
di Anna Foti – Ha vissuto nella sua Palmi, in provincia di Reggio Calabria, fino al sisma del 1908, evento catastrofico che cambiò
la vita di molte persone, costrette a ricostruire la propria vita altrove. Leonida Repaci, nato a Palmi nel 1898, aveva solo dieci anni quando ciò accadde anche a lui ed alla sua famiglia e quando dovette trasferirsi all’estremo nord a Torino, dove uno degli altri nove fratelli esercitava la professione di avvocato. Qui colui che sarebbe diventato illustre intellettuale e scrittore del Novecento italiano, avviò quegli studi giuridici che avrebbe completato solo dopo la chiamata alle armi nel 1919.
Nonostante il percorso universitario lo avesse condotto all’avvocatura non si spense la sua passione per la narrativa e la poesia che ad un tratto presero il sopravvento. Intanto iniziò anche l’impegno politico con l’iscrizione, negli anni Venti, al partito Socialista, con l’adesione al Movimento Operaio e con la collaborazione ad “Ordine Nuovo” con Gramsci.
Quindi fu la volta di Milano dove scrisse fin dal primo numero per “L’Unità” e per lo stesso giornale tradusse “Il tallone di ferro” di Jack London. A questo punto della sua vita vi è il ritorno in Calabria che gli riserverà una brutta avventura. Sarà arrestato con i fratelli e altri amici perché accusato ingiustamente di avere ucciso un fascista con un’arma da fuoco durante la processione della Varia nell’agosto del 1925.
Dopo il proscioglimento il ritorno a Milano dove conobbe colei che sarebbe diventata la sua amata moglie Albertina Antonelli e dove fondò nel 1929, con Carlo Salsa e Alberto Colantuoni, il premio Viareggio che diresse fino alla morte, nel 1985, un anno dopo la moglie. Sempre a Milano collaborò alla “Gazzetta del popolo” e a “La Stampa”.
Da partigiano a Roma, fondò con Angiolillo e fu per nove mesi condirettore de “Il Tempo”, prima di passare alla direzione del quotidiano “L’Epoca”, durato soltanto 14 mesi. L’impegno politico lo portò anche ad una candidatura al Collegio Senatoriale di Palmi nella lista del Fronte Democratico Popolare nel 1948. Non fu eletto mentre nel 1950 fu membro del Consiglio mondiale della Pace.
Fui anche pittore, passione a cui si dedicò, allestendo anche delle personali, dopo aver vinto il Premio Sila nel 1970.
Le sue innumerevoli opere**, scandirono la sua vita. Morì a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, nel 1985.
*Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovò in pugno 15000 km. quadrati di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. (…). Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi (…) Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l’acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante. Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, l’Onorata Società, la vendetta, l’omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione (…) E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccò a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore. Quando, aperti gli occhi, potè abbracciare in tutta la sua vastità la rovina recata alla creatura prediletta, Dio scaraventò con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi, lentamente rasserenandosi, disse: – Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta. La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto.
LEONIDA REPACI
Palmi, Reggio Calabria, 5 aprile 1898
Marina di Pietrasanta, Lucca, 19 luglio 1985
‘Pietrosa, mia Pietrosa, tu esisterai nel tempo quando io sarò solo memoria’
Esistono luoghi in Calabria in cui illustri menti hanno intinto la loro penna, contribuendo a rendere grande la cultura del Novecento. Uno di questi luoghi è una culla arrotondata a picco sul Mar Tirreno dove si incrociano le rotte delle barche come pensieri affidati ad un tramonto che non sarà mai dimenticato. E’la suggestiva ‘guardiola’ (nella foto) di villa Pietrosa, la tenuta in cui ha vissuto con la sua amata consorte, Albertina Antonelli, l’illustre saggista, poeta e pittore palmese Leonida Repaci.
Una dimora immersa tra gli ulivi, a valle di un’antichissima grotta in cui ha chiesto di essere seppellito unitamente alla sua amata, villa Pietrosa, che sarebbe vissuta, come lui stesso scrisse nei ‘Poemetti civili’, anche quando lui fosse stato memoria; un gioiello naturale da lui stesso donato con i suoi libri ed i suoi quadri, al momento della sua morte avvenuta a Marina di Pietrasanta in provincia di Lucca nel 1985, al Comune di Palmi affinchè fosse resa fruibile dalla comunità e divenisse patrimonio condiviso e polmone culturale di Palmi e di tutta la Calabria.
La dimora è stata riqualificata e, gestita dall’associazione ‘Gli amici di casa Repaci’ promotrice di itinerari culturali, ora è in attesa di altri interventi.
