
Quando è scoppiato il conflitto in Iraq, Berlusconi è voluto andare in guerra ma gli italiani appendevano la bandiera della pace sui balconi. Se tutti quei soldi fossero stati destinati agli italiani non avremmo adesso tutti questi problemi”. Così il Premio Nobel per la Pace Betty Williams ospite d’eccezione di “Confini”, il programma internazionale di arti visive del Mediterraneo a cura della Fondazione Horcynus Orca (in associazione temporanea d’imprese con la rete europea dell’economia sociale Reves Aisb, Fondazione di Comunità di Messina, Mana Chuma Teatro, Circolo del cinema Charlie Chaplin, Associazione culturale “Le rane”), in collaborazione con l’Università Mediterranea e il Comune di Scilla, ha aperto nel salone delle Conferenze della Provincia, la lectio magistralis sul tema “Economie e culture della pace nel Mediterraneo”. L’attivista nordirlandese insignita nel 1976 della massima onorificenza riservata ai costruttori di pace, parla agli studenti reggini del suo impegno a favore della cultura e dei bambini “la prima leva per la risoluzione pacifica dei conflitti”, nella cornice di una manifestazione che pone al centro l’arte come occasione di trasformazione sociale e territoriale. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa secondo il quale “bisogna creare una rivoluzione bancaria perchè sono le banche che bloccano la crescita di questo Paese”, il responsabile della Libera Università dell’Educare (Lude) Mario Schemi, il segretario di Sefea (Federazione Banche etiche) Fabio Salviato, il segretario generale Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta, Luisa Brunori responsabile della Grameen Foundation Italia.

“Adesso l’Italia sta attraversando una fase molto difficile, una forte recessione e il periodo è particolarmente pesante per le nuove generazioni – afferma Betty Williams – Ma io oggi, sono qui perché credo fortemente nella banca etica, nel sistema di banca etica, un progetto che è stato messo in atto e funziona bene nel Sud Italia, in questa Regione. In Italia, le banche stanno derubando le persone, le tasse a cui sono sottoposti gli italiani sono troppe, si è persino parlato di prelievi forzati dai conti degli italiani e questo è assolutamente sbagliato. I giovani vorrebbero un futuro migliore e non vogliono emigrare, vogliono restare qui ma non possono farlo a causa delle banche. C’è sempre una soluzione nella vita per qualunque problema: ognuno di noi può fare qualcosa, ogni persona deve fare qualcosa per agevolare il cambiamento. Anche i media, anzi proprio questi, hanno un potere enorme per trasmettere la verità e per porre delle domande che portano alla verità”.
Durante la proiezione di un filmato, il premio Nobel dimostra come è possibile il cambiamento anche al Sud e prende come esempio la Fondazione “Città della Pace”, con sede nei comuni lucani di Sant’Arcangelo e di Scanzano Jonico, luogo che il Governo italiano aveva destinato a diventare deposito nazionale di scorie nucleari.
“Nel 2003 durante la mobilitazione popolare in risposta al progetto di localizzare un deposito di materiale radioattivo in Basilicata a Scanzano Jonico, insieme a migliaia di cittadini, abbiamo realizzato la Città della Pace per ospitare i bimbi che vivono in situazioni di pericolo nel mondo, un progetto a sostegno di un utilizzo alternativo di questo territorio. Anche per la Calabria ci sono tanti progetti da realizzare ma voi sapete cosa non funziona qui. Non sta a me dire cosa si deve fare, sappiate però che le donne irlandesi hanno cambiato le sorti dell’Irlanda del Nord quindi le donne possono cambiare l’Italia. Perché non abbiamo in Italia una donna primo Ministro? – domanda ai presenti l’attivista nordirlandese – In questo Paese, ci sono molte donne capaci e se dovessimo fare peggio degli uomini, cosa molto difficile, restituiremo il testimone”.
E alla fine prima di congedarsi, ai tanti studenti, docenti, amministratori locali presenti in sala, Betty Williams lancia un ultimo appello: “Dobbiamo istruire le persone, educarle dal punto di vista umano e non solo professionale. Vogliamo vivere e amare e costruire una società giusta e pacifica. Vogliamo che i nostri figli possano vivere con gioia e in pace a casa, sul luogo di lavoro e di gioco. Ma per costruire una società così sarà necessaria dedizione, coraggio e molto lavoro”.




