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Rifiuti: Scopelliti e Pugliano ci (ri)provano con i conferimenti fuori Regione. I dettagli del nuovo bando

14 Dicembre 2013
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 5 minuti
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di Stefano Perri
– E’ stato presentato pochi giorni fa il nuovo bando indetto dalla Regione Calabria per l’affidamento del servizio di ”accettazione, imballaggio, stoccaggio temporanee, carico,

trasporto, recupero e/o smaltimento in ambito internazionale comunitario dei rifiuti prodotti in Calabria”. Una procedura che prevede in sostanza la possibilità per la Regione di affidarsi, per la durata complessiva di un sei mesi prorogabili per altri sei, ad una ditta privata per il trasferimento dei rifiuti al di fuori del territorio calabrese, con l’obiettivo di alleggerire il ciclo regionale ormai da più di un anno al collasso.

 

Il bando stesso, nella sua sezione capitolato speciale dell’appalto, riconosce che in Calabria ”il sistema di trattamento/smaltimento dei rifiuti urbani conosce una situazione di estrema difficoltà”.

UN QUADRO DEVASTANTE – ”I sette impianti – si legge ancora nel bando – di trattamento meccanico-biologico (TMB) presenti sul territorio regionale (Rossano (CS), Lamezia Terme (CZ), Catanzaro, Crotone, Gioia Tauro (RC), Siderno (RC), Sambatello (RC)), non hanno la capacità per trattare la totalità dei rifiuti indifferenziati prodotti, mentre le poche discariche pubbliche sono ormai prossime alla saturazione e le volumetrie private attualmente disponibili non sono in grado di assicurare, per tempi adeguati a quelli richiesti dalla realizzazione di nuovi volumi, lo smaltimento degli scarti di lavorazione e del rifiuto tal quale eccedente la capacità di trattamento impiantistico. Inoltre, attualmente l’impianto sito in loc.tà Sambatello di Reggio Calabria non è attivo, ma da esso si opera solamente il trasferimento dei rifiuti in discarica”.

Quanto ai numeri, l’analisi del dipartimento ambiente della Regione Calabria è impietosa: a fronte delle circa 2250 t di rifiuto tal quale prodotto quotidianamente (su base annua di 365 gg), le capacità nominali di trattamento si attestano sulle 1050 t, con un deficit di circa 1200 t al giorno. In sostanza la Calabria riesce a smaltire meno della metà dei rifiuti prodotti ogni giorno sul suo territorio.

Il risultato è che, come si legge anche nel bando, ”buona parte dei rifiuti urbani prodotti non ha possibilità di essere trattata in idoneo impianto e sino ad oggi sono stati conferiti direttamente in discarica come tal quale, in virtù delle Ordinanze contingibili ed urgenti n. 41/2013 e n. 146/2013, emesse dal Presidente della Regione”. Procedure che, nonostante il carattere di urgenza, hanno provocato un sovraccarico nella discarica di Pianopoli che entro pochi mesi potrebbe raggiungere un livello di massima saturazione, con conseguenze realmente catastrofiche per la Calabria.

Per evitare ciò, ”il Dipartimento Politiche dell’Ambiente, attraverso le Linee guida per la rimodulazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Calabria ha già individuato la direttrice verso cui muoversi, partendo dall’attuazione di idonee misure volte a favorire, nel breve, un rapido aumento della percentuale di raccolta differenziata nonché ha identificato gli interventi necessari per il completamento e l’ammodernamento, con adeguamento normativo, degli impianti tecnologici esistenti”.

Come raccontato più volte sulle colonne di questo giornale, dall’Assessorato all’ambiente, che ha preso in carico il sistema regionale dei rifiuti dopo la cessazione dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale, ha ribadito la necessità di riqualificare gli impianti esistenti, costruirne di nuovi, e nel frattempo insistere sul ciclo della differenziata per ridurre la produzione complessiva.

