tali da renderlo illeggittimo.
Il documento, sottoscritto da Anna Parretta, del Centro di azione giuridica Legambiente Calabria, Andrea Dominijanni, vicepresidente Legambiente Calabria, Aldo Perrotta, presidente del circolo Airone di Catanzaro e Francesca Mendicino, presidente del circolo di Girifalco, entra nel merito del progetto denominato “Isola Ecologica Battaglina”, evidenzia le seguenti illegittimità: l’impianto che deve essere espressamente sottoposto per legge a procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale) , in base al documento del Dipartimento Politiche dell’Ambiente – Nucleo VIA-IPPC datato 16.02.2009. ,risulta avere «una valutazione altamente negativa sulla realizzazione dell’opera.” Il documento evidenzia quanto segue: l’area ricade in zona boscata interessata da macchia mediterranea derivante da rimboschimento con eucalipti e grandi querce; l’ area è stata danneggiata da un incendio; l’area risulta distante dal torrente a valle solo 150 metri; dal punto di vista geomorfologico l’intervento modificherebbe sostanzialmente il sistema di deflusso delle acque meteoriche; l’area è sottoposta a vincolo in merito agli incendi boschivi; l’area è compresa in zona sismica cat. 1; l’area ricade in zona agricola (E) ed è sottoposta a vincolo tutorio-forestale; la discarica per rifiuti prevede (1 lotto da 456.000 mc) anche lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto; potrebbero esserci pericoli per gli abitanti a causa della possibile dispersione di fibre di amianto provenienti dalla discarica essendo il nucleo abitato del Comune di Girifalco località Muruttu situato a 1 km; dai sondaggi effettuati la coltre sedimentaria affiorante risulta costituita in profondità da litologie comprendenti prevalentemente conglomerati e sabbie almeno fino alla profondità investigata di 25 metri che poggiano su argille; il coefficiente di permeabilità dei materiali affioranti non raggiunge il livello richiesto dalla normativa vigente per la realizzazione del progetto; non vi è chiarezza sull’andamento della falda in profondità nei litotipi permeabili; il sito è interessato da un sistema idrico superficiale costituito da fossi e incisioni con orli di scarpate a volte instabili che verrebbe ad essere eliminato dai lavori previsti in progetto; la discarica per rifiuti non pericolosi prevede (2. lotto da mc 2.480.000) anche lo smaltimento di rifiuti urbani non prevista dal Piano gestione rifiuti della Regione Calabria oltre che non necessaria; la realizzazione dell’opera non presenta le caratteristiche di rilevante interesse pubblico». Questa la conclusione del documento regionale
Nel procedimento è presente un provvedimento AIA (autorizzazione integrata ambientale) che in alcun modo può considerarsi sostitutivo della VIA e che comunque contiene precise prescrizioni in relazione all’impianto non ottemperate. Si sottolinea inoltre nel documento che l’impianto non risulta autorizzato dalla Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Queste le valutazione ambientali ma l’impianto risulta privo non solo delle caratteristiche necessarie per la sua realizzazione ma anche di quelle relative all’autorizzazione all’esercizio.
Viene evidenziato che l’area è gravata da uso civico e che è soggetta a cinque vincoli inibitori assoluti accertati del Corpo Forestale dello Stato.
Tutti elementi che legittimano la richiesta di sospensione degli atti ai due Comuni . Solo in questo modo sarà possibile riportare legalità e ridare come sancisce la Convenzione di Aarhus ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali concernenti l’ambiente.




