
di Clara Varano – Sono 5 le ordinanze di custodia cautelare che questa mattina sono state notificate a Vibo Valentia ad altrettanti soggetti accusati di rapina in abitazione aggravata, furto e detenzione illegale di arma da fuoco, per reati risalenti al 2011.
Si tratta di Domenico Grillo, 23 anni, Giuseppe Prostamo, 24, Francesco Todarello, 47, Riccardo Vallone, 25 e Rocco Todarello, 52, tutti di San Calogero. I primi tre raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere, gli ultimi due finiti agli arresti domiciliari. Deferito a piede libero alla Procura dei minori, M.T., all’epoca 17enne, di San Calogero, accusato di ricettazione.
I fatti storici e il collegamento con l’omicidio Raso
Le indagini, iniziano nel 2011, quando in alcuni appartamenti di Tropea e di San Calogero, si verificano diversi episodi di rapine. Nel corso di una di queste, Isabella Raso, viene uccisa per soffocamento e le indagini condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Vibo, guidata dal luogotenente dei carabinieri Stefano Marando, e dalla Stazione di San Calogero, del maresciallo Giacomo Santonastaso, conducono, tanto per le rapine, quanto per l’omicidio, ad un Bar della zona: “Super Bar”. I carabinieri iniziano a controllare i movimenti dei sospettati, che erano habitué del bar, gestito da Domenico Grillo e convocano per un semplice colloquio sull’omicidio, Francesco Todarello. I militari della Compagnia di Tropea chiedono a Todarello se in passato avesse avuto rapporti con la vittima. Todarello, pensando che sull’armadio nella stanza della donna, dove aveva rovistato per trovare dei soldi, avessero rinvenuto le sue impronte digitali dichiara d’aver realizzato dei lavori proprio per ripararne il fondo. Verificata la veridicità della dichiarazione i carabinieri scoprono che l’armadio non era stato sottoposto a nessun lavoro. La menzogna li induce a pensare di essere sulla buona strada.
Dopo l’audizione di Todarello, arriva dal Ris di Messina, intervenuto per aiutare a far luce sull’omicidio, il profilo del Dna di un riscontro epiteliale rinvenuto sotto le unghie della vittima. I carabinieri riescono a confrontare quel profilo con uno dei sospettati e risalgono a Domenico Grillo, che condotto in caserma a San Calogero, inizia a parlare facendo i nomi dei suoi complici: Luigi Zinnà e Francesco Todarello. Tutti accusati dell’omicidio di Isabella Raso.
I reati di furto, rapina e detenzione d’armi
Risolto l’omicidio Raso, però, restava da capire chi fossero gli autori dei furti e delle rapine che in quel periodo avevano scosso San Calogero. La prima rapina avvenuta il 16 aprile 2011 nell’abitazione di un’anziana del luogo rapinata 5mila euro dopo dopo essere stata immobilizzata, viene contestata a Domenico Grillo, Francesco Todarello e Riccardo Vallone. Risale, invece, al 14 giugno 2011 la seconda rapina, contestata a Grillo ed a Francesco Todarello, avvenuta sempre a San Calogero, ai danni di due coniugi, legati, imbavagliati e derubati di 7mila euro in contanti, più due libretti bancari ed una carta postamat. La terza rapina, contestata a Grillo, Todarello, Vallone e Giuseppe Prostamo, quest’ultimo di San Giovanni di Mileto, nel Vibonese. I 4 dopo essersi introdotti il 12 agosto 2011 nell’abitazione di due coniugi di San Calogero ed aver immobilizzato le vittime, sono accusati di aver prelevato denaro ed oggetti in oro. A Vallone e Prostamo viene poi contestato il furto, di 6mila euro da una sala giochi di Mileto, avvenuto il 6 settembre 2011, mentre Vallone, Grillo e Francesco Todarello, sono accusati, anche, del furto di quadri d’autore, orologi ed una carabina prelevati da un’abitazione di Rombiolo, nel Vibonese, il 31 ottobre 2011 e sempre nella stessa data del furto di utensili agricoli in un altra abitazione. Di detenzione di armi devono, infine, rispondere Rocco e Francesco Todarello in un caso, Francesco Todarello e Grillo in un altro caso.
Gli arresti odierni
Un’operazione “Ritorno al futuro”, che ha coinvolto nella giornata di oggi quaranta carabinieri della Compagnia di Tropea, con il supporto di personale della Aliquota Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale di Vibo Valentia, di un’unità cinofila del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia e di un equipaggio dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri.
Una sintesi di diverse attività d’indagine coordinata dal pubblico ministero Vittorio Gallucci, che trova conferma nella decisione del gip Gabriella Lupoli. Intercettazioni ambientali in carcere dei tre arrestati per l’omicidio Raso – Grillo, Francesco Todarello e Luigi Zinnà – che hanno costituito elementi, definiti dal gip “solidi e validi”, ai fini dell’attività investigativa. Un’attività lunga e minuziosa, che ha saputo coniugare in maniera perfetta vecchie e nuove tecniche investigative, e che è stata realizzata “grazie all’esperienza degli agenti investigativi. Un magnifico lavoro che ha posto fine ad episodi che avevano preso di mira le fasce più deboli della popolazione destando un elevatissimo allarma sociale”, ha sottolineato il procuratore di Vibo, Mario Spagnuolo.