Villa Pietrosa rimase chiusa per trent’anni fino a quando un finanziamento della regione Calabria – pari ad 1 milione di euro – pose fine al vandalismo ed al saccheggiamento di cui fu bersaglio in questi decenni di abbandono dalla sua morte del 1985. La villa fu completamente ricostruita (della precedente rimangono sole due volte in mattoni al piano inferiore) per divenire, secondo il progetto finanziato con fondi del Por per la Piana di Gioia Tauro, un osservatorio regionale del Paesaggio. Il cammino di riscoperta della memoria è iniziato e attraverso di esso il popolo palmese paga il suo debito nei confronti di questo insigne intellettuale che tutto lasciò alla terra palmese, nonostante il rapporto controverso con la sua popolazione cui rimase sempre profondamente legato.
Un cammino di cui tappa è stata anche l’intitolazione della casa della cultura ubicata nel quartiere di San Giorgio a Palmi, due anni dopo la sua inaugurazione avvenuta nel gennaio del 1982, dopo 14 anni di lavori finanziati dall’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria. Duemila mq in cui hanno sede L’Archivio di Stato di Reggio Calabria – Sezione di Palmi, La Biblioteca comunale “Domenico Topa”, Il Museo Etnografico “Raffaele Corso”, L’Antiquarium “Nicola De Rosa”, Il Museo Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce, La Gipsoteca “Michele Guerrisi”‘; La Pinacoteca “Leonida ed Albertina Repaci”.
In molti scritti Repaci parla della ‘sua’ villa Pietrosa, dei suoi silenzi, dei suoi uliveti, delle sue cicale, delle sua armacie, delle sue viste mozzafiato dalla ‘guardiola’ dove lui stesso soleva spesso recarsi e piantare nel cemento il suo ombrellone e dove molte foto lo ritraggono con familiari e amici, dell’incanto di un panorama che ancora resiste ed emoziona.
Un luogo carico di odori, di colori e di suoni, acquistato da Mariano, esponente di spicco della politica locale e nazionale , componente della segreteria nazionale del partito Socialista – primo dei nove fratelli di Leonida. Un luogo, dove palpita la natura vivida della Calabria, ispiratore di grandi penne come anche quella dell’altro palmese illustre Francesco Cilea che proprio in questa tenuta scrisse e compose.
Per altro una delle principali e copiose opere di narrativa – Repaci scrisse anche poesie, saggi, opere per il teatro e curò molte traduzioni – fu proprio l’imponente ’Storia dei Rupe’ (Mondadori 1969 – 1973), dodici libri, quattro tomi, oltre 1000 pagine in cui, da antesignano del realismo socialista, rivendica l’autodeterminazione dell’uomo dinnanzi agli eventi. Un’imponente saga che consegna alla letteratura del Novecento un manifesto letterario in cui le vicende private diventano storia del Paese.
Esistono luoghi in Calabria che pur essendo indimenticabili, per lungo tempo sono colpevolmente dimenticati. Bisogna restituirli al mondo. La sfida di villa Pietrosa in particolare è, ancora prima, quella di restituire questi luoghi intrisi di storia e di cultura all’animo con cui Leonida Repaci li ha vissuti e con cui li ha donati alla comunità palmese, come lo stesso pro nipote oltre che vice presidente dell’associazione che gestisce la stessa villa ‘Amici di casa Repaci’, Rocco Militano, ha in diverse occasioni ricordato.
Opere (fonte Wikipedia)***
Poesie
• Il Ribelle e l’Antigone, Palmi, Tip. Zappone, 1919.
• I poemi della solitudine, Palmi, Tip. Signoretta, 1920.
• Il prezzo del fascismo, Patria Indipendente 1971.
• Poemetti civili, Siracusa, Cartia, 1973.
• La parola attiva. Poesia come racconto, Milano, A. Mondadori, 1975.
• La Pietrosa racconta, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1984.
• Mamma leonessa, Roma, Gangemi, 1984.
• Ogni volta, Cosenza, Periferia, 1986.
• Poesia aperta, Milano, Rusconi, 1986.
Narrativa
• L’ultimo Cireneo, Milano, Avanti!, 1923; Milano, Alpes, 1928; Milano, Ceschina, 1934.
• All’insegna del gabbamondo. Romanzi brevi, Milano, Codara, 1928; Milano, Ceschina, 1942
• Cacciadiavoli. Racconti, Milano, Ceschina, 1930.
• La carne inquieta, Milano, Ceschina, 1930.
• Racconti della mia Calabria, Torino, Buratti, 1931; Milano, Corbaccio, 1941.
• Fatalità contemporanea. I fratelli Rupe, Milano, Ceschina, 1932.
• Galoppata nel sole, Milano, Corbaccio, 1933.
• Fatalità contemporanea. Potenza dei fratelli Rupe, Milano, Ceschina, 1934.
• Passione dei fratelli Rupe. 1914, Milano, Ceschina, 1937.
• Taccuino segreto. Quasi un romanzo, Milano, Bompiani, 1940.
