Politiche Sociali, promosso dall’Avas Presila. Il Progetto, risultato vincitore di un finanziamento di circa 30 mila euro, selezionato tra i primi 60 tra gli oltre mille presentati, è stato illustrato dal Presidente dell’Avas Presila, Aurelio Scrivano e dal Responsabile del Progetto, Dario Franceschiello.
A concludere la Conferenza Stampa, il saluto dell’Assessore Provinciale al Lavoro Giuseppe Giudiceandrea.
Il Progetto di inserimento sociale della comunità ROM di Cosenza promosso dall’Avas Presila vede coinvolti, quali partner istituzionali, il Comune di Cosenza, la Provincia di Cosenza, l’Azienda Ospedaliera e l’ASP di Cosenza. “La comunità ROM della città di Cosenza -ha spiegato Aurelio Scrivano- presenta evidente situazione di emarginazione sociale legata a debolezza economica, socio-familiare, culturale nonché sanitaria. Quello che ci si propone di attivare è un welfare mix di servizi forniti da soggetti attivi sul territorio, come le associazioni di volontariato, in modo che anche i ROM possano sentirsi parte integrante di un sistema sociale. La scommessa si gioca sempre più su di un recupero integrale della persona e su un suo deciso reinserimento sociale”.
Il progetto, per come spiegato dal Dott. Dario Franceschiello, “si sostanzia su tre direttrici: un’azione educativa; un’azione di consulenza; un’azione sanitaria.” “L’azione educativa – ha spiegato Dario Franceschiello – prevede la realizzazione di interventi formativi di sostegno, dentro e fuori gli istituti scolastici, finalizzati al sostegno alla didattica. Attraverso tale attività si vuole, pertanto, procedere in direzione di un affiancamento sul campo di genitori e docenti, valorizzando la dimensione dell’accoglienza del bisogno sociale e dell’accompagnamento dei soggetti in condizioni di svantaggio sociale. Il processo non riguarda solo l’affiancamento ai genitori, ma riguarda la famiglia nel complesso. Si terranno anche lezioni di italiano e di educazione civica anche agli adulti interessati. L’azione di consulenza consta di veri e propri servizi di informazione su risorse esistenti: pubbliche, ecclesiali, del volontariato, private. Si tratta in particolare di: avvio delle regolarizzazioni della presenza e del lavoro, applicazione corretta di leggi e decreti, ricongiungimenti familiari, matrimoni misti. È una vera e propria azione di accompagnamento nel disbrigo di pratiche quotidiane, nella ricerca del lavoro. Infine la terza azione, quella più delicata: l’azione sanitaria. Il gruppo di volontari implicato nel progetto ha competenze specifiche per i servizi di primo soccorso, trasporto di persone sottoposte a trattamenti di sostegno e di emodialisi. I giovani volontari faranno prelievi di sangue, misureranno la glicemia, colesterolo e trigliceridi, la pressione sanguigna e la temperatura corporea, in tal senso verranno dotati degli strumenti necessari e a far uso dell’elettrocardiografo e del defibrillatore. Ovviamente, come avviene già per le mansioni che le associazioni svolgono quotidianamente, i referti verranno consegnati alle strutture sanitarie preposte (Azienda Ospedaliera di Cosenza) per l’analisi dei campioni e degli elettrocardiogrammi in modo da programmare eventuali approfondimenti clinici.
Inoltre si prevede di dotare queste comunità di quei materiali di assistenza primaria come: preservativi, assorbenti, sapone per igiene intima, pannolini, coppette per allattamento ed altro”.
“Il progetto si sostanzia anche in una quarta azione non esercitata direttamente sui destinatati, ma che dovrebbe portare, questa è la nostra intenzione – ha detto ancora Dario Franceschiello- benefici sostanziali e si spera diretti in seguito: sensibilizzazione e promozione. Consapevoli che questo progetto è solo una goccia nell’oceano, l’obiettivo è anche quello, quindi, di stimolare l’azione degli Enti pubblici, potenzialmente capaci di fornire interventi più sostanziali nella lotta alla povertà ed alla emarginazione sociale”.
La Conferenza Stampa è stata moderata dalla giornalista Emily Casciaro.




