Gentile direttore,
Ho avuto modo di leggere le lettere indirizzate all’ex sindaco, dichiarato incandidabile da
recente sentenza, dott. Demetrio Arena.
Ho ancora avuto modo di constatare che si guarda alla politica come ad una competizione calcistica, quasi a tifare per una o per l’altra parte. Faccio volutamente il riferimento calcistico, proprio perché il tifoso ha veramente poco di obiettivo: tifa la propria squadra del cuore indipendentemente dai risultati. Allo stadio O. Granillo si intona una celeberrima canzone “Ti ricordi quando eri grande.….” o ancora “ovunque ti seguirem, ovunque ti sosterrem….”. Eppure anche tra i tifosi si trova la forza di smettere di andare allo stadio, si riesce a divenire un tantino obiettivi. Se i risultati sportivi non vengono, allora si rimane a casa, non si sottoscrive più la tessera dello stadio, si cercano altre passioni, si riscoprono i gusti per altri sport e discipline o meglio ancora si dedica il tempo alla famiglia.
Con la politica non è così, si guarda allo schieramento politico preferito con la stessa passione che l’amato calcio è riuscito a trasmetterci, ma con una radicale e radicata incoerenza.
Mi spiego meglio: mentre al tifoso è moralmente impedito il cambiamento di bandiera, al cittadino è la stessa morale che detta l’obbligo di cambiare, proprio quando i risultati di gestione sono poco soddisfacenti. Al contrario invece a Reggio Calabria si riesce a dimenticare tutto, la città belle e gentile continuamente violentata da allegri amministratori, pratiche diffuse di “comparaggio”, assegnazione di incarichi ad amici, parenti ed affini, diffuso calpestio di elementari regole di vita civile.
Gli anni appena trascorsi hanno portato all’attenzione vicende di malaffare di ogni ordine e grado a cui non è sfuggito, purtroppo, l’amministrazione della nostra bella città.
Per quanto ci riguarda, queste vicende di malaffare, che non ci appartengono e si lasciano alle coscienze di chi ha infranto le regole, sono state denunziate e seguiranno il loro corso nelle sedi appropriate.
Per superare questi momenti difficili dobbiamo imporci pensieri lungimiranti trovando sempre le energie adatte: abbiamo la priorità di mantenere sempre la rotta della legalità e della buona prassi, di gestire positivamente la modernità, di partecipare attivamente all’evoluzione della società, di organizzare i servizi al meglio, di formare le nuove generazioni sempre più interconnesse che saranno parte attiva della Reggio del futuro, di contrastare ogni espressione di negatività.
Per fare questo è necessario il contributo di tutti.
Solo così sarà possibile contrapporsi a tutto ciò che potenzialmente è contro il cambiamento, stroncare con rigore ogni forma di degrado e perseguire quei comportamenti di disturbo del regolare svolgimento della vita cittadina, perpetrati da chiunque, o comunque azioni non in linea con il buon andamento della gestione pubblica delle attività, da salvaguardare sempre e ad ogni costo.
Non è necessario, dunque, attuare azioni straordinarie o rivoluzionarie. È sufficiente porre in essere semplicemente un “normale” comportamento derivante dal dovere civico seguendo le regole e accettandole con il loro carico di adempimenti istituiti non a caso.
Già l’utilizzo della parola NORMALE rappresenta essa stessa una rivoluzione. Si, una rivoluzione proprio perché di normale nella nostra città c’è rimasto poco o nulla.
Massimo Occhiuto




