
Stiamo parlando del clamoroso ritrovamento, su una nave traghetto in transito verso Messina, di quattro faldoni contenenti le bobine delle intercettazioni utili al Processo ‘’Meta’’ in svolgimento a Reggio Calabria. A comunicarlo in apertura dell’odierna udienza è il pm Giuseppe Lombardo che ha definito l’episodio inquietante, nel riferirlo al Tribunale, in quanto quelle intercettazioni, integrali e ancora non trascritte, sarebbero fondamentali per il proseguo del processo.
E’ scattata quindi una immediata verifica dei fatti che ha risolto l’incredibile giallo. Si sarebbe infatti trattato di una dimenticanza. Il Perito cui era stata affidata la trascrizione di quelle intercettazioni le avrebbe insomma dimenticate sui divanetti del traghetto martedì scorso. Quando il personale della nave li ha trovati ha subito informato i carabinieri del Ros che hanno prelevato i plichi. Dei quattro faldoni, soltanto uno è stato rinvenuto aperto, ma sembra non sia stato prelevato nulla.
Un episodio increscioso sottolineato a più riprese dal pm Lombardo che ha tirato le somme di una triste verità: Quelle intercettazioni, la cui trascrizione era stata disposta molti mesi fa, ancora non sono state toccate, ed in più, c’è da fare i conti con un processo che fin da subito è stato dichiarato a rischio.
Di tutta risposta, il presidente del Tribunale ha disposto ulteriori accertamenti per capire come sia stato possibile un fatto del genere. La mente è tornata subito al marzo scorso quando alcuni funzionari del Cedir si accorsero che era stato violato l’archivio dell’ufficio della Dda ubicato al quinto piano del Centro direzionale, sede degli uffici giudiziari. Anche in quel caso fu avviata una indagine interna con relativo sequestro dei locali violati, la cui porta sembra essere stata aperta con un filo di corda. I documenti contenuti in quell’ufficio sono intestati con la dicitura ‘’Atti relativi’’ e contengono informative, intercettazioni preventive, denunce e segnalazioni.




