non siano oggetto di contestazione sindacale a causa del comportamento poco chiaro e trasparente dell’ Ufficio Scolastico Regionale Diretto dal Dott. Francesco Mercurio che, nel nome della discrezionalità riconosciutagli dalla norma, gestisce le operazioni di mobilità e l’assegnazione degli incarichi, compresi quelli di reggenza, in pratica senza regole con scelte contraddittorie e differenziate a seconda delle situazioni e delle persone e spesso con giustificazioni che non reggono nemmeno alle logiche del buon senso per cui il criterio adottato in una situazione spesso è esattamente l’opposto di quello adottato in una altra.
La sindrome del potere nella gestione degli spazi lasciati alla così detta “discrezionalità” dell’ Amministrazione, colpisce da anni anche la scuola, distruggendo i tradizionali principi di diritto su cui si reggeva l’impalcatura precedente. Una norma creata (almeno nelle intenzioni, forse!) per snellire e rendere più efficiente l’azione della Pubblica Amministrazione, finisce invece col diventare motivo di discriminazione e di discredito generando disaffezione e diffidenza che certamente non giovano al buon andamento delle Istituzioni in generale e della scuola in particolare. Giorno 9 agosto scorso si è svolto l’incontro presso l’Ufficio Scolastico Regionale alla presenza del Vicario Dott. Giuseppe Mirarchi in assenza del Direttore Generale Dott. Francesco Mercurio per una informativa successiva sulle operazioni di assegnazioni in reggenza delle Istituzioni Scolastiche sottodimensionate della Calabria ( 89 in tutta la Regione. Un numero eccessivo di Istituti che non hanno il numero di alunni necessari per avere una propria dirigenza e che fino a quando non verranno assorbiti da una attenta e oculata azione di dimensionamento regionale, vengono temporaneamente affidate alla gestione dei Dirigenti Scolastici delle altre Istituzioni Scolastiche autonome). Ebbene in quella sede, le risposte date dall’Amministrazione, su specifiche richieste delle OO. SS, a giustificazione delle operazioni effettuate, hanno sollevato le proteste delle stesse che oggi sentono il dovere di rendere pubblica la propria posizione e denunciare ( non avendo altre armi a disposizione), il comportamento dell’Amministrazione la cui poco trasparenza, ha finito col generare sgomento e discredito nella categoria che avverte un senso di impotenza di fronte all’uso arbitrario delle proprie ragioni da parte dell’Amministrazione che naviga senza regole oggettive di riferimento anche in presenza di criteri adeguatamente concertati il che genera rabbia e rassegnazione e ciò che peggio una serie di reazioni che alimentano la conflittualità nella scuola e tra i colleghi. In particolare le OO.SS. contestano all’Amministrazione di aver usato, per esempio, il principio della continuità in maniera difforme e non come concordato in sede di concertazione riconoscendo in alcune situazioni il diritto alla continuità anche oltre il biennio e negandolo invece in altre non confermando la reggenza di un Istituto a chi l’aveva avuta l’anno precedente, e inoltre, di aver assegnato reggenze d’Ufficio su sedi richieste come prioritarie da alcuni dirigenti che invece sono stati nominati in sedi più lontane e disagiate. In effetti le OO.SS. ritengono che tutto il provvedimento è pieno di incoerenze e di contraddizioni e persino di illogicità nelle scelte e richiamano l’Amministrazione all’uso corretto delle regole per evitare che la scuola si trasformi, come si è già trasformata, in luogo di perenni conflitti che l’Amministrazione dovrebbe sanare e non provocare con comportamenti opachi e di dubbia correttezza giuridica e amministrativa invitandola alla verifica, al controllo e alle opportune rettifiche.
FLC CGIL Gianfranco TROTTA – CISL–Scuola Ennio GUZZO – UIL-Scuola Antonio VACATELLO SNALS-Confsal Giuseppe DE BIASE- ANP- Francesco SCOPACASA




