati ingannati da avversari politici deboli e bravi solo ad attaccare non un partito ma un uomo, è necessario per far rialzare la città”. Non le mandano a dire il consigliere regionale Tilde Minasi e il Coordinatore provinciale “Lista Scopelliti Presidente” Oreste Romeo che, al circolo “Rhegium” del Nuovo centro destra, nel tardo pomeriggio, si sono confrontati insieme al presidente del circolo Ernesto Siclari e al vice presidente Fabrizio Condemi sulla pronuncia delle sezioni unite della Corte dei Conti che ha scongiurato definitivamente l’ipotesi del dissesto del comune di Reggio Calabria. Secondo il numero uno del “Rhegium”, “la politica deve tornare e riappropriarsi del proprio ruolo ricercando tutti quei valori sui quali la destra si è sempre ispirata”.
E si parla di futuro, un futuro, che sia per Romeo che per la Minasi, porta il nome di Giuseppe Scopelliti, candidato alle elezioni europee nella lista Nuovo Centro Destra – Udc – Ppe.
“Era ora che lo Stato iniziasse a non scaricare sugli Enti territoriali la propria debolezza manifestata peraltro in Europa. Questa crisi non è stata adeguatamente fronteggiata per cui la ratio del legislatore con vari interventi, è stata quella di porre rimedio ad una scelta impopolare, di grande sacrificio, imposta agli Enti locali – afferma l’avvocato Romeo – La situazione registratasi a Reggio Calabria è comune a quella di tantissime città d’Italia anche se, alcune di queste godono del solito aiutino di marca Pd: mi riferisco alle gestioni Fassino, Chiamparino, Veltroni, De Magistris e qui andiamo su commissari liquidatori improvvisati sindaci. Ma questa è un’altra storia. I numeri agitati dalla controparte di questa città, e quindi dal Pd e dalla follia scellerata dei grillini, non sono stati certificati dalla Corte dei Conti – tuona Romeo – Ci sono state figure che in passato hanno avuto in città dei ruoli operativi, frutto della politica non certo di una meritocrazia. Una volta allontanati dalla scelta del Nuovo Centro Destra però hanno deciso di anteporre agli interessi della città quelli personali. Ma non è in questa maniera che si può riavviare un percorso di interlocuzione tra le varie componenti reggine per ripartire”.
Il fedelissimo scopellitiano ne ha davvero per tutti soprattutto per “quelle frange politiche estremistiche e autoreferenziali di partiti che sono tra di loro spaccati, quasi atomizzati, che hanno alimentato in questi anni un deleterio disfattismo”.
Da qui l’esigenza di affrontare “la sfida europea decisiva per la Calabria, elezioni che storicamente sono state trattate dalla politica come il cimitero degli elefanti. Invece, le scelte strategiche sono quelle che si compiono a livello europeo ed è importante che Reggio abbia il suo referente in Parlamento” – continua il coordinatore provinciale.
Poi un affondo sul leader di Sel Nichi Vendola “reo” di aver accusato Alfano per “aver candidato un condannato”.
“Il comportamento di Vendola è stato un fallo da ultimo uomo e meritevole di un cartellino rosso – conclude Romeo – Prima di agitare la scure del giustizialismo Vendola avrebbe dovuto essere consequenziale con propositi da lui dichiarati e mai seguiti da fatti. Esiste una sua registrazione telefonica che gira in rete sull’Ilva di Taranto e mi sembra, che anche lui sia stato rinviato a giudizio. Vendola forse dimentica di aver espresso il proposito che i politici indagati prendessero le distanze dagli affari pubblici ma questo non è avvenuto. E sapete perché? Perché siamo sempre di fronte ad una sinistra giustizialista, forcaiola”.
Sul presidente della Regione Puglia anche il consigliere Minasi fa un breve passaggio: “Chi esterna questi giudizi deve avere la coscienza apposto e non mi pare che Vendola sia perfettamente in regola. Anche lui ha avuto i suoi problemi e sappiamo come li ha risolti”.
Poi si torna a parlare di scampato dissesto e secondo il consigliere regionale “nessuno gioisce o pensa che sia tutto risolto. Siamo consapevoli che, scongiurato il dissesto, con il Piano di rientro si potrà programmare e i Commissari potranno finalmente occuparsi delle emergenze del territorio come il problema occupazionale delle società miste e dell’Atam. E’ ovvio che ci saranno delle difficoltà perché sottostare ai parametri di un Piano di rientro non vuol dire che da domani i cittadini non pagheranno le tasse con delle aliquote più alte però il buco del Comune di Reggio Calabri non è stato causato da una cattiva gestione della Giunta Scopelliti ma dai tagli che sono stati fatti dal Governo centrale – ci tiene a precisarlo la Minasi – Magari la giunta Scopelliti pur di garantire i servizi, ha tirato la corda più di quanto doveva generando questo disavanzo. Non abbiamo detto quindi bugie e gli stessi Commissari hanno confermato quanto da noi sostenuto. Inoltre, avendo avuto una Commissione d’accesso il nostro bilancio rispetto a quello degli altri Comuni, è stato ripulito cioè sono stati tolti tutti quei residui attivi riportati per prassi nei bilanci comunali. Perché continuare a terrorizzare i cittadini che pagheranno per altri 30 anni? Queste sono le bugie della sinistra, di quegli avversari che invece di essere propositivi ed uscire da uno stato di crisi, continuano a colpire la persona. Ripartiamo dai circoli di Ncd che devono diventare laboratori di idee e torniamo a fare politica confrontandoci e ascoltando la nostra gente”.






