non prevede il transito automatico dei dipendenti della ex società mista, impegnati in quei tirocini formativi agevolati dalla Regione Calabria, ma ormai in scadenza. E poi, una sorta di patto con il centrosinistra, per un vero e proprio repulisti nella burocrazia comunale dopo il voto.
Queste le richieste del Nuovo Centro Destra reggino che, questa mattina, ha indetto una conferenza stampa con Daniele Romeo, Franco Germanò e i consiglieri regionali Candeloro Imbalzano e Tilde Minasi, per denunciare le anomalie e i ritardi che stanno caratterizzando la nascita di una società mista a capitale interamente pubblico, e quindi il futuro dei lavoratori della Multiservizi.
Un processo, ricorda Romeo, che nel corso di questi ultimi interminabili 8 mesi, segnato da continue riunioni e tavoli tecnici, che però ha prodotto il risultato di ‘’essere tornati al punto di non ritorno’’. Il corpo del reato, secondo gli esponenti del Ncd è naturalmente l’atto di indirizzo licenziato da Palazzo San Giorgio che a detta dell’ex coordinatore cittadino del Pdl ‘’rappresenta un passo indietro rispetto agli accordi estivi siglati in Prefettura, e che prevede percorsi concorsuali per le assunzioni che introducono i criteri di moralità, dello stato di salute e dell’esperienza nel settore’’. Romeo critica i ‘’criteri di moralità’’ indicati in delibera domandandosi quali siano e chi li debba giudicare, puntando l’indice sulla Commissione straordinaria, rea di ‘’fare tutto il contrario rispetto a quanto stabilito e disattendendo gli impegni’’. Proprio per questo viene chiesto il ritiro della delibera: ‘’O si è preso in giro sindacati e lavoratori o, ci sembra, qualcosa è sfuggito di mano’’. Sicuramente il tempo. Romeo d’altra parte ricorda l’impegno messo in campo dalla Regione – sottolineando al tempo stesso come lo stesso Ente abbia prorogato i tirocini per un solo mese – e si domanda come sia possibile non essere arrivati ad una soluzione definitiva nel corso di tutti questi mesi. Ragionamento, questo, che gli serve per ribadire ad alta voce il dubbio che cova nel Ncd che fa notare come su Leonia e Multiservizi ad oggi non sia stato fatto ‘’nulla di risolutivo’’: ‘’Non è che la burocrazia vuole passare la palla alla politica?’’
E sorpreso dalla lettura dell’Atto di indirizzo si dice anche Franco Germanò, che affonda il dito nella piaga. Una piaga che per l’ex amministratore di Recasi Spa diventa un ‘’problema serio’’ fino a quando alla città non saranno dati gli strumenti per capire ‘’i danni che si stanno procurando’’. Anche Germanò riassume i termini della vicenda, sottolineando come i dirigenti demandati al compito di trovare ogni strada utile per la realizzazione della società in house abbiano sostanzialmente fallito, e dal punto di vista temporale quanto da quello sostanziale. ‘’Il dubbio – sostiene con forza – è che non si voglia risolvere il problema Multiservizi e non si voglia neanche costituire la società pubblica’’. Insomma per Germanò è tempo di ‘’alzare la voce’’ soprattutto perché ‘’con la procedura immaginata passeranno ancora dei mesi, se non anni’’. Anche lui sottolinea come la Regione abbia compiuto uno sforzo economico finalizzato all’assorbimento dei lavoratori nella nuova ipotetica società, e si domanda: ‘’Che senso ha spendere centinaia di migliaia di euro se i lavoratori non saranno assorbiti? Basta dare uno sguardo alla legge di Stabilità per sapere che i lavoratori potevano transitarvi. Ma niente di tutto questo è stato preso in considerazione. Anzi, si è tornati indietro di dieci anni’’.
Germanò è un fiume in piena e allarga l’orizzonte dei suoi dubbi anche alla gestione dei servizi: ‘’Non è vero che non si riparano le buche perché non ci sono i soldi. Anzi, per questo tipo di interventi di manutenzione sono stati impegnati ben 1,2 milioni di euro, ma con quali risultati?’’. Ma l’obiettivo di Germanò è anche un altro. Spera, infatti, con la sua denuncia, di scoperchiare secondi fini in chi ha la titolarità dei vari procedimenti, cioè la burocrazia comunale: Quando queste attività sono gestite dall’interno con il sistema dei Lavori pubblici, cioè ad intervento, tutti i tecnici dell’amministrazione che se ne occupano percepiscono il 2% dell’ammontare totale. Certo, è legittimo, ma è pur sempre un’anomalia della norma che ho sempre denunciato. Ma in questo caso a me fa sorgere più di un dubbio’’. Così come dubbioso si professa nel caso dell’affidamento dei lavori con la trattativa privata: ‘’Guarda caso i vincitori sono alcune imprese (sette) che sono state citate nella Relazione che ha decretato lo scioglimento’’. Insomma, delle due l’una: ‘’O si tratta di un’altra falla o i Commissari non ne sanno niente perché si tratta di determine dirigenziali’’. Per tutto questo Germanò chiede tempi certi per la costituzione della società in house e ‘’se non ce la fanno – aggiunge provocatoriamente – noi siamo disponibili a sostituirci a loro e in dieci giorni avranno la delibera’’.
Altro dubbio sollevato da Germanò è quello relativo alla creazione di due società in house, e quindi di due consigli di amministrazione: ‘’Con la Spending review si è stabilito che i rappresentanti del Comune in seno alle partecipate debbano essere dipendenti comunali e non più esterni: Questa è una vergogna’’ afferma, gettando nella mischia delle contestazioni anche la procedura di riconoscimento della Alte professionalità.
Ma Germanò fa di più, rivolgendosi a Sebi Romeo, lancia un appello agli avversari storici del Pd a fare fronte comune per il bene della città, attraverso un accordo, ‘’un patto d’onore’’ lo chiama, che veda, ad urne chiuse e quindi indipendentemente dal risultato, centrodestra e centrosinistra impegnati in una vera e propria pulizia negli apparati burocratici del Comune, colpendo soprattutto quelli che non fanno il bene della città.
Per Imbalzano, che esclude processi alle intenzioni descrivendo però l’intera vicenda come la Tela di Penelope, occorre ‘’uscire dagli equivoci, spendere bene le risorse e dare certezze ai lavoratori’’. Mentre la Minasi contrappone la ‘’concretezza della Regione’’ alla ‘’venir meno degli impegni da parte della Commissione’’.
cl. la.




