
Intervistato da Raffaella Calandra di Radio 24 sul palco di Tabularasa, il Procuratore della Repubblica
di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, si è ritagliato uno spazio significativo sul ruolo delle banche rispetto alle attività di riciclaggio: ”Sulle banche ci vorrebbe una maggiore lente d’ingrandimento – ha dichiarato il Procuratore – perchè si tratta di soggetti economici fortissimi eppure la vigilanza nei loro confronti è molto tenue, quasi inesistente. Spesso” – ha proseguito Cafiero de Raho – “si adeguano alla normativa antiriciclaggio solo formalmente, ma sostanzialmente riescono a mimetizzare grandi somme di denaro, ad esempio quello proveniente dai flussi del narcotraffico; ci vorrebbe un controllo serio che tenga effettivamente conto delle anomalie. A volte” – ha rimarcato il Procuratore della Repubblica – “direttori di agenzie agevolano i mafiosi consentendo di muovere somme ingenti senza alcuna segnalazione, in casi come questi si contesta il riciclaggio in concorso e qualche volta i soggetti vengono tratti in arresto, ma la banca non risponde mai come dovrebbe. Se lo Stato” – ha chiosato il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria sollevando un caso assai spinoso – “vuole combattere davvero il riciclaggio la responsabilità va data all’istituto, non al singolo dipendente, bisogna rendere la banca corresponsabile, con sanzioni anche molto gravi. E’ ciò che avviene negli Stati Uniti dove le banche ricevono sanzioni talmente forti da andare quasi in fallimento”.
(steper)




