”La conclusione del processo “Meta” traccia una linea di demarcazione nel complesso sistema criminale reggino certificando, in modo netto e indiscutibile, che la ‘ndrangheta condiziona ogni settore della vita cittadina, dalle istituzioni all’economia”. Così Giuseppe Falcomatà, candidato alle primarie del centrosinistra per la carica di sindaco di Reggio Calabria, commenta la storica sentenza del processo Meta.
”Una strutturazione criminale a forma di piramide visibile – prosegue – dietro la quale si muovono gli “invisibili”, coloro che prestano faccia e professionalità per il conseguimento degli “affari puliti”. Bene hanno fatto, pertanto, sia il Pm Lombardo, sia il capo della Procura di Reggio, Federico Cafiero de Raho, a chiarire che le indagini sono ancora aperte proprio sugli “invisibili”, ovvero quegli insospettabili del mondo delle professioni, della politica, dell’imprenditoria e della massoneria deviata, complici della ‘ndrangheta”.
Per Falcomatà bisogna domandarsi, perché, accanto ai grandissimi successi ottenuti dalla magistratura, parallelamente ci troviamo di fronte a cartelli criminali sempre più ricchi, potenti e inseriti negli “ambienti che contano”. ”Un nodo – si legge nella nota – che Reggio, la Calabria e l’intero Paese non possono permettersi di lasciare irrisolto. Il risultato di questo processo, che dovrà trovare conferma nei due prossimi gradi di giudizio, certifica il lavoro serio svolto da Lombardo e dagli investigatori. Un lavoro lontano dai riflettori e senza protagonismi, ma decisivo per comprendere in futuro i movimenti e i sistemi criminali che hanno infestato i nostri territori e le nostre istituzioni in questi anni.
Poiché, pertanto, non può esistere una verità che non sia completa – conclude Falcomatà – è imprescindibile arrivare “all’altra metà della Meta”.





