Doppio verdetto emesso dalla Corte di Cassazione nelle udienze del 5 e 6 dicembre.
Con la prima pronuncia (il dispositivo di sentenza è stato letto dal Presidente della Prima Sezione Penale alle ore 20,00 del 5 dicembre) è
stato annullato senza rinvio e, dunque, in termini definitivi dal punto di vista cautelare, il provvedimento di sequestro della Società SGS Group S.r.l., titolare di numerosi punti vendita del settore alimentare nella Città di Reggio Calabria (supermercati SMA), disposto nel gennaio di quest’anno in ragione di presunte aderenze degli imprenditori Crocè con ambienti malavitosi.
Con la seconda sentenza, invece (il relativo dispositivo è stato letto, questa volta, alle 19,00 del 6 dicembre) è stato dichiarato inammissibile il ricorso proposto a suo tempo dal PM contro il provvedimento del Tribunale della Libertà che, in accoglimento di un’istanza dei difensori dell’indagato, aveva disposto, dopo alcuni mesi di detenzione, la scarcerazione dell’imprenditore Giuseppe Crocè.
“A distanza, dunque, di un anno e mezzo dall’inizio della tormentata vicenda giudiziaria” – si legge in una nota diffusa dai difensori – “il collegio difensivo della famiglia Crocè, composto dagli avv.ti Francesco Floccari e Felice Domenico Retez, entrambi presenti in Cassazione, con il secondo impegnato nelle due discussioni dinanzi alla Suprema Corte, vede pienamente confermata la tesi strenuamente sostenuta sin dall’origine, e cioè quella della totale assenza di indizi di colpevolezza nei confronti dei loro assistiti per reati di matrice mafiosa. I due provvedimenti degli ultimi giorni, tra l’altro” – continua la nota – “si sommano, in piena aderenza logica, ad altra statuizione definitiva della Corte di Cassazione, quella cioè che già nel mese di luglio di quest’anno aveva posto la parola fine sulle presunte contiguità alla ‘ndrangheta della signora Barbara Crocè (figlia di Giuseppe ed Amministratore Unico della SGS Group S.r.l.), negandole decisamente, e confermando, anche in quel caso, la fondatezza del provvedimento con cui il TDL reggino, su istanza dei due difensori, ne aveva disposto l’immediata scarcerazione”.
La prossima udienza dibattimentale è prevista per il prossimo 13 gennaio




