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Intervista a Lorenzo Beccati autore del thriller storico “Pietra è il mio nome”

20 Marzo 2014
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 3 minuti
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pietrailmionome
di Cristina Marra – «Le mie abilità di detective, sempre che ne abbia, le infondo nei miei investigatori di carta. Loro sono i miei migliori cloni»

– così esordisce Lorenzo Beccati, autore di fortunate trasmissioni televisive e del recentissimo thriller storico “Pietra è il mio nome” (Nord, pag. 312, euro 14,90) in vetta alle classifiche di vendita. Dalle inchieste del Gabibbo di “Striscia la notizia”, alla Genova del Seicento ferita dalla brutalità di un killer seriale del thriller, Beccati conferma le sue doti di scrittore attento osservatore della realtà sociale. Stavolta il detective è una giovane donna, Pietra, una rabdomante temuta ma anche sfruttata da quanti le carpiscono informazioni sul futuro e si affidano alle vibrazioni della sua forcella. Pietra “preferisce essere un’ombra, un fantasma che passa senza essere visto, un refolo senza consistenza” e nasconde dietro la forcella il suo acume e la sua intelligenza. Intuitiva, abile, osservatrice, la protagonista è coinvolta in una serie di omicidi di donne brutalmente sfigurate da un killer silente che vuole creare un legame di sangue tra le vittime e la rabdomante.
La trama poliziesca si arricchisce di elementi e personaggi che rispecchiano la società genovese seicentesca. La verità viene a galla e a Pietra non resta che tentare di anticipare le azioni del killer e affrontarlo. Questo rende il personaggio quanto mai moderno e attuale, « Pietra è una donna che lotta contro ogni pregiudizio continua Beccati – rischiando parecchio e nessuno la fa tacere. Ovviamente lo fa con prudenza. Proprio come fa ogni donna anche nella nostra epoca».
È il venerdì del “carnevale dei folli” del 1601 e a Genova “le regole di comportamento sono accantonate per qualche giorno, se non capovolte” e la rabdomante diventa detective per indagare e salvare se stessa dall’accusa di omicidio. Il passato di Pietra riemerge mentre sul mare “la Galea Capitana della flotta della Repubblica di Genova fila veloce a pelo d’acqua” e a bordo si trama una ribellione. Sottocoperta è il regno di Marcus, un buonavoglia prepotente, “violento, animato da una perfidia che sta alla pari con la sua forza eccezionale, è il dispotico monarca di un popolo di mala carne incatenato ai remi”.
Il romanzo di Beccati procede su due livelli narrativi che fanno di Pietra e Marcus gli attenti osservatori che intuiscono il pericolo seppure con metodi e finalità diverse. Dagli odori e umori dei carruggi alle onde e al vento del mare, l’autore arricchisce il thriller con chiari riferimenti al genere avventuroso per intrecciare la trama magistralmente come le croci per le reti che Pietra costruiva per i corallari quando viveva sull’isola di  Tabarka.
Pietra ha un nome duro come la sua vita . Com’è nato questo personaggio?
Mentre scrivevo, ficcavo Pietra in situazioni estreme di pericolo e di vita ordinaria, per vedere come reagiva. Le ho così formato il carattere e il risultato ha sorpreso anche me.
Dal guaritore protagonista dei tuoi precedenti romanzi alla rabdomante. Per essere un detective che doti ci vogliono?
Ci vogliono coraggio, intelligenza, capacità deduttive, istinto e avere uno spiccato senso della giustizia. Ed un pizzico di sana cattiveria non può mancare.
Scrivi thriller storici, come si svolge il tuo lavoro di ricerca storica e sociale?
Libri, libri, fortissimamente libri. Poi mostre di quadri dell’epoca per percepire la vita quotidiana. Inoltre, consulto i documenti degli archivi, in particolare l’archivio storico di Genova. Indispensabile.
Genova e i suoi carruggi. La città è allo stesso tempo vittima e carnefice?
Genova è una protagonista assoluta in questo libro. E come ogni cosa viva ha in sé il bene e il male. Pietra può diventare un personaggio seriale o già pensi possa esserci una trasposizione cinematografica?
Pietra è un personaggio con molte sfaccettature che ben si presta a diventare seriale. Le basta una forcella da rabdomante e di certo troverà molti enigmi da risolvere. Credo che tutti i miei thriller possano diventare film, perché scrivo per immagini, curo molto i personaggi e procedo con continui colpi di scena. Se le mie trame hanno catturato i lettori, farebbero altrettanto con gli spettatori.

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