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Reggio, APC: ''Per ri-costruire una credibile visione di futuro è necessario il concorso di tutti''

22 Agosto 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
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Nell’era della post-modernità, con umiltà e senza paura di andare controcorrente, noi crediamo che se i cattolici impegnati in politica sono

costretti a stare dappertutto per non essere tacciati di fondamentalismo e ridursi così all’insignificanza, allora, sono anche liberi di stare insieme e diventare davvero determinanti per realizzare le scelte politiche in cui credono.
L’attuale crisi morale, sociale e materiale impone con “umile risolutezza” un’azione politica unitaria di contrasto da parte di tutti quegli uomini e quelle donne di buona volontà che intendono lealmente cooperare al servizio dei più alti ideali di Giustizia e Bene Comune.
Per questo noi vogliamo convergere, non per una passione unitaria ma per la convinzione profonda che per potere ri-costruire una credibile visione di futuro è necessario il concorso di tutti, nessuno escluso.
Crediamo per parte nostra che una credibile visione di futuro ha nel passato le sue radici e le sue premesse: “solo se siamo uniti siamo forti, se siamo forti siamo liberi e solo se siamo liberi di agire possiamo sviluppare il nostro piano di rinnovamento, convogliare le forze costruttive della nazione, scegliere i nostri compagni di viaggio per libera volontà, per affinità di tendenza, per comunanza di programmi di azione, per una comune associazione di interessi, per una comune visione di riforme. Se siamo divisi o indeboliti dalle nostre discordie diventiamo schiavi della situazione parlamentare. Non sarà più il nostro pensiero programmatico che creerà congruenze e convergenze, ma sarà la situazione parlamentare, la ferrea necessità di avere un governo che ci costringerà a qualunque coalizione, senza condizioni … Con ciò anche il partito rischia di perdere la fiamma dei suoi ideali, né può alimentare la speranza dei giovani; e diventa una macchina elettorale che arrugginisce. Noi siamo già sull’orlo di questo destino”.
Queste parole profetiche che sono contenute nel “testamento politico” di Alcide De Gasperi sono di una impressionante attualità e segnano una direzione precisa e netta dell’azione politica dei cattolici italiani alla quale noi ci ispiriamo, da don Luigi Sturzo ad Alcide De Gasperi, da Giorgio La Pira ad Aldo Moro, uomini politici che in tutta la loro vita seppero mantenere saldo lo spirito che infiammava gli ideali in cui credevano, al costo dell’esilio e della prigione, della derisione e della stessa vita.
Dal lascito politico di questi testimoni credibili, nell’oggi della storia, noi abbiamo bisogno di attingere per riacquistare una nuova dignità spirituale e politica.
Siamo dunque chiamati a non avere paura. Anzi di più, siamo chiamati ad avere il coraggio che fu di Davide contro Golia.
Se permettiamo alla luce evangelica di risplendere attraverso di noi, diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. Se ci liberiamo dalle nostre paure, anche gli altri si sentiranno liberi.
Non possiamo dunque temere di essere motivo di scandalo se sentiamo di essere chiamati a testimoniare la fortezza, l’amore e la gioia dell’essere cattolici, tanto nella vita quanto in politica. Perché noi sappiamo che non esiste una “politica cattolica”, esiste la politica, che per noi laici e’ “la più alta forma di carità”.
Partendo quindi dalla nostra comunità di cittadini, abbiamo indicato otto punti programmatici, da inserire in una possibile “Agenda di Speranza”, quale contributo concreto per l’attivazione di un processo partecipativo al servizio della nostra città.
I punti programmatici dovranno essere, pertanto, sviluppati e strutturati attraverso un piu’ ampio e vario processo di reale partecipazione dal basso, capace di coinvolgere e appassionare.
Mossi dal fermento di queste motivazioni, ci rivolgiamo, in particolare, ai cattolici che intendono impegnarsi in politica affinché, intorno alla costruzione di questa “Agenda di Speranza” e sulla base degli ideali del cattolicesimo politico italiano e dei valori morali della dottrina sociale della Chiesa, possiamo in coscienza sentirci liberi di stare insieme e lealmente cooperare per sognare qui il nostro futuro!

APC – IL CONSIGLIO DIRETTIVO – Agostino Siviglia;  Andrea Canale;  Francesco Lia;  Rocco Iannò; Sac. Pietro Catalano (Consulente Spirituale) – 
PRIMI SOTTOSCRITTORI – Maria Romana De Gasperi; Luciano Squillaci; Domenico Serranò; Pasquale Andidero; Gianni Sergi.                                                                                              

Contributo programmatico per una “Agenda di Speranza”, al servizio della comunità dei cittadini.

