Si conclude con sei condanne e tre assoluzioni il processo d’appello, svoltosi con il rito abbreviato, relativo alla mega inchiesta “Bene Comune- Recupero” messa a segno dalla D.D.A contro la cosca Commisso operante a Siderno e territori limitrofi. Assoluzioni pesantissime quelle decise dai giudici d’Appello. La Corte, Gullino Presidente, ha infatti assolto da tutte le accuse Alfredo De Leo, Francesco Commisso e Antonio Commisso per cui il gup aveva inflitto 10 di carcere a De Leo e 16 anni ai due Commisso. Antonio Commisso, fratello di Peppe Commisso alias “ il mastro” recentemente condannato ad oltre 14 anni di carcere nella sentenza d’appello del processo “Crimine”, era indicato dagli inquirenti come un elemento di spicco dell’omonima famiglia mafiosa. Sconti di pena invece, per gli altri imputati. Nello specifico la Corte d’Appello ha rideterminato la pena per Girolamo Belcastro, Roberto Stinà e Giuseppe Sgambelluri che da 14 anni passano a 9 anni e 4 mesi di reclusione. 7 anni sono stati invece inflitti a Giovanni Galea, precedentemente condannato a 10 anni; 5 anni, 6 mesi, 20 giorni di carcere e 30 mila euro di multa sono stati comminati a Giovanni Galluzzo precedente condannato a 12 anni. Rideterminata la pena anche per Domenico Belcastro condannato ad 1 anno, 4 mesi e 2 mila euro di multa, rispetto ai 3 rimediati in primo grado. Per tutti gli imputati, il sostituto procuratore generale, Giuseppe Adornato aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. L’inchiesta condotta da Polizia e Carabinieri, su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, svelò le presunte dinamiche criminali della cosca Commisso e delle famiglie alleate tra le quali la triade Rumbo-Galea-Figliomeni impegnata per l’accusa nelle estorsioni, nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Le cosche inoltre avrebbero ricostituito un importante ponte oltreoceano con gli altri affiliati presenti in Canda, terra storica in cui i Commisso hanno stanziato vari locali di ‘ndrangheta. Il troncone ordinario è attualmente in corso di svolgimento dinnanzi al Tribunale di Locri. Alla sbarra anche l’ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni, accusato di associazione mafiosa.
(A.P.)






