Domenico Ursino docente di Informatica presso l’università di ingegneria di Reggio Calabria sta attuando Barbiana 2.0 un progetto ambizioso che dimostra come a Reggio Calabria non sia tutto marcio e ci sia una parte sana della città che lavora, ricerca, e realizza.
Barbiana 2.0 è un nome impegnativo. L’obiettivo è, infatti, quello di attualizzare al 2014, presso l’ateneo di Reggio Calabria e nel settore dell’ingegneria informatica, tante delle idee che hanno caratterizzato, mezzo secolo fa, l’esperienza della scuola di Barbiana di don Milani.
Queste le linee guida del progetto:
Rendere l’apprendimento e le esperienze didattiche e di ricerca più partecipativi, assegnando agli studenti un ruolo di protagonisti
Lavorare con passione ed entusiasmo, molto duramente, divertendosi e conducendo, oltre agli studi previsti dal proprio piano, altri studi di ricerca avanzata, in collaborazione con prestigiose università italiane e straniere (ad esempio, lo University College of London).
Nelle attività aggiuntive che si portano avanti, puntare fortemente sulla ricerca avanzata in campi utili per l’inserimento nel contesto lavorativo (ad esempio, integrazione di sorgenti infomative, social network, crowdsourcing, Html5, Big Data, etc.).
Coinvolgere gli studenti nelle attività di ricerca e nella stesura di articoli scientifici.
Passare da un clima “inutilmente competitivo” ad uno fortemente cooperativo: gli studenti si aiutano l’un l’altro, i più grandi insegnano ai più piccoli e tutti sono pronti ad aiutare un proprio collega in difficoltà. L’idea di sostituire la competizione con la cooperazione non riguarda solo l’interno del gruppo ma anche l’esterno; il gruppo si propone di instaurare un forte clima cooperativo con tutte le altre realtà dell’Ateneo e del territorio.
E, soprattutto, nell’ottica dell’iCare di don Milani, fare in modo che chi è nato a Reggio (specialmente se proviene da una famiglia non abbiente) possa avere le stesse opportunità di lavoro e di vita di chi è nato fuori, oppure ha studiato fuori, oppure proviene da famiglie abbienti, che si possono permettere di finanziare ai figli esperienze formative private. In questo obiettivo il fatto di operare nel settore informatico e la presenza di Internet sono di notevole aiuto.
Il professore Ursino – secondo quanto riportato su “Essere Start-Up” – in collaborazione con ricercatori di altre università (Università della Calabria, University college of London, etc.), individua alcune problematiche di ricerca e ne discute insieme agli studenti più “anziani”; si individuano delle possibili soluzioni a tali problematiche e si implementano. Dopo di che si conducono delle campagne sperimentali per verificare la bontà degli approcci proposti. A tali campagne prendono parte gli studenti della magistrale e i tesisti della triennale. Infine, una volta verificata in maniera rigorosa la validità degli approcci proposti e la loro originalità,tutti sono autori dell’articolo scientifico che viene sottomesso per la pubblicazione in prestigiose conferenze o riviste nazionali e, soprattutto, internazionali.
Il team del professore Ursino, in continuazione prova e cerca nuove soluzioni software, si candida a partecipare a bandi per progetti di ricerca e, al intanto porta avanti alcuni progetti di ricerca in collaborazione con il gruppo di ingegneria informatica del Diies (Dipartimento di ingegneria dell’informazione, delle infrastrutture e dell’energia sostenibile). Tra loro, molti vorrebbero proseuire la loro esperienza all’estero, altri, invece, non hanno intenzione di lasciare Reggio Calabria. Da qui prende vita un altro progetto che appare anche più ambizioso: creare a Reggio delle opportunità lavorative che consentano ai ragazzi di non sminuire la loro professionalità e le loro possibilità.






