
pensano i Dedo and The Megaphone, trio composto da Massimo Dedo (voce e trombone), Ettore Gentile (pianoforte) e Puccio Panettieri (batteria) che, vigilati da Mr. Incredibile, aprono il live con “Back in the U.S.S.R” dei Beatles e un medley che passa da “Jailhouse rock” di Elvis a “Voglio vederti danzare” di Franco Battiato. Poi la scena è tutta sua, del mattatore Gazzè che, con l’album “Sotto casa”, riesce a conquistare anche il “Premio Miglior Live d’Autore Italiano dell’anno” della rassegna “Fatti di Musica Radio Juke Box” ideata ed organizzata dal promoter Ruggero Pegna con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria. Accompagnato sul palco dalla sua affiatata band composta da Puccio Panettieri alla batteria, Giorgio Baldi alla chitarra, Dedo alla tromba e trombone, il calabrese Clemente Ferrari alle tastiere e, eccezionalmente, anche dal quartetto d’archi “Euphoria”, Max inizia un viaggio acustico aprendo il suo cassetto dei ricordi con “Sirio”, “Vento d’estate”, “Uomo più furbo”, “Preferisco così”. L’artista romano propone in una nuova veste i suoi brani coniugando momenti acustici, con arrangiamenti morbidi incentrati sulle sonorità delicate degli archi, a una vera esplosione di suoni nella parte più energica e conclusiva del concerto. Ecco allora che con “Cara Valentina”, “Una musica può fare”, “Timido ubriaco”, “La favola di Adamo ed Eva”, “Il solito sesso”, il pubblico non riesce più a stare fermo anche perché è trascinato dall’impianto scenografico, ricco di luci ed effetti di grande impatto che intrecciano suggestive atmosfere ad immagini coinvolgenti, in un percorso emozionale attraverso le note e la musica. L’energia dell’impatto “dal vivo” di Gazzè emerge sin da subito e, insieme alla sua band, è bravo a ricreare una dimensione più intimistica ma mai scontata. Le sorprese non mancano e a far sorridere il pubblico ci pensano le bravissime musiciste del quartetto “Euphoria” che, lasciate sole sul palco per qualche minuto da Max, propongono un inedito Vivaldi mutando la sinfonia con un insolito arrangiamento di “Bad Romance” di Lady Gaga per poi trasformarlo ne “Il triangolo” di Renato Zero. Immediatamente ammonite dal leader della serata, ritornano a loro posto e si riprende con “L’origine del mondo”, “Edera” e “La nostra vita nuova”. Il teatro è gremito e anche Max resta stupito quando si accendendo le luci e sul finale, acclamato dal suo pubblico, è “costretto” a rientrare con i musicisti per regalare il bis di “Una musica può fare”. Tutti in piedi a ballare e gridare a squarciagola perché questa volta è davvero finita, è l’ultimo dono che Gazzè fa prima di andar via. Posati gli strumenti e spente le luci, Max e company ripartono “ancora più carichi” da Reggio Calabria per un’altra avventura sempre “Sotto Casa”.




