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Arresto Scajola: nuovi indagati nell’inchiesta

15 Maggio 2014
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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faccendiere Vincenzo Speziali patteggia pena

Sarà interrogato venerdì prossimo nel carcere romano di Regina Coeli l’ex ministro Claudio Scajola, arrestato insieme ad altre sette persone per il favoreggiamento della latitanza di Amedeo Matacena. A condurre l’interrogatorio saranno il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio e il pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo che coordinano l’inchiesta.

Nelle ultime ore, molte sono le novità relative al caso Sacjola. Nell’inchiesta, infatti, ci sono nuovi indagati e la Dda ha presentato appello al Tribunale del riesame, contro l’esclusione dell’aggravante mafiosa nei confronti di Scajola e degli altri sette arrestati.

Sull’identità dei nuovi indagati c’è il massimo riserbo. Secondo quanto ricostruito dalla Dda, tutti avrebbero ruotato intorno alla cerchia di persone, tra le quali Scajola, che per l’accusa avrebbero agevolato la latitanza di Amedeo Matacena, l’ex deputato di Fi condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Intanto, il Dipartimento di Pubblica sicurezza ha disposto un’analisi sull’uso della scorta dell’ex ministro, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

In alcune intercettazioni telefoniche, che fanno parte dell’ordinanza di custodia cautelare, infatti, emerge che Scajola disponeva della scorta e di alcuni poliziotti in forza al Viminale in modo improprio “con spregiudicatezza – scrive il pm – tanto che Scajola si spinge a dare disposizioni che la scorta si rechi all’estero senza ‘gli attrezzi'”.

I continui e frenetici contatti registrati tra Scajola e gli uomini della scorta, secondo Olga Tarzia, il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, “erano parte attiva e determinante per garantire agevoli spostamenti nel territorio italiano della moglie di Matacena”. Proprio per far luce su questa vicenda, il 10 maggio scorso il questore di Imperia, Pasquale Zazzaro, ha incaricato l’esecuzione di un’ispezione per verificare se vi sia stato un uso non corretto della scorta e la regolarità delle relative procedure amministrative.

Quanto alla “reazione scomposta” di Claudio Scajola alla mancata candidatura alle europee, i pm della Dda di Reggio Calabria dichiarano: “E’ la migliore conferma del particolare interesse, non solo personale, verso quell’ambito politico sovranazionale, particolarmente appetibile per le ricadute economiche che è in grado di garantire”

Il cellulare di Scajola intestato al Viminale e il M5S

Sono molti i questiti che i membri del M5S in commissione Affari costituzionali avrebbero posto oggi al ministro dell’Interno Angelino Alfano: “L’ex ministro Scajola, arrestato per favoreggiamento della latitanza di Matacena, aveva in tasca un telefono intestato al dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. Alfano lo sapeva? Ha autorizzato questa spesa? Da quanti anni durava questa situazione e per quante altre persone si replica? Corte dei conti e procura sono state avvertite?”, chiedono i pentastellati. Alfano, però, atteso in audizione alla prima commissione alla Camera non era presente per la questione di fiducia posta al Governo. “Ancora una volta Alfano schiva le domande ma – concludono i grillini – lo attendiamo in aula per la mozione di sfiducia che abbiamo già presentato. In quella sede dovrà rispondere a tutte le domande sul suo maldestro operato”.

Tags: matacenandranghetascajola
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