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Discarica La Battaglina, Legambiente chiede ai Comuni di S. Floro e Borgia di attivare l'autotutela

22 Agosto 2014
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Di seguito la nota diffusa dall’ufficio stampa: Tramite posta elettronica certificata è stato inviato ai Comuni di Borgia e San Floro un documento di oltre 14 pagine con il quale Legambiente Calabria Onlus argomenta la richiesta di attivare il regime di autotutela , legge 241/90 ,consistente nella facoltà di ritirare un atto dalla stessa emanato o sospenderlo su iniziativa sua o di terzi interessati in quanto affetto da vizi

tali da renderlo  illeggittimo.
Il documento, sottoscritto da Anna Parretta, del Centro di azione giuridica Legambiente Calabria, Andrea Dominijanni, vicepresidente Legambiente Calabria,  Aldo Perrotta, presidente del circolo Airone di Catanzaro e Francesca Mendicino, presidente del circolo di Girifalco, entra nel merito del progetto denominato “Isola Ecologica Battaglina”, evidenzia le seguenti illegittimità:  l’impianto che deve essere  espressamente sottoposto per legge a procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale) , in base al documento del Dipartimento Politiche dell’Ambiente – Nucleo VIA-IPPC datato 16.02.2009. ,risulta avere  «una valutazione altamente negativa sulla realizzazione dell’opera.”  Il documento  evidenzia quanto segue: l’area ricade in zona boscata interessata da macchia mediterranea  derivante da rimboschimento con eucalipti e grandi querce;   l’ area è stata danneggiata da un incendio; l’area risulta distante dal torrente a valle solo 150 metri; dal punto di vista geomorfologico l’intervento modificherebbe sostanzialmente il sistema di deflusso delle acque meteoriche; l’area è sottoposta a vincolo in merito agli incendi boschivi; l’area è compresa in zona sismica cat. 1; l’area ricade in zona agricola (E) ed è sottoposta a vincolo tutorio-forestale; la discarica per rifiuti prevede (1 lotto da 456.000 mc) anche lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto; potrebbero esserci pericoli per gli abitanti a causa della possibile dispersione di fibre di amianto provenienti dalla discarica essendo il nucleo abitato del Comune di Girifalco località Muruttu situato a 1 km; dai sondaggi effettuati la coltre sedimentaria affiorante risulta costituita in profondità da litologie comprendenti prevalentemente conglomerati e sabbie almeno fino alla profondità investigata di 25 metri che poggiano su argille; il coefficiente di permeabilità dei materiali affioranti non raggiunge il livello richiesto dalla normativa vigente per la realizzazione del progetto; non vi è chiarezza sull’andamento della falda in profondità nei litotipi permeabili; il sito è interessato da un sistema idrico superficiale costituito da fossi e incisioni con orli di scarpate a volte instabili che verrebbe ad essere eliminato dai lavori previsti in progetto; la discarica per rifiuti non pericolosi prevede (2. lotto da mc 2.480.000) anche lo smaltimento di rifiuti urbani non prevista dal Piano gestione rifiuti della Regione Calabria oltre che non necessaria; la realizzazione dell’opera non presenta le caratteristiche di rilevante interesse pubblico». Questa la conclusione del documento regionale
Nel procedimento è presente un provvedimento AIA (autorizzazione integrata ambientale) che in alcun modo può considerarsi sostitutivo della VIA e che comunque contiene precise prescrizioni in relazione all’impianto non ottemperate. Si sottolinea inoltre nel documento che l’impianto non risulta autorizzato dalla Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Queste le valutazione ambientali ma l’impianto risulta privo non solo delle caratteristiche necessarie per la sua realizzazione ma anche di quelle relative all’autorizzazione all’esercizio.
Viene evidenziato che l’area è gravata da uso civico e che  è soggetta a cinque vincoli inibitori assoluti accertati del Corpo Forestale dello Stato.
Tutti  elementi che legittimano la richiesta di sospensione degli atti ai due Comuni . Solo in questo modo sarà possibile  riportare legalità e ridare come sancisce  la Convenzione di Aarhus   ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali concernenti l’ambiente.

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