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Impianto di compostaggio a Bisignano, iniziano i dubbi e l'ansia

9 Gennaio 2014
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 3 minuti
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Pugliano

Lo ha annunciato ufficialmente in una conferenza il 23 dicembre 2013, l’assessore all’Ambiente della regione Pugliano: il termovalorizzatore, o impianto di compostaggio che dir si voglia, sorgerà a Bisignano.

E non era difficile immaginare che poco dopo le reazioni sarebbero piovute copiosamente. Le numerose proteste in passato avevano rallentato la procedura, ma oggi l’accordo sembra trovato. Per questo molti non hanno esitato a dire la propria: “Preoccupazione, sconcerto, inquietanti dubbi ma anche vicinanza e solidarietà. Sono tanti i sentimenti che nutriamo in queste ore a proposito del mega impianto di compostaggio dei rifiuti che dovrebbe sorgere, il condizionale è quantomai stavolta un auspicio, nel cuore verde e rigoglioso della provincia di Cosenza, nel territorio di Bisignano al confine con Luzzi. Vogliamo capirne di più, dobbiamo capirne di più, la gente deve sapere la verità”.

Così Angelo D’Acri, segretario del Pd del circolo di Luzzi, affronta in una nota la delicata e spinosa questione che sta tenendo in ansia le comunità della media valle del Crati e che riguarda la costruzione del  mega impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere nel comune di Bisignano al confine con Luzzi. Un territorio vasto, a forte vocazione agricola e agrituristica ma soprattutto densamente popolato se teniamo conto della cerniera di paesi vi girano attorno. “Una vera e propria bomba ecologica” la definisce d’Acri a due passi da casa e da qui i sentimenti che vanno montando in queste ore. “Di preoccupazione,– continua d’Acri -. Non conosciamo nulla di questo progetto. La sua portata, l’impatto sulla salute dei cittadini, lo studio di fattibilità, l’affidabilità tecnica dello stesso. Conosciamo solo il terrorizzante potenziale di cui è capace questo impianto che dovrebbe smaltire 180mila tonnellate all’anno caratterizzandosi indubbiamente come il più grande centro di compostaggio del Mezzogiorno e sappiamo solo che la tecnica del trattamento dei rifiuti indifferenziati, viene ormai considerata obsoleta, dalla nuova logica dell’approccio dei rifiuti. Oggi le più sviluppate civiltà occidentali studiano come produrre meno rifiuti qui, nel cuore verde della provincia cosentina, se ne incentiva invece la produzione, peraltro indifferenziata, impiantando un colosso da 180mila tonnellate l’anno. continua ancora d’Acri – proviamo grande vicinanza e solidarietà per I cittadini che vivono e producono nella valle. Non nascondiamo poi sconcerto in merito a questa delicatissima faccenda – prosegue d’Acri -. Un impianto simile lo ritroviamo nel Mediterraneo a Cipro (non proprio l’avanguardia delle tecnologie occidentali) e da quelle parti hanno pensato bene di tenerlo lontano dai centri abitati. Sempre per restare agli esempi concreti come non tenere conto del “caso” Torino dove per la sola fattibilità di un impianto simile ci hanno lavorato per 17 mesi ben 46 persone. Forse un po’ di scrupolo, certamente di organizzazione in più rispetto ad esempio a quello che sta accadendo a Bisignano dove in poche settimane, e con un numero di persone che stanno in un pugno, si cerca di mettere dei punti tecnici fermi sulla fattibilità dell’impianto.

Questa preoccupazione, non l’ha avuta il sindaco di Bisignano ma neanche quello di Luzzi, Manfredo Tedesco, se è vero come è vero che tanto il primo quanto il secondo hanno partecipato questa estate al bando pubblico della Regione Calabria per vedere edificato nel proprio territorio il colossale impianto di compostaggio.I lavori se li è aggiudicati il Comune di Bisignano ma non deve sfuggire a nessuno che lo stesso Tedesco è poi ricorso al Tar per vedersi riconosciuto il diritto a costruire su Luzzi l’impianto. Ci piacerebbe sapere per esempio quanti luzzesi sono stati consultati questa estate quando Tedesco ha deciso di partecipare al bando della Regione. Così come ci piacerebbe sapere, adesso, quanti altri luzzesi Tedesco ha coinvolto prima di ricorrere al Tar proprio per difendere il diritto alla costruzione di un impianto imponente e pericoloso che un giorno dice di volere. Se non è quantomeno con superficialità che sta agendo Tedesco non sapremmo allora come definire, in peggio ovviamente, il suo metodo complessivo. Con la salute dei cittadini non si scherza. Per quanto è e sarà nelle nostre possibilità – conclude d’Acri – lotteremo con tutti i mezzi a disposizione per stare dalla parte dei cittadini e degli interessi della media valle del Crati. Vogliamo chiarezza, vogliamo saperne di più e subito”.

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