possiamo offrire lo stesso livello di qualche anno fa. Nel 2014 saremo 94 mila e non possiamo far fronte agli impegni demandateci come se fossimo ancora 110 mila”.
Questo era il grido di allarme lanciato dal Capo della Polizia Prefetto Pansa il 22 novembre u.s. Detto, fatto, il 2014 è arrivata e, puntualissima, si è abbattuta sulla si-curezza la mannaia della spending review .
Il 03 marzo u.s. il Ministero ha comunicato ai Questori delle Province il “Proget-to di razionalizzazione delle risorse e dei presidi della Polizia di Stato sul Territorio”, e-videnziando, si riporta testualmente, “l’esigenza di una condivisa razionalizzazione del-la dislocazione dei presidi di Polizia sul territorio, che tenga in debito conto la concla-mata carenza di organico in cui versano le Forze dell’Ordine e l’attuale congiuntura e-conomica”.
Impensabile che fosse questa la soluzione auspicata dal Signor Capo della Poli-zia quando evidenziò le gravissime criticità; che la sicurezza dei cittadini fosse trattata alla stregua di una merce qualsiasi, paragonabile e sacrificabile come gli affitti d’oro degli Uffici dei Parlamentari o altri privilegi e prebende difesi con inesplicabile proter-via dai beneficiari.
E’ un paese davvero strano il nostro, una realtà in cui sin dal 1956 si avvertì l’esigenza di procedere alla soppressione di enti che la Pubblica Amministrazione de-nominò “Enti Inutili”. Venne, addirittura, creato un nuovo ente che avrebbe dovuto procedere alla soppressione degli “Enti Inutili”. A tutt’oggi questi “Enti Inutili” esisto-no, il Governo Monti ne censì più di 500 oltre all’Ente che avrebbe dovuto procedere al loro scioglimento.
In realtà, oggi, neanche quello si riesce più a sciogliere! Essi rappresentano un pozzo senza fondo nel quale ogni anno vengono letteralmente buttati 10 miliardi di euro. Si dieci miliardi! Ma in nome della spending review si preferisce sacrificare la sicurezza dei cittadini per preservare forse sacche di privilegi che arrivano a costare ogni anno 10 miliardi, la cifra che il nuovo Governo ha destinato al taglio imposto dal famoso cuneo fiscale.
La rivisitazione della spesa pubblica dovrebbe essere il processo diretto a mi-gliorare l’efficienza della macchina statale nella gestione dell’intero apparato della Pub-blica Amministrazione. Ridurre i costi assicurando nel contempo servizi adeguati.
Al contrario, nel nostro caso ci troviamo di fronte ad un progetto unilateralmente elaborato, senza alcun confronto e che vanifica costi già sostenuti dalla P.A. per la formazione del personale della Polizia Ferroviaria, Polizia Stradale, della Polizia Postale.
Il progetto di revisione in argomento che comporterebbe la soppressione di circa 200 presidi di Polizia sull’intero territorio nazionale, prevede la soppressione di 11 Commissariati di P.S. 73 posti di Polizia Ferroviaria, 73 sezioni di Polizia Postale, 27 Sezioni e Sottosezioni di Polizia Stradale, 4 nuclei artificieri, 11 Squadre a cavallo, 4 sezioni di Sommozzatori, 50 Squadre Nautiche oltre che le rimodulazioni delle competenze di alcuni Compartimenti.
Tutto ciò andrebbe ad incidere indubitabilmente ed in maniera significativa sul sistema sicurezza in generale e, più pesantemente, in quei contesti territoriali, come la nostra regione, caratterizzata da una radicata presenza di criminalità organizzata e non, in cui ogni presidio di Polizia viene percepito dai cittadini come una sorta di a-vamposto della legalità, un imprescindibile punto di riferimento il cui smantellamento risulterebbe incomprensibile per gli stessi.
Ricapitolando i presidi che insistono sul territorio calabrese interessati dai tagli e quindi destinati alla soppressione sono:
COSENZA
1- POSTO DI POLIZIA FERROVIARIA COSENZA
2- SEZIONE POLIZIA POSTALE COSENZA
3- SQUADRA NAUTICA COSENZA (NON OPERATIVA)
CROTONE
1- POSTO POLIZIA FERROVIARIA CROTONE
2- SEZIONE POLIZIA POSTALE CROTONE
3- SQUADRA NAUTICA CROTONE
REGGIO CALABRIA
1- POSTO DI POLIZIA FERROVIARIA GIOIA TAURO
2- POSTO POLIZIA FERROVIARIA LOCRI
3- UFFICIO POLIZIA FRONTIERA MARITTIMA GIOIA TAURO
4-SQUADRA NAUTICA GIOIA TAURO
VIBO VALENTIA
1- SEZIONE POLIZIA POSTALE VIBO VALENTIA
Un vero e proprio controsenso per la nostra regione che rispetto ad altre realtà necessiterebbe di maggiore attenzione.
Si fa un gran parlare di emergenza criminalità in Calabria. Si invocano leggi spe-ciali si reclama un più alto livello di attenzione ma poi di fatto si pensa a tagliare le ri-sorse necessarie.
Nella piena consapevolezza della necessità di rivisitare i costi della spesa pubbli-ca anche in questo settore, riteniamo tuttavia che dovrebbero essere ben altri i criteri di razionalizzazione da applicare ad una materia delicata come la sicurezza. Nel novero dei principi ispiratori non può certamente esservi l’abbandono al loro destino di ter-ritori difficili come i nostri.
Colpiscono e determinano danni incalcolabili le previsioni di soppressione dei presidi della Polizia di Stato a Gioia Tauro che è il principale terminal di trasbordo del Mediterraneo o la chiusura della Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia così come quello di ogni singolo posto di Polizia della nostra Regione per ciò che è e rappresenta per i cittadini.
Appare oltremodo vergognoso ritenere che in una realtà ad alta densità criminale come quella calabrese ove le cosche hanno dimostrato e dimostrano un livello di efferatezza davvero preoccupante ed una ramificazione internazionale straordinaria si possa, solo pensare, di abbassare il livello di guardia.
Così come appare paradossale e grottesco che, a fronte di una crescita espo-nenziale dell’istanza di sicurezza dei cittadini, la risposta della politica sia quella di ri-durre i costi incidendo sensibilmente sull’efficienza complessiva delle forze dell’ordine.
Auspichiamo ed invochiamo a gran voce soluzioni più appropriate rispetto all’ormai classico taglio lineare anche in questo caso, il cui ricorso sarebbe esclusiva-mente un grosso favore alla criminalità e di cui pagherebbero un prezzo eccessivamen-te alto solo e soltanto i comuni cittadini.
Il Segretario Generale Regionale
Giuseppe Lupia




