
d’Europa”, nonostante si tratti, prevalentemente, di un’isola ecologica. Ma come mai? Qual è la storia di questa immensa area territoriale, più di 100 ettari di terra, data in uso, dietro un corrispettivo, ad un privato? Ieri, dopo gli accessi agli atti, gli attivisti del meetup catanzarese del Movimento 5 Stelle, hanno presentato la loro relazione sulla “Battaglina”. A discuterne, presso la sala “Concerti” del Comune di Catanzaro, il deputato Paolo Parentela, gli avvocati Nuccio Cantelmi e Nicola Gambardella e l’ingegnere Dario Pelaggi, che hanno illustrato le loro perplessità sulla realizzazione del progetto e il loro intento di aderire alla protesta cittadina già in corso. Si tratta di un progetto, secondo il M5S, inattaccabile dal punto di vista tecnico, ma che lascia più di un dubbio e di una perplessità, tanto per il valore naturalistico della zona, quanto per i permessi rilasciati “troppo frettolosamente e superficialmente” alla società che ha ottenuto l’uso dell’area, la “Sirim srl”. “L’opera che stanno realizzando con le vasche in via di costruzione – introduce Nuccio Cantelmi attivista M5S –, ormai deve essere definita una vera e propria discarica e il Movimento 5 Stelle, non poteva esimersi dall’appoggiare la battaglia contro questo mostro che sta per venire alla luce. Quello che noi vorremmo e che spero venga fuori durante questa conferenza è che è necessaria una vera e propria politica contro i sistemi di discarica ed i termovalorizzatori che non sono utili all’obiettivo che l’Europa ci chiede di Rifiuti Zero”.
La battaglia all’isola ecologica “Battaglina”, dura da anni, oramai, e vede protagonisti i cittadini, non solo di San Floro, ma anche di Girifalco, Borgia e di tutto il circondario, schierati insieme, contro il sorgere di quest’isola che secondo loro non è concepita come tale. “E’ chiaro – spiegano alcuni rappresentanti del comitato ‘No Battaglina’ – che non si tratta di un’isola ecologica considerate le vasche in costruzione, ma a prescindere da ciò, parliamo di numerosi vincoli amministrativi che verrebbero violati”. Questo emerge chiaramente dalla relazione di 21 pagine redatta dai tecnici del Movimento 5 Stelle, che hanno ricostruito dettagliatamente la storia dell’isola: “L’idea iniziale è quella di isola ecologica con annessa discarica per inerti – sottolinea l’ingegnere Pelaggi – ad ora, però, si sta realizzando solo la discarica. La vicenda risale a 45 anni fa, quando negli anni ’60 fu realizzato un rimboschimento per mitigare il rischio idrogeologico. Questi stessi terreni, dopo il rimboschimento vengono restituiti al Comune di Borgia che si impegna a salvaguardare lo stato dei luoghi, salvo poco dopo, in emergenza, chiedere un nulla osta per fare su quell’area una discarica temporanea. Nel ’96 parte il progetto dell’isola ecologica con tutte le richieste di autorizzazioni del caso. In realtà su quell’area esistono una serie di vincoli che non possono essere derogati. Vincolo boschivo, vincolo incendio e vincolo di uso civico. Si tratta di una responsabilità condivisa dalle susseguenti amministrazioni, considerato che non ci sono dei nulla osta per superare quei vincoli. L’unico esistente è quello relativo al rimboschimento compensativo”. Gli interessi economici dei Comuni
Secondo quanto si evince dalla relazione del M5S “il Comune di Borgia concede alla SIRIM s.r.l. l’uso di un terreno, ricadente amministrativamente nel Comune di S. Floro, per 40 anni + 40 (tacita proroga) al costo di 200.000 € annui più una macchina operatrice “Terna””. Anche S. Floro avrebbe i suoi interessi, “Il Comune di S. Floro (in seguito a delibera autorizzativa del Consiglio Comunale n.27 del 17.12.2007) concede (20.000€ annui + 50.000€ una tantum + conferimento gratuito per 10 anni per Comune e operatori con insediamenti produttivi nel territorio comunale di rifiuti autorizzati ad essere trattati nell’impianto, dopo 10 anni costo 50% rispetto al costo di mercato + assunzione addetti residenti in S.Floro) con convenzione del 10.07.2008 parere favorevole ed autorizza la realizzazione, la gestione e manutenzione dell’isola ecologica in oggetto secondo quanto riportato nel progetto esecutivo che verrà prodotto in seguito”. Il sindaco intanto, in via cautelativa, starebbe per deliberare una revoca o una sospensione, non è ancora chiaro, dei lavori della discarica (LEGGI LA DELIBERA DI SOSPENSIONE LAVORI).
I vincoli
“C’è da specificare – chiarisce Nicola Gambardella – che sul vincolo da incendio boschivo la legge stabilisce il divieto per 15 anni di mutare la destinazione ed il divieto assoluto per 10 anni di edificare. Nessuno di questi divieti è stato rispettato”. Sulla questione, Paolo Parentela, intende presentare un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti per sottolineare quanto “tutto questo sia il frutto della solita politica che cerca di nascondere la polvere sotto al tappeto – dichiara il portavoce alla Camera del M5S –. Questa vicenda è l’emblema della Calabria la cui amministrazione punta su discariche e termovalorizzatori. La solita politica che elimina i rifiuti dalla strada per bruciarli e poi farli respirare ai cittadini”. Si parla di un’area di più di 100 ettari che il Comune ha dato in uso ad un privato per la realizzazione dell’isola ecologica, ancora oggi non funzionante, sulla quale dunque esistono ancora vincoli inibitori.
