
“La Procura ha svolto un lavoro encomiabile – ha aggiunto – ed è stato applicato il massimo della pena. E’ ovvio che noicome genitori non ci daremo mai pace perché nostra figlia èmorta, mentre il suo assassino è vivo.”In questi casi, infatti – haaggiunto il padre di Fabiana Luzzi – la giustizia non esisteperché nostra figlia non c’è più e il suo assassino continua avivere”. “Avrei preferito l’ergastolo, anche se la giustizia deiminori non lo prevede – ha concluso Mario Luzzi – perché gli assassini non dovrebbero avere più vita, così come è avvenuto per le loro vittime”.(ANSA)