I CONFERIMENTI FUORI REGIONE – Entrando nel merito la Regione chiede con il nuovo bando che l’impresa concorrente indichi gli impianti dove intende smaltire i rifiuti conferiti, allegando ovviamente anche una dichiarazione di accettazione dello smaltitore autorizzato secondo la normativa comunitaria. Ciò significa che i rifiuti potrebbero essere smaltiti ovunque in Europa. Ad esempio la Germania ha manifestato più volte l’intenzione di prenderli in carico all’epoca dell’emergenza rifiuti in Campania.

REGGIO E COSENZA LIBERANO CATANZARO – La procedura prevista dalla Regione coinvolge i territori di Cosenza e Reggio Calabria, liberando in questo modo lo spazio per il conferimento del territorio di Catanzaro presso la discarica di Pianopoli. Per quanto riguarda la provincia di Cosenza il bando indica che il sito di stoccaggio dei rifiuti  dovrà essere in un luogo facilmente accessibile, eventualmente anche nel ”capannone adibito a trattamento della RD secca, presso l’impianto tecnologico di Rossano”.

Per quanto riguarda Reggio invece la Regione ”metterà a disposizione dell’appaltatore gli stabili presenti presso l’esistente impianto di trattamento di Reggio Calabria ove poter accettare e stoccare il rifiuto tal quale nonché allestire un centro di imballaggio ovvero effettuare le operazioni di trasferenza dei rifiuti dai vettori comunali sui propri vettori”. In ogni caso l’appaltatore ”potrà indicare propri stabili (o in ogni caso che siano nella propria disponibilità), ubicati nella predetta provincia, facilmente accessibili a mezzi pesanti, ove i comuni potranno conferire i propri rifiuti”.

Per quanto riguarda il trasporto dei rifiuti – si legge ancora nel bando – ”qualora la scelta dovesse ricadere sul vettore navale, si rappresenta che possono essere utilizzati per l’esecuzione del servizio i soli porti di Corigliano Calabro (per l’area della provincia di Cosenza) e di Reggio Calabria (per l’area della provincia di Reggio Calabria)”.

I TEMPI – In entrambi i casi ”l’appaltatore avrà cura di individuare uno o più stabili industriali ove, a proprie cure e spese, dovrà provvedere ad allestire un centro di imballaggio e stoccaggio temporaneo dei rifiuti, prima del loro carico e trasporto a destino”. E’ richiesta inoltre, ”pena esclusione dalla gara, l’installazione di almeno due linee di imballaggio al fine di assicurare la continuità del servizio in caso di avaria di una di esse”.

La ditta appaltatrice avrà un tempo complessivo di 120 giorni dalla comunicazione dell’assegnazione della gara per completare le procedure necessarie all’attivazione del servizio e fornire tutte le documentazioni necessarie in termini di sicurezza.

IL VECCHIO BANDO – La Regione ci riprova dunque. Il primo bando era naufragato, a metà dello scorso mese di settembre, quando il Tar aveva bocciato la ”procedura negoziata ristretta” che individuava tramite manifestazione d’interesse un soggetto per il servizio di smaltimento rifiuti fuori regione per un periodo di minimo sei mesi.

Alla prima selezione, poi bloccata, la Regione aveva invitato le ditte Sogliano Ambiente, Vergine, Linea Ambiente, Markab Group, Ecosistem, C.T.C. Consorzio Trasportatori Crotonesi, Pronto Intervento Sida, Crotoscavi Costruzioni Generali e Salvaguardia Ambientale, escludendo di conseguenza tutte le altre potenzialmente interessate all’espletamento del servizio.

In quella occasione Tribunale Amministrativo regionale aveva accolto l’istanza cautelare della ditta ”Duemme Ecologia Srl” con sede a Bari, che si era opposta alla procedura utilizzata dal Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria.

Procedura oggi nuovamente indetta, con la speranza che questa volta possa avere miglior fortuna.

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