Il 14 aprile 2014, 223 studentesse di una scuola di Chibok, nello stato nigeriano di Borno, sono state sequestrate da uomini armati. Dal rapimento delle ragazze è cominciata una campagna in Nigeria, lanciata da alcuni attivisti su Twitter, per chiedere la liberazione delle studentesse e soprattutto per attirare l’attenzione della comunità internazionale sulla vicenda. Infatti il governo nigeriano negava che il rapimento delle ragazze fosse avvenuto. Per settimane il presidente nigeriano Goodluck Jonathan non si è espresso sulla vicenda, se non per sostenere che il rapimento fosse una montatura. Ma dopo le pressioni interne e soprattutto internazionali il suo portavoce Doyin Okupe ha ribadito lo sforzo del capo dello stato e del governo per la liberazione delle studentesse. L’hashtag #bringbackourgirls ha fatto il giro del mondo e ha avuto una diffusione virale: anche la first lady statunitense Michelle Obama e l’attivista pachistana Malala Yousafzai hanno partecipato alla campagna. Il messaggio dilaga anche tra le associazioni e così è stato per il Leo Club di Reggio Calabria Host “Vittoria G. S. Porcelli” che ha dedicato un pensiero all’argomento attraverso una discussione di sensibilizzazione e scattando qualche foto con lo slogan.Un piccolo gesto, quello dell’istantanea postata sul social network, che quotidianamente fanno milioni di persone. Una in più non costa nulla. Forse non farà la differenza, ma è un modo per dire a quelle ragazze e ai loro familiari: anch’io ci sono e sto dalla vostra parte.





