
Sono ancora in corso le elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Nelle stesse date si svolgeranno anche le elezioni regionali in Lombardia, Lazio e Molise.
Il voto che anticipa la primavera giunge al termine di un travagliato finale di mandato per il professore Mario Monti, alla guida di un Governo tecnico dalla metà di novembre del 2011 al 22 dicembre 2012, data di scioglimento delle Camere da parte del Presidente Napolitano.
La data della prima riunione delle nuove Camere è già stata fissata per il 15 marzo 2013.
Per quanto riguarda la Calabria, la nostra Regione potrà eleggere 20 deputati e 10 senatori (così come illustrato dalle tabelle) perdendo però, in questa tornata elettorale, 2 rappresentanti per la Camera, ma nessuno al Senato, rispetto alle Politiche del 2006 e del 2008. In linea generale si calcola un aumento dei deputati attribuiti alle regioni settentrionali e al Lazio a scapito di quelle meridionali.
Tutto ciò è possibile perché il numero dei seggi, attribuiti ad ognuna delle 27 circoscrizioni plurinominali in cui è suddiviso il territorio nazionale, è variabile a seconda della popolazione residente. In base ai dati dell’ultimo censimento, e cioè quello del 2011, la Calabria conta 1.959.050 abitanti. Ma mentre per la Camera si passa da 22 a 20 deputati, al Senato il numero dei rappresentanti regionali rimane invariato. E più precisamente 9 sono i seggi assegnati secondo il quoziente ex art. 57 della Costituzione, e 1 attribuito in base ai resti, per un totale di 10 seggi. Alla coalizione vincente ne sono garantiti sei.
Le schede di votazione
I colori prescelti per le schede di votazione per le consultazioni del 24 e 25 febbraio 2013 sono:
Rosa per l’elezione della Camera dei Deputati
Giallo paglierino per l’elezione del Senato della Repubblica
Legge elettorale e ripartizione dei seggi*
Si voterà, come per le precedenti elezioni politiche del 2006 e 2008, con il sistema proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza, introdotto dalla legge Calderoli (n. 270 del 2005), più comunemente conosciuta come “porcellum”.
Per poter accedere all’assegnazione dei seggi alla Camera, sono previste soglie calcolate sul totale dei voti validi a livello nazionale, pari al 10 per cento per le coalizioni, al 2 per cento per le singole liste che aderiscono ad una coalizione, al 4 per cento per le liste non coalizzate e per quelle le cui coalizioni non hanno raggiunto il 10 per cento. Per il Senato le percentuali di soglia sono più alte: rispettivamente il 20, il 3 e l’8 per cento, calcolate su base regionale, anziché a livello nazionale.
Il premio di maggioranza è attribuito secondo modalità sensibilmente diverse tra i due rami del Parlamento. Alla Camera, il premio è assegnato alla coalizione di liste (o lista singola) più votata a livello nazionale. Il premio consiste nell’assegnazione di un certo numero di seggi necessario a raggiungere la quota di 340 deputati su 630. Se la coalizione raggiunge o supera tale soglia, ovviamente il premio non scatta.
Al Senato, il premio è attribuito a livello regionale: in ciascuna regione (tranne Molise, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, regioni per le quali vigono disposizioni particolari) viene assegnato alla coalizione (o alla lista) più votata in quella regione il numero di seggi necessario a raggiungere il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione.
I seggi sono ripartiti tra le regioni in proporzione alla popolazione residente, ma nessuna regione può avere meno di sette senatori, tranne la Valle d’Aosta che ne ha uno e il Molise, che ne ha due.
Non è previsto alcun quorum minimo per l’attribuzione del premio che è assegnato alla coalizione (o alla lista) più votata.
Considerando che le sei regioni meno popolate d’Italia godono di un numero di seggi fissi, il numero di seggi spettanti si calcola in base alla popolazione residente di 14 regioni (55.282.514), così come risulta dall’ultimo censimento disponibile, e la si divide per il numero di senatori spettante (278, risultato della differenza fra il totale dei senatori 315 – il numero di senatori attribuito alle altre regioni 31 – i senatori all’estero 6). Si ottiene il quoziente necessario per l’attribuzione di un seggio (198.857). Rapportando questo dato alla popolazione residente per ciascuna regione, si ottiene il numero di senatori spettanti di diritto, dopodiché bisogna procedere al recupero dei migliori resti per arrivare alla quota di 278.
Infine, sia alla Camera sia al Senato non è prevista l’espressione del voto di preferenza, e l’ordine degli eletti è dato dalla successione dei candidati in ciascuna lista.
Una diversa disciplina elettorale è prevista per la rappresentanza dei cittadini italiani residenti all’estero (sei senatori e dodici deputati eletti con metodo proporzionale in una apposita “circoscrizione Estero”). Sono altresì previste specifiche disposizioni per talune regioni (Molise, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige) caratterizzate da bassa popolazione o dalla presenza di consistenti minoranze linguistiche.
* Fonte Camera.it




