
Di seguito la nota della Camera Minorile Distrettuale di Reggio Calabria: In occasione del seminario tenutosi a Gambarie sul tema Crescere in Calabria. I bisogni dei minori, tutela giuridica e prospettive
operative , si è affrontato, tra l’altro, il tema del protocollo giudiziario proposto dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria a tutela dei bambini.
Il documento redatto dal Tribunale specializzato e già approvato dal CSM e dal Dipartimento di Giustizia Minorile, propone un sistema procedurale efficiente che faccia convergere l’operato comune dei diversi e necessari interlocutori istituzionali (A.G., ASP, SS, terzo settore…) verso interventi concreti e contingenti volti alla salvaguardia della salute fisica ed emotiva dei più piccoli (vittime anche di maltrattamenti e/o abusi, ovvero destinatari di provvedimenti giudiziari civili, amministrativi e penali).
Diverse le battute d’arresto che hanno impedito in questi mesi la sottoscrizione del Protocollo.
Ultima in ordine temporale l’attesa di “linee guida di indirizzo per l’assistenza ai minori sottoposti a provvedimenti dell’A.G.”, rivolte ai minori entrati nel circuito penale nei cui confronti è stata esercitata l’azione penale.
Durante il primo giorno di seminario, interloquendo con il dott. Curia (Dirigente regionale Assessorato Tutela della Salute), sono emersi i nodi equivoci che hanno determinato lo stallo.
Ebbene, chiarito che l’ambito operativo contenuto nel protocollo è di ben più ampia portata rispetto alle linee guida regionali -che giova sottolineare riguardano minori non infra quattordicenni inseriti nel circuito penale- si è, quindi, sottolineata la vastissima applicabilità del documento protocollare, estendibile a tutti i provvedimenti giudiziari riguardanti bambini, specie se vittime di violenze (fisiche, psicologiche e sessuali), di situazioni pregiudizievoli in contesti intrafamiliari, od anche di condotte di abbandono o deprivazione affettiva, emotiva, sociale.
L’ultima ‘incertezza’ interpretativa, superata grazie ad un confronto dialettico diretto, ha riguardato la prospettazione fuorviante di ulteriori impegni di spesa per il servizio sanitario (regionale e/o territoriale) coinvolto. La risposta non poteva che essere nitida e netta: il Tribunale per i Minorenni, mutuando dalla legge le competenze già previste, vuole -attraverso il protocollo- allocare meglio le risorse disponibili -già individuate ex lege -. Questo significa che, con l’attivazione di una equipe multidisciplinare, si potrà delineare un sistema congiunto nel quale ogni soggetto interveniente, nel rispetto di ruoli e funzioni, assolverà al meglio alle necessità di tutela di minori e famiglie.
La convinzione che i sopracitati chiarimenti abbiano sciolto ogni dubbio sull’indispensabilità del menzionato protocollo parte dalla consapevolezza -condivisa all’unisono nel seminario- che dietro ogni provvedimento vi sono bambini e famiglie sofferenti il cui aiuto passa inevitabilmente per una Giustizia celere ed efficace.




