STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
martedì, Giugno 9, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home RUBRICHE Storie

La storia ha dei vincitori e dei vinti

26 Gennaio 2010
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
0

reggio

di Pino Rotta – Caro Giusva, leggo con sentimenti contrastanti la lettera di Massimo Canale e la tua lunga ed analitica risposta che affrontano l’essenza della decadenza politica,

 economica e culturale della nostra città.

Sentimenti contrastanti perché dalle molte, moltissime considerazioni che sono pienamente condivisibili, sia sul piano razionale che su quello emotivo sorgono in me tante altre domande sul lungo percorso che ha portato Reggio (ed oggi in maniera similare tutto il Paese) ad essere quella che è.

Qualche anno in più (ahimè!) aggiunge qualche ricordo in più alla storia che tu e Massimo raccontate e forse portano (senza pretese di avere ricette che in effetti non ho!) qualche pezzo a completare un puzzle già molto intricato.

Ricordo che da giovane socialista quale ero (e rimasto, seppure sans-papier!), tra il 1975 ed il 1981, frequentavo la sezione del PSI di Sbarre che era una porta accanto a quella del PCI. Nonostante la vicinanza fisica però la distanza politica era enorme e non perché non condividessimo gli stessi sentimenti di solidarietà e di impegno contro la ‘ndrangheta, che anche allora sparava e metteva le bombe, quanto perché, allora, i giovani del PSI, moltissimi dei quali, come tu dici, si sono ritirati a coltivare il proprio piccolo orticello, in quel momento cercavano di cambiare da dentro quel partito che era già marcio. Noi combattevamo con la dialettica, con la cultura, l’impegno nel movimento cooperativo ed associazionistico, ma siamo stati battuti dalla violenza delle bombe e delle minacce personali, mentre i compagni comunisti ci guardavano con distacco convinti che i socialisti erano “tutti  uguali”. Non era vero, il Craxi di allora mandò a Reggio Calabria, in due anni, ben sei commissari di federazione per tentare di aiutare quella pattuglia di ragazzi. Ricordo che tutti se ne andarono sconfitti. Ad uno che, venendo un pò forse ingenuo dalla rossa Reggio Emilia, aveva mandato avanti la moglie in macchina mentre lui si era fermato per strada in provincia per fare una riunione, fecero saltare l’auto lo stesso giorno in cui arrivò, ad altri arrivarono proiettili imbustati. Alla fine, nonostante avessimo, seppure per pochi voti, battuto i vecchi nelle elezioni al parlamento, fummo sconfitti perché eravamo soli e senza interlocutori. I “vecchi” vinsero perché erano corrotti e potenti ed con tanti alleati soprattutto in quella Democrazia Cristiana così cara ai comunisti del “compromesso storico”.

Ma cosa perse con noi in quegli anni? Perse una visione laica e riformista della società e della politica, perse quel pensiero critico che allora (ci vergognavamo anche a nominare la parola!) era il pensiero liberale, quello che pone l’individuo al centro della realtà con le proprie responsabilità ed i propri diritti. I comunisti guidavano le masse popolari, ed io non riuscivo a capire che significava “massa popolare”. L’ho compreso più tardi, troppo tardi, associando un ricordo ad una visione più attuale: nelle parrocchie, soprattutto nei quartieri popolari, durante le elezioni negli anni ’80 mi era capitato più volte di sentire il parroco indicare ai fedeli di votare per quei democristiani che al comune di Reggio prendevano il 40% dei voti, tra cui certo c’erano persone per bene ma c’erano anche molti mafiosi e corrotti e nelle segreterie politiche dei quali si potevano vedere file di decine e decine di giovani e anziani in attesa del proprio favore di turno. Li ho rivisti in altre segreterie in anni più vicini a noi ma non avevano più alla testa i comunisti ma la destra come oggi la conosciamo.

La storia ha dei vincitori e dei vinti, ma, a conoscerla, ci insegna anche i perché si è vinto e si è perso. Prima di tutto ha perso il pensiero critico, che non è mai stato patrimonio né dei comunisti né dei cattolici.

A me non è che piace perdere per vocazione, ma che vuoi alla fine ci fai un pò l’abitudine! Alcuni valori hanno una soglia sotto la quale non si fanno compromessi! Ma se nessuno te li ha insegnati quei valori come fai a difenderli? Oggi ne sentiamo tanto la mancanza e, con molta più fatica di quegli anni, credo che da lì bisogna ricominciare.

 

Post precedente

Rosarno: giornata di sport e integrazione

Post successivo

Helen e gli angeli di pelliccia

Post successivo

Helen e gli angeli di pelliccia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it