• La tenda rossa. Racconti, Milano, Ceschina, 1954.
• Un filo che si svolge in trent’anni. Tutti i racconti di Repaci, Milano, Ceschina, 1954.
• Peccati e virtù delle donne. Caratteri e ritratti, Milano, Ceschina, 1954.
• Un riccone torna alla terra, Milano, Ceschina, 1954.
• Il deserto del sesso, Milano, Ceschina, 1957.
• Storia dei fratelli Rupe, Milano, A. Mondadori, 1957.
• Il pazzo del casamento, Milano, A. Mondadori, 1958.
• Amore senza paura. Romanzo-inchiesta, Milano, Sugar, 1963.
• Magia del fiume, Milano, Ceschina, 1965.
• II caso Amari, Milano, Rizzoli, 1966.
• Storia dei Rupe, 4 voll., Milano, A. Mondadori, 1969-1973.
• Lanterne rosse a Montevenere. Romanzo di una contestazione, Napoli, A. Marotta, 1974.
• La farfalla bianca, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1986.
Teatro
• L’Attesa. Commedia in tre atti, Torino, Rivista Il Dramma, Le Grandi Firme, 1930.
• L’Inaugurazione. Un atto, Torino, Rivista Il Dramma, Le Grandi Firme, 1930.
• La madre incatenata.Tragedia moderna in tre atti, Milano,in proprio,1926; Milano,Ceschina, 1931.
• Ribalte a lumi spenti 1937-1938, Milano, Ceschina, 1939.
• Ribalte a lumi spenti 1938-1940, Milano, Garzanti, 1941.
• Ribalte a lumi spenti 1940-1941, Milano, Ceschina, 1943.
• Teatro, Roma, Macchia, 1949.
• Omaggio al teatro, Milano, Ceschina, 1957.
• Teatro di ogni tempo, Milano, Ceschina, 1967.
Saggi
• Con la ciurma dell’”Alessandro”. Genti e città, Milano, Ceschina, 1933.
• Galleria. Taccuino artistico degli anni di guerra 1941-1942-1943, Milano, Ceschina, 1948.
• Giro del mondo di ieri, Milano, Bompiani, 1948.
• Ricordo di Gramsci, Roma, Macchia, 1948.
• Socialismo sognato, Roma, Macchia, 1948.
• Taccuino politico, Milano, Ceschina, 1949.
• Francesco Cilea, Palmi, Biblioteca Comunale Palmi, 1953.
• Giramondo, Milano, Ceschina, 1960.
• Compagni di strada, Roma, Edizioni Moderne Canesi, 1960.
• Per Giuseppe Cesetti, Viterbo, Agnesotti, 1961.
• Il Sud su un binario morto, Cosenza, Pellegrini, 1963.
• Calabria grande e amara, Milano, Nuova accademia, 1964.
• Alvaro e la Calabria, Milano, Cromotipia Sormani, 1965
• Stalin e Kruscev nei giardini della morte, Roma, Centro Italiano Diffusione Arte e Cultura, 1966.
• Taccuino segreto. Prima serie (1938-1950), Lucca, Fazzi, 1967.
• Monteleone, Roma, Gesualdi.
• Repaci ‘70 e la cultura italiana, 2 voll., Roma, Costanzi, 1968.
• Leonida Repaci, Milano, Galleria d’Arte Cavour, 1970.
• Messaggio per Cilea, Cosenza, Pellegrini, 1972.
• Luigi Spanò, Roma, Galleria Dimensione, 1974.
Opere tradotte
• Les frères Rupe, Trad. Baronne D’Orchamps, Parigi, Albin Michel, 1937.
• La puissance des frères Rupe, Trad. Baronne D’Orchamps, Parigi, Albin Michel, 1938.
• La passion des fréres Rupe 1914, Trad. Baronne D’Orchamps, Parigi, Albin Michel, 1938.
• Brinnande Blod, Trad. Karin De Laval, Stoccolma, Fritzes, 1947.
• Un richard retourne à sa terre, Trad. Ginette Bertrand, Parigi, Del Duca, 1958.
Bibliografia
• Giuseppe Ravegnani (a cura di); Repaci controluce. Antologia e critica, Milano, Ceschina, 1963.
• Antonio Altomonte, Leonida Repaci, Firenze, La Nuova Italia, 1976.
• Leonida Repaci pittore, Roma, Dimensione, 1974.
• Antonio Orlando, Il socialismo sognato di Leonida Repaci, Ragusa, Cultura duemila, 1994.
• Santino Salerno, A Leonida Repaci. Dediche dal ‘900, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003.
• Santino Salerno (a cura di), Leonida Repaci. Una lunga vita nel secolo breve, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008.
• Santino Salerno (a cura di), Sonavan le quiete stanze. La Pietrosa di Leonida Repaci, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009.




