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Reggio, tappa reggina per ‘’Noncifermatetour’’: ”Noi non abbiamo paura del voto”

9 Maggio 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Nonci_fermatetour
‘’Mi aspettavo più persone in questa piazza’’. Alessandro Di Battista, parlamentare del Movimento 5 Stelle, chiude il lungo incontro organizzato dagli attivisti reggini per ospitare il ‘’Noncifermatetour’’

pentastellato. L’orologio segna quasi le 21 quando prende la parola. Ma la piazza, certo non piena, ma svuotatasi col passare delle ore, dà la rappresentazione plastica di una città forse ancora stordita dalla sentenza che ha condannato il sindaco dell’ultimo decennio. Anche perché la formula pensata per l’incontro con i cittadini organizzato dal Movimento 5 Stelle funziona. I parlamentari, giunti da Scilla a bordo dei camper che li stanno portando in giro per l’Italia, salgono sul palco, piccolo quanto basta per contenerli, restando a stretto contatto con chi ha deciso di ascoltarli. Gran parte di loro sono attivisti, giunti anche dalla provincia, ma c’è anche gente che nell’indecisione del prossimo voto, si accosta, anche timidamente, ai bordi di Piazza Camagna. Loro, i parlamentari, giovani, ma con l’esperienza di un anno di vita parlamentare sulle spalle, stabiliscono subito il contatto. Provano ad entrare nel cuore e nella testa dei cittadini parlando la loro stessa lingua. Parlando dei loro problemi. Chiedendo in cambio solo un po’ di attenzione, di passaparola e tanta informazione. Possibilmente non mediata dai giornali e dai giornalisti. Lo dicono a chiare lettere, rischiando però di cadere nella solita trappola del vittimismo, perché perseguitati e magari sbeffeggiati.
Ma ‘’le belle facce, pulite – avverte lo stesso Di Battista – non bastano. Il Palazzo è capace di distaccarti dalla realtà. Lì si riescono a giustificare tante cose, dal favore alla tangente. Ecco perché siamo nelle piazze, perché ci fanno ritornare con i piedi per terra’’. Parole che, quel che resta della piazza, mostra di gradire, soprattutto quando Di Battista afferma: ‘’A differenza dei politici professionisti che salgono sui palchi e promettono, noi vi diciamo la verità. Vi diciamo cosa succede nei Palazzi. Poi, potete decidere pure di non votarci, ma noi almeno vi informiamo, vi coinvolgiamo e vi facciamo partecipare’’.
Il ‘’Noncifermatetour’’, che impegna in un giro elettorale per lo Stivale i parlamentari pentastellati espulsi dopo ‘’l’invasione’’ dei banchi del governo per fermare la votazione sul decreto Bankitalia, è anche un modo di addentrarsi nelle pieghe dell’Europarlamento. E anche di Eruropa, pochino per la verità, si parla. No al fiscal compact e modifica dei vincoli europei sono i temi principali. Ma la partita vera i 5 Stelle provano a giocarla in casa. Raccontando la loro esperienza personale e il loro impegno all’interno delle Commissioni parlamentari.
Tuttavia per Di Battista la nostra Repubblica ‘’è in uno stato comatoso’’ con ‘’un presidente entrato in Parlamento quando era ancora vivo Stalin’’ e con un ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ‘’ha ospitato mafiosi a casa sua’’. Ma Di Battista torna cauto quando dal nazionale si passa alla proiezione locale del Movimento: ‘’Capiterà e ci sarà pure qualcuno che si farà fregare dal sistema, ma la differenza è che noi lo prendiamo e lo mandiamo a casa’’.
Prima di lui sul palco anche i deputati calabresi Dalila Nesci, Federica Dieni e Paolo Parentela. La Nesci, attiva nella Commissione di vigilanza Rai, ricorda le battaglie per ridurre gli sprechi nella politica (‘’ci siamo dimezzati lo stipendio e aperto un conto corrente specifico in cui versiamo le indennità aggiuntive, oltre ad aver rinunciato ai finanziamenti pubblici’’). La Dieni invece prende spunto dalla condanna di Scopelliti: ‘’Dopo ieri – dice – si respira un’aria più pulita, ma ora sta a noi cittadini onesti riprenderci Comune e Regione’’. Parla di rifiuti e della gestione fallimentare del commissariamento in Calabria, delle terre dei fuochi (legge un sms di una cittadina della zona sud della città con il marito malato di tumore). Ma anche di Omeca (‘’vogliono svendere Finmeccanica – dice – e dovremo dire addio ad una eccellenza reggina. Ma cosa c’è dietro? – si domanda – La verità è che si sono mangiati tutti i soldi’’) e dell’attività in Commissione Affari costituzionali (‘’Abolizione delle Province? No, è solo una moltiplicazione di poltrone’’) prima di bollare la legge elettorale in gestazione come anticostituzionale. Parentela da parte sua arringa gli attivisti facendo notare che ‘’finalmente per la prima volta c’è un’opposizione in Parlamento, il Movimento 5 Stelle dà fastidio’’. Illustrando il proprio impegno verso una agricoltura sostenibile e i prodotti a Km zero, boccia la vecchia politica ‘’al servizio di banchieri, lobbies e gruppi di potere’’ e descrive la mafia come ‘’un mostro a tre teste: Rifiuti, cemento e contraffazione alimentare’’. Per lui l’obiettivo è quello di ‘’ricucire lo strappo tra lo Stato e i cittadini’’ perché ‘’la politica deve essere servizio civile non carriera: 2 mandati sono sufficienti’’.
Matteo Montero ha sottolineato come ‘’dopo le critiche del M5S anche l’Europa ha scritto una lettera per chiedere chiarimenti sul Decreto Bankintalia e la Corte dei Conti ha aperto una indagine per danno erariale su quei 7,5 miliardi di euro regalati alle banche’’
Diego De Lorenzis spiega che ‘’chi è andato via dal Movimento ha seguito il profumo che corrompe l’animo’’ riferendosi allo stipendio da 20 mila euro che fa tremare le gambe a chiunque, e poi svela che ‘’vogliono vendere il 40% di Poste per incassare subito 6 -7 miliardi di euro che dicono servono per ridurre il debito pubblico, ma è falso’’.
Simone Valenti decide invece di raccontare la sua esperienza parlamentare brandendo il libro del Regolamento della Camera, ‘’che non contiene lo strumento della ghigliottina’’. Un incipit che gli serve per condannare la Presidente Boldrini.
Infine, Giorgio Sorial, ‘’quello che dà i numeri’’ ripetono scherzosamente i colleghi. Ma lui i numeri li fa dare davvero alla Piazza, quando chiede quanti anni di condanna hanno dato a Scopelliti. Poi, punta dritto la promessa di Renzi di aumentare la busta paga: ‘’Gli 80 euro promessi in busta paga presuppongono qualcosa in cambio: questo è voto di scambio’’.
L’incontro finisce dopo le 21. Resta l’amaro in bocca per aver sentito parlare poco di Europa, visti i continui richiami al voto fatto dai protagonisti del ‘’Noncifermatetour’’: ‘’Dimostreremo che il Paese è con noi – ripetono quasi come un mantra – perché noi non abbiamo paura del voto, gli altri si’’.
Al prossimo tour…

Claudio Labate

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