1.    Giustizia, legalità e sviluppo locale (intendiamo declinare pragmaticamente una nuova “cultura della legalità e della giustizia” attraverso l’attivazione di strumenti concreti di contrasto alle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella P.A. e nei circuiti economici locali, in specie, mediante il rafforzamento dei modelli di governance basati sulla prevenzione e trasparenza interna ed esterna – orizzontale e verticale – dell’Ente Comune e della Città Metropolitana, sperimentando in particolare l’adozione da parte dell’ente locale del modello di organizzazione previsto in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, al fine di aiutare l’ente ad individuare responsabilità precise in settori ad alto rischio di collusione con la criminalità organizzata, come ad esempio l’affidamento di incarichi, l’espletamento di gare d’appalto o gli affidamenti diretti).
2.    Sviluppo ed implementazione di nuovi strumenti e percorsi partecipativi (intendiamo accrescere la trasparenza dell’azione politico-amministrativa, nonché la consapevolezza e la responsabilità condivisa della popolazione attraverso la previsione dell’adozione da parte dell’Ente Locale dello strumento del bilancio partecipativo; l’istituzione permanente di assemblee cittadine; l’implementazione di progetti di urbanistica partecipata; il periodico confronto in dibattiti pubblici; l’implementazione costante dei nuovi modelli di democrazia partecipativa).
3.    Lavoro, politiche sociali e welfare community (intendiamo sviluppare modelli organizzativi di governance territoriale che favoriscano la “messa a sistema” dei vari servizi di welfare locale, incentrati su una maggiore “equità sociale”, in particolare, migliorando la programmazione e il coordinamento dei diversi interventi a favore di tutte le fasce della popolazione: famiglia, giovani, anziani, disabili, immigrati, detenuti, tossicodipendenti e, più in generale, delle categorie più deboli della società. Intendiamo, inoltre, avviare nuovi modelli di economia civile e di comunione, che integrati ai modelli economici tradizionali, favoriscano la ri-costruzione del sistema economico produttivo territoriale, in uno con la trasformazione delle società partecipate, il sostegno dell’imprenditoria locale e dell’artigianato di categoria, il consolidamento strutturale del terzo settore, del cooperativismo e del volontariato sociale).
4.    Istruzione e Cultura (Scuola e Università: intendiamo radicare una effettiva rispondenza/incisivita’ della formazione con la domanda/offerta delle professionalità nella prospettiva concreta del lavoro e dell’occupazione giovanile, anche attraverso nuove forme lavorative capaci di attirare investitori esterni. Intendiamo promuovere, inoltre, attività, eventi e produzioni artistico-culturali in uno con  la tutela programmata dei beni culturali materiali e immateriali del territorio e la loro valorizzazione e messa in rete, a livello inter-comunale, per la definizione e implementazione di un valido attrattore culturale anche come complemento dell’offerta turistica).
5.    Urban governance e pianificazione intergrata (intendiamo implementare un modello urbano sostenibile che, puntando al rispetto dell’equilibrio ambientale, dell’equità sociale e dell’economia solidale, sappia dare risposte alle problematiche di inquinamento, smaltimento dei rifi
uti, viabilità e collegamenti, aumento dei consumi energetici, difficoltà nella gestione delle risorse idriche, domanda di abitazione e sviluppo infrastrutturale, con particolare attenzione alle esigenze delle periferie della città ed alla revisione di progetti e cantieri relativi ad opere pubbliche incompiute).
6.    Turismo e Sport (intendiamo consolidare la promozione del turismo culturale e religioso avviando ed implementando una significativa ri-qualificazione complessiva e sistemica della ricettività locale -alberghiera, b&b, guest house etc. -, prevedendo in parallelo l’emanazione di idonei provvedimenti politico-amministrativi e di concreti strumenti tecnico-finanziari finalizzati a ri-avviare, sviluppare e rilanciare, per un verso, il diporto nautico, innanzitutto, mediante la riqualificazione dell’area portuale turistica e commerciale e, per altro verso, il turismo del settore agrituristico, enogastronomico e montano-rurale).
7.    Citta’ Metropolitana e internazionalizzazione (intendiamo, con gli strumenti dell’analisi politico-amministrativa e della partecipazione civica, costruire una Città metropolitana che sia vera occasione di sviluppo per i territori e di efficienza per le istituzioni dello Stretto, nella prospettiva della più ampia conurbazione con la città di Messina e il suo circondario. Intendiamo, in particolare, rendere strategica la posizione baricentrica di Reggio e dello Stretto nel Mediterraneo, rafforzando settori, enti e istituzioni – Università, Enti di ricerca, Fiere, Infrastrutture portuali e aeroportuali etc. – naturalmente vocati all’attrazione di capitale umano e investimenti e all’internazionalizzazione delle produzioni e dei saperi dell’area urbana).
8.    Fondi europei (intendiamo ri-qualificare e professionalizzare la capacità di accesso ed utilizzo dei fondi europei intervenendo, in primo luogo, sulla formazione di figure professionali in grado di realizzare progetti idonei ad intercettare i finanziamenti comunitari e, in secondo luogo, prevedendo l’adozione da parte dell’amministrazione locale di strumenti regolamentari, amministrativi e tecnici per la gestione della progettazione e dei finanziamenti, oltre che per la verifica della efficacia degli investimenti attuati sul territorio).

APC – IL CONSIGLIO DIRETTIVO –

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