
Altro impianto, medesima situazione. Continua l’ispezione dei parlamentari pentastellati che oggi hanno visitato la discarica di Pianopoli a Lamezia, l’impianto di Alli a Catanzaro e la futura Isola ecologica di Soverato.
Dopo aver lasciato, Pianopoli (LEGGI L’ARTICOLO), dove dietro diniego della Daneco, non sono entrati in discarica, Dalila Nesci, Paolo Parentela e Riccardo Nuti, eletti alla Camera dei Deputati, hanno fatto visita ad Alli, insieme ad alcuni attivisti tra cui William Panzino, dove, considerata la proprietà della Regione, è stato impedito loro di entrare. Qui però, gli addetti sono più disponibili e mostrano ai parlamentari alcuni locali. La prima cosa che si nota sulla strada, come a Pianopoli, sono i numerosi camion della nettezza, provenienti da molte zone della Calabria, in fila ed in attesa che il loro contenuto venga conferito in discarica. Dai mezzi pesanti, sottolinea Parentela “è possibile notare il percolato che scorre in strada, così come a Pianopoli”.
I camion sono fermi da giorni e con la pioggia delle ore passate, la domanda da porsi è “che fine ha fatto? Dove è andato a scorrere?”. Le vasche per il percolato, infatti, secondo il racconto dei parlamentari, non sono pronte e funzionano a periodi alterni, si parla di vasche ex novo da realizzare in futuro. Intanto oggi pozzanghere maleodoranti, evidentemente contenenti residui di percolato, riempiono la strada. “Non abbiamo potuto filmare e fotografare perché ce lo hanno impedito”, chiariscono i deputati. Si prende atto di come si lavorano gli Rsu, rifiuti solidi urbani, sia differenziati che indifferenziati. La trasformazione in Fos, che è solo al 10%, tutto il resto viene portato a Pianopoli. Si estrae il materiale ferroso per la vendita solo al 2%.
Entrano anche nel capannone dove si trova l’impianto che trasforma il rifiuto in Cdr, combustibile solido secondario, utile per gli inceneritori. “Abbiamo scoperto – spiega Parentela – che la Regione ha deciso di investire per creare un impianto ad hoc per il Cdr, invece di farlo per una migliore differenziata”.
Quanto alla differenziata, solo i piccoli comuni riescono ad ottenerne una di qualità, mentre la città di Catanzaro, è indietro rispetto agli altri. Si parla di una differenziata che è sotto al 10%. “Abbiamo conosciuto le 7 persone – prosegue Parentela – che fisicamente, manualmente, separano la carta dal vetro e dalla plastica”.
Tutto quello che viene differenziato, però resta ad Alli, ci sono balle e balle di plastica non rivenduta “perché la Regione non ha creato la filiera con i consorzi per vebdere la pastica e lo smaltimento di questa”. Solo la carta viene venduta, dalla quale, dunque c’è un ritorno economico, però ai privati che sono interessati. Da Catanzaro si scende a Soverato, dove si visita la famosa “Isola ecologica”, che doveva essere terminata a Luglio, ma che è stata sequestrata, poi dissequestrata, si lavora alla sua realizzazione, ma intanto “è una discarica a cielo aperto”. Insomma, questo solo nella provincia di Catanzaro…




