“Abbiamo arrestato decine di latitanti, sequestrato centinaia di milioni di euro e fiumi di cocaina. E’ chiaro che ci troviamo davanti a una reazione”. Il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe
Pignatone, spiega cosi’ la bomba fatta esplodere contro la procura generale di Reggio. Pignatone, insieme all’aggiunto Michele Prestipino, ha rappresentato un pezzo importante dell’antimafia siciliana, avendo peraltro coordinato anche l’operazione che porto’ alla cattura di Bernardo Provenzano. Adesso, nella difficile realta’ calabrese, sta scoperchiando le numerose ‘cattedrali’ degli interessi e degli affari della ‘ndrangheta. In un intervista al Giornale di Sicilia parla di “fatti di estrema gravita’ e le indagini faranno chiarezza sulle responsabilita’ e motivazioni. Ma mi pare chiaro che ci troviamo davanti a una reazione legata all’azione della magistratura di Reggio Calabria che negli ultimi tempi e’ stata intensa e continua. Solo nell’ultimo anno nella provincia abbiamo sequestrato 800 milioni di euro”. Ma e’ importante anche il dato relativo ai latitanti: 49 quelli arrestati di cui 11 inseriti nella lista dei 30 ricercati piu’ pericolosi, spiega Pignatone. “In questo quadro – aggiunge – va inserita l’azione decisiva del nuovo porcuratore generale Salvatore Di Landro che si e’ insediato appena un mese fa, ma che ha gia’ fatto alcuni passi importanti e assunto iniziative concrete per rendere piu’ incisiva l’azione del suo ufficio”.