Il triangolo dei veleni
“Di questa area a discarica sono stati destinati ben 12 ettari – conclude l’ingegnere Pelaggi – si tratta potenzialmente della più grande discarica d’Europa, che sorgerebbe in un punto molto problematico per la popolazione e cioè al centro tra Alli e Pianopoli, di cui è stato annunciato l’ampliamento e che farebbero della fascia di terra al centro, il triangolo dei veleni”. “Lì vicino, infatti – continuano i rappresentanti del comitato ‘No Battaglina’ – sorge un bacino acquifero della Sorical, forse il più grande da cui attinge acqua e tre pozzi che alimentano San Floro e parte di Catanzaro”. Si parla, qualora dovesse essere ultimata e resa operativa, di 3 milioni di metri cubi di rifiuti che sarà possibile conferire in questa discarica. 25 milioni di euro come investimento iniziale per un progetto che vedrà la realizzazione di una discarica grande 10 volte quella di Pianopoli, attualmente l’unica a ricevere rifiuti.
La relazione
“Fin da subito abbiamo avuto l’impressione che il progetto dell’impianto tecnologico fosse ineccepibile dal punto di visto puramente tecnico, in seguito ai diversi accessi agli atti e il reperimento di documentazione progettuale ci è stata data conferma di quanto ci era parso. Al contempo è sorto un dubbio sull’iter autorizzativo, perché in occasione dei diversi sopralluoghi effettuati in cantiere e all’esterno dello stesso, la cosa che risalta immediatamente all’attenzione anche ai non esperti del settore, è l’elevatissimo valore naturalistico dell’area.
Ci siamo quindi impegnati in un’ardua trafila burocratica per reperire tutta la documentazione possibile in merito alla regolarità delle autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell’opera”. Esordisce così la relazione che continua, con i capitoli sugli aspetti tecnico-burocratici relativi agli accessi agli atti. Dalla lettura della relazione è possibile evincere che su quella determinata area esistono 4 diversi tipi di vincoli inibitori mai regolarmente rimossi: Come si è potuto comprendere, l’area denominata Battaglina sulla quale è in corso la realizzazione del progetto denominato “Isola Ecologica Battaglina” risulta essere soggetta a almeno 4 tipi di vincoli:
– Usi civici;
– Vincolo paesaggistico ambientale;
– Vincolo idrogeologico e forestale;
– Vincolo derivante da incendio.
Quello che sconcerta e che rende rabbiosi i cittadini è come sia possibile che nonostante l’esistenza di tutti questi vincoli, la Sirim, abbia ottenuto l’iniziale concessione di utilizzo del terreno e la successiva autorizzazione con decreto, ad iniziare i lavori, passando attraverso tutto questo iter (che si riporta interamente estrapolato dalla relazione):
“Con Decreto n. 16278 del 08.09.2009 il Dip. Ambiente rilascia “Giudizio di Compatibilità ambientale ed autorizzazione integrata ambientale” per il progetto di smaltimento e recupero rifiuti denominato “Isola Ecologica Battaglina”. Il Dip.Ambiente analizzati gli atti inerenti il procedimento istruttorio, in particolar modo:
– il parere del Comune di S.Floro acquisito agli atti con prot. 4214 del 24.02.2009;
– parere ASP Catanzaro acquisito agli atti con prot. n.4215 del 24.02.09;
– parere della Provincia di Catanzaro acquisito agli atti con prot. n.5694 del 12.03.2009;
– il parere dell’ArpaCal acquisito agli atti con prot. n.10035 del 08.05.09;
– parere Dip. Agricoltura Foreste e Forestazione n. 24225 del 27.05.09 acquisito agli atti con prot. 12 del 11.06.09;
– il
parere del Nucleo VIA-VAS-IPPC acquisito agli atti con prot. 16933 del 04.08.09;
– i Verbali delle Conferenze dei Servizi del 25.02.09, 03.04.09, 11.06.09 (esiste altra CdS del 26.04.2010) decreta:
giudizio favorevole e di rilasciare AIA per l’impianto in oggetto assegnando codice IPPC (All.I al DLgs 59/2005) 5.1 “Impianti per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi, della lista di cui all’art. 1, par. 4 della direttiva 91/689/CEE quali definiti negli allegati IIA e IIB (operazioni R1, R5, R6, R8 e R9) della direttiva 75/442/CEE e del Consiglio del 16 giugno 1975, concernente l’eliminazione degli oli usati, con capacità 10 tonnellate al giorno”. 5.4 “discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate ad esclusione delle discariche per i rifiuti inerti”;
– il rispetto delle condizioni, i valori limite di emissione e le prescrizioni gestionali riportate negli allegati al decreto;
– ArpaCal ai sensi dell’art. 11 DLgs 59/2005 accerterà la conformità degli impianti alle condizioni dell’AIA, la regolarità dei controlli a carico del gestore, soprattutto in merito alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell’inquinamento e del rispetto dei valori limite di emissione”.




