Di seguito la nota diffusa da Demetrio Costantino (Presidente Cids):
Non conosciamo personalmente Rosy Canale Presidente dimissionaria dell’Associazione “ Movimento Donne di San Luca”, seguivamo però , senza grande convinzione,le iniziative del movimento per combattere la criminalità organizzata.
L’inchiesta “ Inganno” ; le accuse di malversazione e truffa formulate dovute , dicono i difensori, a frasi estrapolate in diverse contesti e intercettazioni degli anni scorsi ; l’arresto della Signora Canale ; i facili rapporti con altissime Autorità ; l’erogazione di consistenti contributi da parte di Enel Cuore, Ministero della Gioventù, Presidenza del Consiglio Regionale e della Prefettura dirottati sembrerebbe per finalità diverse da quelli statutari ,hanno indotto tanti, noi compresi, a una severa riflessione sull’Antimafia.
Intanto dovrebbe essere chiaro che, per costruire percorsi credibili per un rinnovamento politico, etico, morale di Reggio e della Calabria, occorrerebbe non criminalizzare tutti pregiudizialmente, ne attenuando il rispetto dello stato di diritto, regole e principi.
Il CIDS,recentemente e pubblicamente ha posto all’attenzione delle istituzioni alcuni problemi relativi anche all’assegnazione spesso discrezionale dei beni confiscati, ai risarcimenti per le vittime o familiari di vittime chiedendo la pubblicazione dei beneficiati con gli importi accreditati, dare priorità nell’assegnazione dei beni per sedi unitarie dell’Associazionismo Antimafia, pervenire ad adeguare la legislazione antimafia soprattutto nella parte riguardante la certezza della pena. Ma si è dovuto registrare ampio vuoto della politica e mancanza di incisivi indirizzi dei vari Governi.
Premesso questo a noi sembra molto opportuno e tempestivo il commento del legale della Signora Canale, Avv. Giancarlo Liberati.
Infatti, cosa c’entra l’accusa formulata dalla DDA con il libero esercizio di un diritto per partecipare a una esposizione? Sono o no cose distinte o una accusa,può rappresentare , segno incancellabile per le persone da mettere al bando?
L’episodio avvenuto la notte di capodanno coinvolgendo la Signora Canale suscita amarezza profonda per tre fondamentali motivi. Il primo, perché la Signora Canale si era recata a visitare una mostra o esposizione dopo avere letto la notizia , apparsa su facebook ,che inizialmente si svolgeva in luogo privato fino a mezzanotte e pubblico dopo mezzanotte come dall’invito a tutti i cittadini a partecipare. Perche, dopo la richiesta avanzata dall’Avv Liberati e la Canale rimessa in libertà dal Tribunale della libertà , avrebbe dovuto rinunciare a un pubblico invito privandosi di vedere una esposizione o mostra? Quindi è stato o no un gesto scortese e sbagliato dei compiacenti signori sulla presenza non gradita della Signora Canale?. Si pensa davvero che in questo modo, si combatte seriamente criminalità e collusioni?. Il secondo motivo, è che questo modo di pensare e agire , se dovesse diventare prassi, potrebbe rafforzare forme sbagliate discostandosi dalla razionalità.
Il terzo motivo, è che, per poter combattere seriamente una pericolosa criminalità organizzata e senza scrupoli, occorrerebbe non solo un grande comune impegno delle istituzioni, ma anche attenersi al principio costituzionale, senza mai derogare, sulla presunzione di innocenza fino a sentenza e dopo i tre gradi di giudizio evitando immensi e disastrosi problemi per persone coinvolte, loro famiglie , la società stessa.
E’ perciò auspicabile che presto si possa pervenire alla verità sulle accuse alla rappresentante di una Associazione sorta in un Comune, purtroppo noto anche per le strategie stragiste, faide, efferati omicidi, illegalità diffusa, collusioni impensabili con settori della politica, della Pubblica Amministrazione e delle varie istituzioni.
Per questo, occorrerebbero non prediche, incoerenze ma fatti per una svolta.
Demetrio Costantino Presidente CIDS (Comitato Interprovinciale per il diritto alla sicurezza)
4.1.2014




