
in cui venivano rigettate alcune istanze difensive in cui si chiedeva di sentire alcuni collaboratori di giustizia, come ad esempio Nino Lo Giudice e Giacomo Ubaldo Lauro, ha chiuso l’istruttoria di uno dei più importanti processi istruiti dalla Procura antimafia reggina contro la criminalità organizzata. Gli occhi adesso son tutti puntati sull’udienza di venerdì 14 quando il sostituto procuratore Giuseppe Lombardo inizierà la sua requisitoria. Requisitoria che, visto l’articolata attività di indagine e processuale, richiederà spazio anche nell’udienza di lunedì 17 marzo. Gli interventi difensivi inizieranno invece, a partire da venerdì 21. Il troncone ordinario del processo “Meta” è iniziato il 28 settembre del 2011 e dopo oltre due anni si appresta a vivere uno dei momenti più importanti considerato che il pm effettuerà le richieste di pena per i 23 imputati che hanno scelto di essere giudicati dopo il dibattimento. Alla sbarra ci sono i boss più carismatici delle famiglie reggine, in particolare Giuseppe De Stefano, Pasquale Condello, Giovanni Tegano e Pasquale Libri. Un procedimento basato sulle indagini in cui la Procura antimafia è fermamente convinta dell’esistenza di nuovi assetti criminali a Reggio Calabria dopo la guerra di mafia che ha insanguinato per quasi un decennio la città dello Stretto. Nuove alleanza dovute alla presunta pax mafiosa intercorsa fra le famiglie De Stefano, Tegano, Libri e Condello che si sarebbero “divise” equamente il territorio reggino, soffocando così l’intera economia e società attraverso un controllo capillare delle attività economiche e del giro delle estorsioni. E se il primo grado sta iniziando la salita verso la conclusione, il troncone abbreviato dello stesso processo sta invece già approdando in Cassazione. L’appello dell’abbreviato infatti si è concluso lo scorso undici giugno, e nonostante le pene dimezzate, comunque l’accusa ha retto, ponendo così un tassello importante per l’ufficio di Procura.
Angela Panzera




